Cose Belle, Costume & Società

Cose Belle: “Goodreads” per noi lettori disorganizzati

di Sara Corrieri

Allora, io arrivo sempre in ritardo. Nella vita, in generale, in senso reale e figurato. Ora io mi chiedo: come diavolo ho fatto a sopravvivere fino ad oggi senza conoscere Goodreads? Come?

So anche che molti di voi, amici lettori, lo conosceranno già (e si staranno chiedendo insieme a me come diamine ho fatto ad ignorarne l’esistenza). Ma scrivo questo “Cose Belle” per gli amici lettori “ignoranti” come me. E poi mi casca proprio a pennello: è tempo di buoni propositi e lo so che tra i vostri c’è anche quello di leggere di più (c’è ogni anno, una delle poche certezze).

Orsù, dal 2006 esiste questa piattaforma online (qui un rimando a Wikipedia per un po’ di storia sull’azienda, vi spoilero solo che nel 2013 è stato acquistato da Amazon, mica bruscoli), una sorta di database di libri e social network per lettori che ti aiuta a “gestire la tua vita da Reader”. E IO NON LO SAPEVO.

Ti iscrivi a Goodreads inserendo i tuoi dati o attraverso il profilo Facebook, aggiungi alcune informazioni personali (tra cui i tuoi generi preferiti) e imposti il livello di privacy. Cerco di riassumere le funzionalità più interessanti che ho scoperto sino ad ora:

  • Mappare le tue letture 

Cerchi il titolo del libro nella barra di ricerca e lo inserisci su una delle tue “mensole“: letto, in fase di lettura, da leggere. Puoi anche aggiungere delle “mensole” a tuo piacimento, stra utili per catalogare i libri come si preferisce (tra le mie mensole ci sarà qualcosa tipo “Cagate pazzesche, ridatemi indietro quelle ore di vita” oppure “Svolte epocali”).

  • Scrivere recensioni (e leggere quelle degli altri)

Una volta letto, puoi recensire il libro da 0 e 5 e scriverne un commento, che rimarrà salvato insieme al libro sulla tua mensola personale. Sembra una sciocchezza ma è molto utile: spesso mi capita di leggere dei libri e dimenticarne, dopo qualche mese, alcuni aspetti. Insomma, ricordo solo se mi è piaciuto o meno ma spesso mi sfugge il perché. Conservarne una recensione a caldo è la soluzione. Ah, ovviamente cercando un libro qualsiasi è possibile visualizzare il punteggio medio e leggere le recensioni degli altri utenti: è vero, di questo ne è pieno l’internet, ma per noi lettori indecisi un’opinione in più è sempre un valore aggiunto. E anche aiutare gli altri ha il suo perché.

  • Partecipare alla Reading Challenge

Ok, quanti libri volete leggere nel 2019? Quanti (pochi) libri leggerete nella realtà? Scherzi a parte, Goodread vi permette di impostare un numero target di libri da leggere che decidete al momento e monitora con voi i progressi fino allo scadere dell’anno. Ci risentiamo nel 2020, ci siete arrivati almeno al 50%?

  • Ricevere consigli di lettura personalizzati

Sulla Home si accede ad un feed personalizzato dove, grazie ad un algoritmo che comprende le preferenze inserite nel proprio profilo, i libri ricercati e quelli inseriti sulle mensole, è possibile ricevere dei suggerimenti di lettura che dovrebbero coincidere con i vostri gusti. Non so quanto sia effettivamente fedele ed efficiente l’algoritmo ma, ripeto, per noi lettori confusi ed indecisi, un consiglio in più fa sempre piacere.

  • Condividere la propria “vita da lettore” con gli altri utenti

Lo dicevamo all’inizio, è un social, e come ogni social ci sono degli “amici”. Puoi scegliere di seguire sia Readers che Authors di tuo interesse, fare parte di Gruppi creati dagli utenti (o creare dei Gruppi ex novo), partecipare (e creare) a Giveaway, iniziare Discussioni, commentare e mettere like all’attività e ai contenuti creativi (sì, si può anche scrivere) prodotti dagli amici. Un vero e proprio Facebook a misura di lettore.

  • A Year in Books

Aspetto con ansia il 2020 solo per questo: ogni anno ti verrà fornito un quadro completo del tuo anno da lettore, quante pagina hai letto, quanti libri, QUALI libri hai letto, di quali e quanti autori e così via. Insomma, per un lettore accanito i libri diventano compagni di vita e riviverli in una sola volta è un po’ come tirare le somme e ripercorrere le tappe di un anno ormai andato … e il punto di inizio per prefissarsi obiettivi e nuovi propositi.

Sicuramente ho tralasciato molte funzionalità interessanti ma, come vi ho detto, sono ancora una novellina. Se conoscete già Goodreads, aiutatemi a scoprirlo commentando questo post (nel mentre, WikiHow sempre al nostro servizio); se invece ne sentite parlare per la prima volta, cosa state aspettando? Andate ed iscrivetevi tutti!

Che dire, che sia un 2019 pieno di libri e “Cose Belle”! 

 

Annunci
Cose Belle, Costume & Società

Cose Belle: perché le Insta(gram) Novels della NY Public Library non sono la soluzione

di Sara Corrieri

La cosa bella di oggi sta in un nuovo punto di vista, una bella trovata che sa di amore per la lettura e passione per il buon marketing digitale

Lettrici e Lettori di Cose Belle, in questa puntata ho deciso di lasciarvi dueddue pensierini sono una novità molto interessante che sta girando ormai da qualche settimana sui social.

Sicuramente avrete già sentito parlare delle Insta Novels, l’idea senza dubbio rivoluzionaria apparsa sull’account Instagram della New York Public Library il 22 Agosto scorso: senza troppi giri di parole, una delle biblioteche grandi e prestigiose degli Stati Uniti (fondata nel 1895 e con giusto giusto 50 milioni di opere conservate) ha deciso di iniziare a pubblicare romanzi “grandi classici” sotto forma di Instagram Stories. Ovviamente c’è lo zampino di un’Agenzia di Comunicazione con i controcazzi, la Mother in New York. Praticamente, se cercate il profilo della NYPL in questo momento troverete negli Highlights il celebre Alice nel Paese delle Meraviglie di Lewis Carrol adattato magistralmente al formato Insta Novels.

nyp

Benone, cosa ne pensiamo? Partiamo da come è stata costruita la comunicazione del progetto ed il progetto in sé, poi passiamo all’impatto mediatico ed infine a che tipo di cambiamento questa novità può effettivamente apportare al mondo dell’editoria. (Ce ne sono di cose da dire, eh).

La comunicazione del progetto si è basata sul concetto di innovazione quando effettivamente l’innovazione non c’è: adoro questo video di presentazione dove, con un intento di “denuncia” sociale (o forse digitale, non so) la NYPL si chiede “Tra avocado, cani e cani dei nostri amici, le STORIE dove sono?. Servita su un piatto d’argento direi. Encomiabile poi la scelta di inserire delle illustrazioni ad hoc, realizzate da Magoz: lo stile riconoscibile dell’artista brandizza e rende maggiormente identificabile l’intero progetto. E questo è sicuramente un plus. Come è un plus lo “sforzo” di rendere un romanzo quanto più possibile ergonomico rispetto allo schermo del nostro smartphone: il digitale elimina i limiti di spazio, quindi i testi sono grandi e ben leggibili; le pagine si sfogliano esattamente come siamo abituati a guardare le stories: un tocco a sinistra per tornare indietro, un tocco a destra per andare avanti. Non sto a dirvi che la parte che più ho adorato è stata il thumb here, il pallino che ti suggerisce dove posare il dito per bloccare lo scorrimento delle Stories…o pagine, non lo so.Insta-Novels-NYPL-770x515

Conseguenza di questo bel pastrocchio di idee e di design? ODDEOOH L’EDITORIA STA MORENDOH !!1!!1!! (tentativo di simulare lo spasmo da apocalisse che colpisce i media ogni qual volta una minima innovazione nel campo digital/tecnologia si trasforma nella potenziale arma letale che dissolverà la Terra e il genere umano). Praticamente ODDEOH L’EBOOK SARA’ LA MORTE DEI LIBRI pt. 2. No, ragazzi, no. Calmiamoci. Le Instagram Stories non saranno MAI il luogo ed il momento adatto alla lettura. E questo un lettore navigato (ma anche uno novello) lo sa e lo capisce. L’illuminazione, il problema del segnalibro, dai su, non ve lo devo mica spiegare il perché.

Questo non toglie assolutamente alcun merito al progetto Insta Novels in quanto, mio modestissimo parere, lo trovo geniale e ben fatto sotto vari punti di vista. Punto uno, è una mega ed azzeccatissima campagna pubblicitaria per la NY Public Library veramente, veramente low cost: soltanto a guardare come si è vertiginosamente impennato il numero di follower del profilo Instagram ci hanno guadagnato, per non parlare del rafforzamento della brand awareness e reputation in tutto il mondo.

Punto due: questo è solo l’ennesimo progetto che dimostra quanto sia insensata nel 2018 la dicotomia analogico vs digitale. E quanto sia contro produttiva. Con intelligenza l’online è e può diventare uno strumento di potenziamento e rivalutazione di tutto quello che, nel mondo reale, sta perdendo un po’ di appeal, soprattutto per i più giovani (mi riferisco a quelle generazioni nate praticamente con il tablet in una mano e l’ iPhone nell’altra): la cultura, la musica, i libri, l’arte in generale. Non cambia il concetto, cambia solo l’esperienza, o meglio, in questo caso, il modo ed il mezzo che ci consentono di vivere l’esperienza della lettura, la fruizione. E poi sono estremamente convinta che chiunque, anche il Millenial di turno, che si trovi a leggere le stories della NY Public Library finirà per appassionarsi, andare in libreria e comprare il libro (o al massimo ordinarlo su Amazon).

3

Tornando a noi, le Insta Novels non saranno la soluzione alla “crisi” dell’editoria e non faranno svettare le percentuali di lettori nel Mondo. A mio avviso, sono solo un ulteriore, piccolo grande tassello che ci dimostra che anche un’antica biblioteca può adattarsi (virtuosamente) al digitale; ci ricorda quante Cose Belle si possano fare con degli strumenti che normalmente siamo troppo impegnati a demonizzare.

Ciao Amici, alla prossima!