Cucina, La cucina del fuorisede disperato

LA CUCINA DEL FUORISEDE DISPERATO: insalata mista con pollo alla piastra

Inizia a fare caldo e il vero fuorisede disperato sa che l’insalatona diventerà l’unico credo in cucina. Tanto vale metterci dentro (oltre a buona parte del frigo) un pizzico di fantasia!

Ecco a voi un piatto unico, equilibrato e personalizzabile, ottimo dopo la palestra, pensando a far scendere la “panzella” che in realtà dopo questa bella insalatona, non scenderà mai.

RICETTA

Ingredienti:

  • Insalata
  • Pollo
  • Mandorle
  • Mirtilli neri
  • Avocado
  • Lime, olio, sale
  • Salsa guacamole
  • Mezza cipolla
  • Maionese

Procedimento:

Insalata mista come base, straccetti di pollo grigliati e condire a piacimento. Io la insaporisco con mandorle, mirtilli neri, avocado tagliato a pezzettoni, succo di lime, olio, sale e un pochino di salsa guacamole e mezza cipolla. Per renderla più cremosa e cicciona ed evitare di aggiungere altro olio, ho aggiunto un pochino di maionese. Amalgamate per bene il tutto e buon appetito.

Ricetta di Gianluca Palumbo

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Cucina, La cucina del fuorisede disperato

LA CUCINA DEL FUORISEDE DISPERATO: carbonara padre e figlio

di Giuseppe Imbriani

È stata forse la prima ricetta che mio padre mi ha insegnato, il primo piatto che mi ha fatto appassionare definitivamente al mondo della cucina. In casa, ogni sabato è il giorno della carbonara, ancora oggi nonostante le distanze, le assenze, le diete o i cambi di gusto.

La carbonara è un piatto immortale, è tradizione pura, come la pizza, la pasta fatta in casa o la parmigiana; è immortale come la passione e l’amore che si respira quando si cucina insieme a qualcuno, in particolare con il proprio padre. È come se fosse Natale, tutta la famiglia riunita, a parlare del tutto e del niente. Adesso, quando sono io a cucinare la carbonara cerco sempre di migliorarmi, come se dovessi dimostrare che l’allievo ha superato il maestro e, quando preparo la carbonara e sono da solo, o con amici, penso sempre al mio maestro e a tutti gli insegnamenti che mi ha donato, come fosse il migliore chef.

Pancetta o guanciale? Uova intere o solo tuorlo? Pecorino o parmigiano? Spaghetti o bucatini? Cipolla si o cipolla no? Non importa, non è una gara a chi la fa meglio, non c’è Cracco che giudica, non siamo a Roma e scusate se qualcuno si offenderà dopo aver letto la ricetta, l’importante è ottenere un prodotto fatto con il cuore e stare in pace con il mondo per un attimo, per un sabato, con la famiglia, con il papà.

 

Ingredienti:

Vermicelli

Uova intere

Guanciale

Parmigiano

Pepe

Sale

Olio.

 

Procedimento:

Mentre la pasta cuoce in acqua salata, cuocete il guanciale con pochissimo olio (il guanciale è già abbastanza grasso), farlo sudare e non bruciatelo. Intanto sbattete le uova, (1 uovo a testa)  con parmigiano e pepe creando una bella cremina densa. Una volta cotta la pasta, ovviamente al dente, unite la crema, il guanciale e un filo d’olio e acqua di cottura, che vi servirà ad amalgamare il tutto. Dopo due saltate, prendetene e mangiatene tutti.

L’obbligo è fare il bis, mi raccomando.