Musica

Salmo alla conquista della scena rap italiana.

di Antonio Frattolillo

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Costume & Società, Musica

“Bread, Wine and Roses”: un Simposio in Jazz (e non solo)

di Sara Corrieri

ARTISTA: Mario Simposio

GENERE: Jazz, Strumentale

ALBUM: Bread, Wine and Roses

TRACCE:

  1. Fun
  2. Blues Dialogue (feat. Myhoo)
  3. Gipsy Trip
  4. Pistachio
  5. In a strange situation
  6. Serenity
  7. Bernie’s Cover
  8. The Last Glass of Wine

35’51”

DISTRIBUZIONE: Impronte Sonore

COPYRIGHT: Mario Simposio

DATA PUBBLICAZIONE: 14 Maggio 2018

“…perché il jazz è un gioco, un continuo esperimento, il jazz è un’esperienza…”

Non se ne ha mai abbastanza quando si parla di vino, di donne e di jazz. Quindi, potenzialmente, non se ne hai mai abbastanza di Mario Simposio e del suo “Bread, Wine and Roses”.

Un album che ascolto già da un po’ (è stato pubblicato lo scorso 14 maggio, prodotto e registrato in collaborazione con la Casa/Etichetta Discografica Sonora Record) e di cui finalmente riesco a scrivere. Anche perché lo sto ascoltando a ripetizione. E no, non sono una cultrice di musica jazz o blues, ma ne sono tremendamente affascinata. Come penso lo sia chiunque ami la musica. Perché il jazz è eterno, raffinato e nella sua complessità artistica e di esecuzione arriva dritto al cuore di chi ascolta, con semplicità, persino a chi come me ha avuto come più alta esperienza musicale lo studio del flauto di plastica alle elementari.

CopertinaBreadWineRoses

Tutto questo preambolo per sfatare la convinzione diffusa che il jazz sia solo per “pochi”, per “vecchi” o “di settore”. Basta avere un minimo di sensibilità artistica, maturità nell’ascolto e un paio di note ti apriranno un mondo.

Ma passiamo a Mario Manzi, in arte Mario Simposio (bè, che dire, già dal nome si può evincere una certa atmosfera conviviale e da “banchetto”): “Bread, Wine and Roses” è il secondo prodotto della sua giovane carriera discografica, un tassello che si aggiunge al concept già definito precedentemente dall’extended play Un Simposio in Jazz”, il lavoro che ha segnato la sua ascesa nell’olimpo del jazz strumentale.

Prima nota positiva: in quest’album si nota da subito un’evoluzione, trenta minuti di musica con cui si conclude una fase di maturazione che denota sensibilità e coerenza. Secondo punto a favore: innovazione, sperimentazione, innesto. Perché il jazz è un gioco, un continuo esperimento, il jazz è un’esperienza. E il connubio perfetto con il blues e la bossa nova lasciano all’ascoltatore quella sensazione di brio, di scoperta inaspettata che in un album, di qualunque genere, non deve mai mancare. Il disco non è mai piatto, muta, evolve, va alla scoperta di sonorità diverse (“Gipsy Trip” ne è un valido esempio”): la ricetta giusta per stupire e tenere alta l’attenzione dell’ascoltatore. Terzo elemento di forza: la collaborazione in “Blues Dialogue” con Myhoo, un giovane ed eclettico cantautore che ho piacevolmente scoperto in questa occasione. Un confronto chitarristico che dà vita a cinque minuti di puro piacere artistico.

“Bread, Wine and Roses”, se dovessi parafrasare questo titolo, evoca il semplice profumo del pane appena sfornato, ricorda l’inebriante sensazione dell’ultimo bicchiere di vino e comunica la passione travolgente che c’è dietro ad una rosa rossa lasciata sul tavolo dai commensali.

Allora Mario, a quando della nuova musica? Io sono qui ad aspettare.

Voto: 4.5/5

Costume & Società, Musica

Recensione dell’album “Wonder” by Scarlet

di Sara Corrieri 

ARTISTA: Scarlet
ALBUM: Wonder
GENERE: Rock, Alternative
TRACCE:

  1. Wonder
  2. Demon
  3. Take me back
  4. Behind
  5. You uh
  6. Layne
  7. Another
  8. Arizona

31′

ETICHETTA: Luma Records
DATA PUBBLICAZIONE: 26 Marzo 2018

“…finalmente una voce e un personaggio femminile non scontato, misterioso e dannato come le icone del passato a cui si ispira…”

La recente scomparsa di Dolores O’Riordan, frontwoman dei The Cranberries, ha segnato una generazione. In poche sono riuscite ad eguagliare il suo modo scomposto e carnale di cantare le emozioni, anche quando fanno male. Ascoltare Wonder (in anteprima per Derivati Sanniti, l’album uscirà il 26 marzo, ndr), LP d’esordio della giovane rocker campana Scarlet, riporta inevitabilmente alla cantautrice irlandese.

E questa è già un’ottima premessa.

_Scarlet (6)

Sono otto le tracce proposte da Rossella Sicignano, figlie del progetto musicale Scarlet, punto di arrivo di un percorso importante di maturazione artistica che passa dal teatro alla recitazione, fino ad arrivare al cantautorato e alla musica. Il risultato è un personaggio forte ma complesso, di grande tensione espressiva, dove il tono aggressivo e sensuale nasconde (ma non troppo) tratti di debolezza e solitudine.

Wonder, interamente scritto in lingua inglese, racconta l’Amore, ancora una volta, ma non rinnega le sue forme più spregevoli, come la violenza nel rapporto di coppia, o il dolore di una perdita, come la morte di un amico o l’assenza di un padre.

L’album si apre con Wonder, omonimo singolo, dove la linea stilistica di Scarlet viene messa subito in chiaro: gusto gotico e sonorità alternative per la musica,  l’Amore in tutte le sue sfaccettature ed ambiguità nei testi. In Demon (qui il video ufficiale) la rabbia per un sentimento malato viene espressa al meglio da accordi rock più puristi e voce sintetizzata. Con Another, Take Me Back ed Arizona il ritorno alla scena rock 70′ – 90′ è più evidente, mentre i testi si fanno più intimi ed introspettivi: Scarlet ci racconta la depressione vissuta come rassegnazione, consapevolezza di vivere una vita dove ogni cosa vale l’altra e non ci si aspetta alcuna via d’uscita. Con 4 Behind e You Uh torniamo un po’ ragazzini: l’urlo è quello tipico adolescenziale, dello sfogo, dove ogni nota sa di liberazione e ribellione. Infine Layne, forse il brano più toccante dell’interno album, dove Scarlet immagina il dialogo con un padre lontano, che non c’è stato, ma che si ama troppo per poterlo accusare delle proprie sofferenze.

_Scarlet (5)

La prima prova di Scarlet è potente al punto giusto ma il contenuto rimane troppo allo stato grezzo. Si sentono forti carenze nell’elaborazione sia della musica che dei testi, ma nulla di irrecuperabile. Quel tipo di album che ti chiede un ascolto in più perché manca di quello step comunicativo che lo lancia dritto in fondo al cuore.

Scarlet è un progetto musicale interessante e fertile, finalmente una voce e un personaggio femminile non scontato, misterioso e dannato come le icone del passato a cui si ispira. Un buona la prima con ampio margine di miglioramento. Girl, you rock! 

Voto: 3/5

 

 

 

Musica

Recensione di “Solo posti in piedi in paradiso” by rOMA

di Sara Corrieri

ARTISTA: rOMA
ALBUM: Solo posti in piedi in paradiso

GENERE: Rock, Pop, Cantautorale

TRACCE:

  1. Come se fosse facile
  2. Lentamente
  3. Fango
  4. Le dame e la luna
  5. Perfetto blu
  6. Era d’agosto
  7. Solo posti in piedi in paradiso
  8. Cuore sano
  9. Vertigine
  10. Linea di sale
  11. Sopra di noi

42’10”

DISTRIBUZIONE: Audioglobe

COPYRIGHT: Seahorse recording

DATA PUBBLICAZIONE: 19 Marzo 2017

“… le trame alt-rock sapientemente intrecciate con testi forti, talvolta crudi, scritti di getto da chi sta soffrendo e non ha intenzione di nascondere la propria rabbia, sono gli ingredienti di un lavoro “maturo”, consapevole, di un artista che ha ben chiara la propria idea di musica e il messaggio che la sua musica vuole veicolare …”

Oggi parliamo di Solo posti in piedi in paradiso e no, il film di Verdone non c’entra nulla. È il titolo del long play d’esordio di rOMA, nome d’arte di Vincenzo Romano, pubblicato lo scorso marzo per l’etichetta siciliana Seahorse Recording. Il primo ascolto di queste undici tracce, nate dall’incontro dell’artista con il produttore Paolo Messere, lascerebbe dell’amaro in bocca anche a chi è in pace con il mondo. Diciamo che una buona parte di questi undici pezzi sarebbe un’ottima colonna sonora per chi ha appena preso una bella batosta in termini di sentimenti e non l’ha presa proprio bene. E soprattutto non ha alcun problema a farlo notare.

coverSMALLScherzi a parte, le trame alt-rock sapientemente intrecciate con testi forti, talvolta crudi, scritti di getto da chi sta soffrendo e non ha intenzione di nascondere la propria rabbia, sono gli ingredienti di un lavoro “maturo”, consapevole, di un artista che ha ben chiara la propria idea di musica e il messaggio che la sua musica vuole veicolare. Uno sfogo, un urlo, la dimostrazione che solo mettendo a nudo la propria vulnerabilità si può restituire al pubblico un prodotto vero, sincero, senza troppi fronzoli, senza mandarla a dire.

Il richiamo alla sfera corporea, carnale, a tratti violenta delle emozioni più pure è  perfettamente raccontata negli short film dei due singoli estratti, “Le dame e la luna”  e “Cuore sano”, un racconto che si sviluppa tra momenti di profonda empatia e tratti di irriverenza. Ma la rabbia non è l’unico filo conduttore di quest’album, come quando una storia d’amore finisce momenti di odio si alternano a momenti di nostalgia, dove “i ricordi che sono punture” (Fango) si palesano in un mix di emozioni dolci e amare. “Come se fosse semplice sciogliere un cuore di legno sotto una doccia”(Come se fosse facile), eppure non è facile rimanere duri quando ritorna in mente quella “bellezza al gusto di vertigine” (Fango). E in men che non si dica ti ritrovi a rivivere i ricordi di una dolce giornata di amore e passione ad Agosto e “mi infilo tra i tuoi pensieri per guardarti dentro” (Era d’agosto). Perché tanto “passerà”, e allora torna la speranza.

Una bella prova di coraggio quella di rOMA, un lavoro molto intimo e allo stesso tempo universale. Testi da cantare, sonorità violente e una storia da raccontare. Gli ingredienti giusti per fare storytelling attraverso la musica, un percorso di espiazione che parte dalla rabbia per l’abbandono fino ad arrivare alla dolcezza del ricordo e alla speranza di ricominciare. Che poi diciamocelo, è esattamente quello che ognuno di noi, ultimi romantici, ha bisogno di sentirsi dire.

Voto: 3.5/5

Per ascoltare Solo posti in piedi in paradiso su Spotify: bit.ly/ascolta_rOMA

Per seguire rOMA su Facebook: https://www.facebook.com/iosonoilroma

Per acquistare Solo posti in piedi in paradiso si iTunes: bit.ly/download_rOMA