Costume & Società, Cultura & Intrattenimento

“Chiamami col tuo nome” piace davvero agli italiani?

di Rocco Castellucci

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Cose Belle, Costume & Società, Cultura & Intrattenimento

Speciale Cose Belle: il Festival di Sanremo dal mio punto di vista

di Sara Corrieri

“…Sanremo è un’occasione perfetta per aprirsi una finestra, trasparente e senza filtri, sul mondo dello spettacolo. Dello spettacolo all’italiana, direi…”

Ogni anno torna puntuale, come il Natale e la Pasqua, ogni anno lo critichiamo e lo aspettiamo, pronti a giudicare. Eppure ogni anno siamo incollati alla Tv a sognare il festival di Sanremo, sarà per quel senso di appartenenza ed orgoglio nazionalista (che noi, italiani, non riusciamo proprio a mascherare), sarà perché non c’è niente di meglio (ma solo di peggio) in Tv.

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Io sono proprio tra quelli, italiani d.o.c. criticoni che sogna un giorno di poter sedere nella platea dell’Ariston in quelle cinque serate di magia e spettacolo. Me lo immaginavo così. In quella platea non sono stata ancora seduta ma quest’anno ci sono andata veramente vicino. Ho avuto la possibilità di vivere in prima persona quella breve parentesi patinata in una cittadina di mare ligure che sembra quasi un set cinematografico, piena di scorci e voglia di vacanza.

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Sto cercando di riordinare le idee e raccogliere le mie impressioni. Andiamo per ordine.

Atmosfera. Avete presente una sagra di paese? Ma sì, quella con le strade gremite, le lucine trash, i ragazzini frignanti con i palloncini e i vecchietti che fanno gruppo, parlando del mondo che va a rotoli e del prossimo ticket all’Asl. Aggiungeteci i gruppi di ragazzine urlanti, le fan tipo delle meteore della musica, che assediano gli hotel dove aggiornano i loro temporanei beniamini e rincorrono armate di cellulare qualunque essere vivente degno di un loro selfie, debitamente filtrato e photoshoppato all’occorrenza. E poi ci sono loro, la “gente di spettacolo” (o presunta tale).

Persone e personaggi. Ho visto, parlato con tantissima gente. Gente strana, gente assurda, gente triste, gente straordinaria. Sanremo è un’occasione perfetta per aprirsi una finestra, trasparente e senza filtri, sul mondo dello spettacolo. Dello spettacolo all’italiana, direi. Una serie di morti di fama, come si usa dire sfruttando il gioco di parole, ricoperti da una patina di make-up di plastica. Storie di persone che aspettano Sanremo per appagare con una foto rubata quel senso di vuoto, starlette decadute che ritrovano il senso della vita in una intervista alla radio di provincia. Ho visto le storie di artisti inesperti, gli occhi di chi è spesato ma sa perfettamente che quello è e sarà il suo mondo. Pochi ci riusciranno, lo sanno, ma preferiscono viversi il sogno, pur breve che sia. E poi ci sono le persone veramente importanti e no, non i VIP da xK seguaci che nascondono le proprie falle artistiche dietro lo sciame di followers anonimi e passeggeri. Gli artisti, quelli importanti davvero. Che ne hanno venduti di dischi, calcati di palchi. Che ne hanno abbracciati di fan, incrociati di occhi adoranti. Ma che nonostante tutto, tu li vedi e loro sono lì, persone come tutte che hanno fatto della propria sensibilità un lavoro ed una ragione di vita. E torna un po’ di speranza.

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Comunicatori. Diciamolo, a un personaggio dello spettacolo corrispondono almeno cinquanta tra giornalisti, fotografi, speaker radiofonici. E sì, se avete fatto qualche conto in questi giorni a San Remo ce ne sono stati proprio tanti. È veramente completamente folle osservare questa macchina discontinua di (più o meno) professionisti, piccoli bulloni ed ingranaggi di un meccanismo molto più grande e complesso, assetato di scoop per continuare a sopravvivere. Davvero, continuo inesorabilmente ad interfacciarmi con questo mondo ed ogni volta mi viene proposto uno scenario senza logica, confusione, incertezza. Il tutto mosso da passione, energia allo stato puro. E sapete cosa vi dico, ogni volta mi convinco che questo è il mio mondo, il “mio” posto giusto.

Musica. La musica. Il senso di tutto questo. La protagonista (o quella che dovrebbe essere la protagonista) di questo festival della canzone. Non parlerò di bello e brutto, la musica è sempre arte ed il gusto sempre soggettivo. Posso dire solo di aver visto ancora due fazioni, due mondi, due modi di fare musica, uno del presente e uno del passato, che invece di comunicare ed esplorarsi a vicenda si scrutano di soppiatto, con diffidenza. La musica italiana persiste nel suo legame indissolubile con i tempi d’oro, preferendo la continua evocazione delle glorie del passato ad uno sguardo lungimirante, che guarda al presente e si accinge al futuro.

Anche quest’anno c’è stato il festival di Sanremo, anche quest’anno lo abbiamo guardato e anche quest’anno ci ha fatto sempre tutto schifo. Ma anche quest’anno, come sempre, ci siamo cullati tra le note, gli scandali e i protagonisti patinati di questa sessantottesima edizione.  Perché Sanremo è Sanremo. E noi, gli italiani, siamo sempre italiani.

Grazie a RadUni per avermi dato questa possibilità, qui trovate i podcast, frutto del lavoro di Chiara, Enrico, Francesco, Sara e Silvia in queste folli giornate (e nottate) sanremesi.

Cose Belle, Costume & Società, Musica

Cose Belle: preparate le valigie, viaggio nel tempo con radiooooo.com

di Sara Corrieri

La cosa bella di oggi ha un gusto un po’ vintage, parla di una macchina del tempo, un lungo viaggio e una colonna sonora

Cari lettori, amici fedeli e nuovi adepti della rubrica “Cose Belle”, oggi ho per voi una vera e propria BOMBA.

Oddio, non vorrei ritrovarmi a scoprire di essere l’unica ad avere appena scovato questo gioiellino del web, ma non importa, sono troppo eccitata e ho bisogno di condividerlo con voi, buon gustai della bellezza.

Allora vi piace viaggiare? Ma certo, lo amate. Vi piace la musica? Ovvio che sì, altrimenti state vivendo a metà. Ascoltate la radio? Bé se non lo fate, direi che è il momento giusto per iniziare. Ecco, e se vi dicessi che potete fare queste tre cose contemporaneamente, con il vostro culo comodamente adagiato sulla poltrona di casa, un dispositivo qualsiasi e una connessione ad internet?

No, non sto scherzando: la risposta a questa domanda è radiooooo.com ed è una cosa davvero bella. Sì, lo so, di radio già ne avevamo parlato poco fa, ma questa è veramente speciale. Si tratta di una web radio che, invece di proporre una noiosa lista di artisti in ordine alfabetico, offre un vero e proprio viaggio virtuale nel tempo e nello spazio. Vi basta interagire con una cartina per scegliere un’area o un Paese del globo, selezionare uno tra i 12 decenni (dal 1900 ad oggi) e il “mood” che preferite  (Slow, Fast, Weird) per immergervi completamente nel sound radiofonico di quell’ epoca e di quel luogo.

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L’idea che sta dietro a questa meravigliosa macchina del tempo è addirittura più affascinante. Risale al 2012, quando un dj francese, Benjamin Moreau, fondatore del progetto, stava facendo un giro sulla vecchia auto del padre, una sportiva degli anni 60’. Girando le manopole della radio vintage sul cruscotto capitò su una stazione che passava musica techno. L’esservi ritrovato in una sorta di bolla temporale fece scattare l’idea di ricreare viaggi musicali nel tempo.

Moreau condivise l’intuizione con il produttore musicale Raphaël Hamburger e il gallerista d’arte contemporanea Emmanuel Perrotin, che lo incoraggiarono a sviluppare una vera e propra start-up. Nacque così Radiooooo, dove le cinque “o” rappresentano i cinque continenti.

La piattaforma ha da subito attirato un gran numero di collaboratori che, con pazienza e certosina precisione, ha dato vita ad una vera e propria raccolta di “tesori musicali” del mondo – come li chiama Moreau – organizzata per nazioni e decadi, dalla nascita della radio sino ad oggi.

Ma la figata sta in questa interfaccia grafica che ti conquista subito, un planisfero disegnato a mano interattivo e una linea del tempo, un vero e proprio portale per viaggiare nel tempo senza il minimo sforzo, se non quello di cliccare sullo schermo.

Al momento il sito offre una playlist di canzoni suggerite da 30.000 iscritti, che partecipano attivamente nel rifornire la mappa di “tesori”, e una squadra di editor che ascoltano e selezionano le proposte, in base a criteri di qualità sia musicale che relativa al file audio.

Davvero siete arrivati fin qui? Ma correte prontamente su radiooooo.com e, cosa dire, BUON VIAGGIO!

Attualità & Territorio, Cose Belle, Costume & Società

Cose belle: “404: Space Not Found”, paesini noiosi e storie di coraggio

di Sara Corrieri

La cosa bella di oggi racconta di un gruppo di giovani coraggiosi, un paese noioso e tanta voglia di fare (e pensare fuori dalla scatola)

Carissimi lettori di “Cose belle”, oggi vi propongo un’edizione un po’ insolita della nostra rubrica. Parlerò un po’ meno da Sara e un po’ più da giovane cittadina di un piccolo comune campano abbastanza (solo abbastanza) dimenticato dal mondo. Ma non ci lamentiamo.

Ed esattamente per evitare di lamentarmi, inizierei subito con un bel “a me non piace il mio paese”. Benissimo, abbiamo messo in chiaro questa cosa. Non mi chiedete perché, vi risponderei con i classici e verissimi luoghi comuni sull’ ottusità diffusa, la chiusura ermetica delle menti, l’inospitalità per una popolazione giovane, per non parlare dei favoritismi, raccomandazioni, inciuci continui e vari e così via.

Da qualche anno a questa parte, almeno per ciò che concerne il mio periodo storico, in questo piccolo paese di provincia qualcosa si è smosso. Sono stata lontana e ho potuto solo osservare dall’ esterno eppure, credetemi, qualcosa si è smosso e smuove ancora. Non scendo nei dettagli perché interesserebbero a pochi o addirittura a nessuno, ma dei giovani molto coraggiosi (e di coraggio ce n’è voluto) si sono rimboccati le maniche e si sono dati quello che a questo posto mancava: un po’ di spirito d’iniziativa, gioco di squadra e tanta, tanta arte.

Più di un anno fa è nata l’avventura di “404: Space Not Found”, il primo festival di arti elettroniche nel Sannio, come hanno titolato molte testate locali, quando ancora si brancolava tra incertezza e perplessità nei confronti di questo esperimento. Perplessità che, diciamocela tutta, era più che giustificata, considerando l’ambiente, le scarse risorse e la giovane età degli organizzatori. Forse è stato meglio così, perché le basse aspettative hanno permesso a questo festival di far ricredere tutti e di iniziare col botto.

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La seconda edizione è stata forse ancora più riuscita, artisti di alto livello e grande partecipazione anche e soprattutto al di fuori dei confini del paesello. Il 28 dicembre ci sarà il terzo episodio e siamo tutti in attesa scalpitante.

Ma questo già si sa. Fatemi raccontare il dietro le quinte, la “cosa bella” secondo me. Questi ragazzi si sono fatti coraggio e, invece di stare qui a lamentarsi come me, si sono dati da soli quello che nessuno, istituzioni e territorio, voleva offrire. Hanno unito le loro competenze ed energie per creare un canale di comunicazione di grande impatto, un evento dove arte e musica si fondono e arricchiscono un territorio arido, ahimè, quando si tratta di cultura. Si parla tanto di noia e inconcludenza nelle nuove generazioni, io nella genesi di questa festival ho visto solo abnegazione, sacrificio, ambizione e testa dura, durissima.

Niente eroismo, solo un gruppo di giovani, un paese noioso, voglia di fare e amore per l’arte.

“404: Space Not Found” è uno schiaffo a chi crede che da “piccoli” non si possano fare grandi cose. Io sono felice che questo paese vanti ancora un cuore pulsante, orgogliosa che ci sia gente che abbia ancora il coraggio di pensare in grande, outside the box, anche quando la scatola è chiusa per bene.

Per partecipare all’eventohttps://www.facebook.com/events/1912219525771443/

Per acquistare i biglietti onlinehttps://www.residentadvisor.net/events/1044947 o scrivendo a 404spacenotfoundfest@gmail.com

Musica

Recensione di “Solo posti in piedi in paradiso” by rOMA

di Sara Corrieri

ARTISTA: rOMA
ALBUM: Solo posti in piedi in paradiso

GENERE: Rock, Pop, Cantautorale

TRACCE:

  1. Come se fosse facile
  2. Lentamente
  3. Fango
  4. Le dame e la luna
  5. Perfetto blu
  6. Era d’agosto
  7. Solo posti in piedi in paradiso
  8. Cuore sano
  9. Vertigine
  10. Linea di sale
  11. Sopra di noi

42’10”

DISTRIBUZIONE: Audioglobe

COPYRIGHT: Seahorse recording

DATA PUBBLICAZIONE: 19 Marzo 2017

“… le trame alt-rock sapientemente intrecciate con testi forti, talvolta crudi, scritti di getto da chi sta soffrendo e non ha intenzione di nascondere la propria rabbia, sono gli ingredienti di un lavoro “maturo”, consapevole, di un artista che ha ben chiara la propria idea di musica e il messaggio che la sua musica vuole veicolare …”

Oggi parliamo di Solo posti in piedi in paradiso e no, il film di Verdone non c’entra nulla. È il titolo del long play d’esordio di rOMA, nome d’arte di Vincenzo Romano, pubblicato lo scorso marzo per l’etichetta siciliana Seahorse Recording. Il primo ascolto di queste undici tracce, nate dall’incontro dell’artista con il produttore Paolo Messere, lascerebbe dell’amaro in bocca anche a chi è in pace con il mondo. Diciamo che una buona parte di questi undici pezzi sarebbe un’ottima colonna sonora per chi ha appena preso una bella batosta in termini di sentimenti e non l’ha presa proprio bene. E soprattutto non ha alcun problema a farlo notare.

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Il richiamo alla sfera corporea, carnale, a tratti violenta delle emozioni più pure è  perfettamente raccontata negli short film dei due singoli estratti, “Le dame e la luna”  e “Cuore sano”, un racconto che si sviluppa tra momenti di profonda empatia e tratti di irriverenza. Ma la rabbia non è l’unico filo conduttore di quest’album, come quando una storia d’amore finisce momenti di odio si alternano a momenti di nostalgia, dove “i ricordi che sono punture” (Fango) si palesano in un mix di emozioni dolci e amare. “Come se fosse semplice sciogliere un cuore di legno sotto una doccia”(Come se fosse facile), eppure non è facile rimanere duri quando ritorna in mente quella “bellezza al gusto di vertigine” (Fango). E in men che non si dica ti ritrovi a rivivere i ricordi di una dolce giornata di amore e passione ad Agosto e “mi infilo tra i tuoi pensieri per guardarti dentro” (Era d’agosto). Perché tanto “passerà”, e allora torna la speranza.

Una bella prova di coraggio quella di rOMA, un lavoro molto intimo e allo stesso tempo universale. Testi da cantare, sonorità violente e una storia da raccontare. Gli ingredienti giusti per fare storytelling attraverso la musica, un percorso di espiazione che parte dalla rabbia per l’abbandono fino ad arrivare alla dolcezza del ricordo e alla speranza di ricominciare. Che poi diciamocelo, è esattamente quello che ognuno di noi, ultimi romantici, ha bisogno di sentirsi dire.

Voto: 3.5/5

Per ascoltare Solo posti in piedi in paradiso su Spotify: bit.ly/ascolta_rOMA

Per seguire rOMA su Facebook: https://www.facebook.com/iosonoilroma

Per acquistare Solo posti in piedi in paradiso si iTunes: bit.ly/download_rOMA