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ULTIMO E IL “VOTO-GATE” DI SANREMO

Di Antonio Frattolillo

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Cose Belle, Costume & Società

Cose Belle: “Goodreads” per noi lettori disorganizzati

di Sara Corrieri

Allora, io arrivo sempre in ritardo. Nella vita, in generale, in senso reale e figurato. Ora io mi chiedo: come diavolo ho fatto a sopravvivere fino ad oggi senza conoscere Goodreads? Come?

So anche che molti di voi, amici lettori, lo conosceranno già (e si staranno chiedendo insieme a me come diamine ho fatto ad ignorarne l’esistenza). Ma scrivo questo “Cose Belle” per gli amici lettori “ignoranti” come me. E poi mi casca proprio a pennello: è tempo di buoni propositi e lo so che tra i vostri c’è anche quello di leggere di più (c’è ogni anno, una delle poche certezze).

Orsù, dal 2006 esiste questa piattaforma online (qui un rimando a Wikipedia per un po’ di storia sull’azienda, vi spoilero solo che nel 2013 è stato acquistato da Amazon, mica bruscoli), una sorta di database di libri e social network per lettori che ti aiuta a “gestire la tua vita da Reader”. E IO NON LO SAPEVO.

Ti iscrivi a Goodreads inserendo i tuoi dati o attraverso il profilo Facebook, aggiungi alcune informazioni personali (tra cui i tuoi generi preferiti) e imposti il livello di privacy. Cerco di riassumere le funzionalità più interessanti che ho scoperto sino ad ora:

  • Mappare le tue letture 

Cerchi il titolo del libro nella barra di ricerca e lo inserisci su una delle tue “mensole“: letto, in fase di lettura, da leggere. Puoi anche aggiungere delle “mensole” a tuo piacimento, stra utili per catalogare i libri come si preferisce (tra le mie mensole ci sarà qualcosa tipo “Cagate pazzesche, ridatemi indietro quelle ore di vita” oppure “Svolte epocali”).

  • Scrivere recensioni (e leggere quelle degli altri)

Una volta letto, puoi recensire il libro da 0 e 5 e scriverne un commento, che rimarrà salvato insieme al libro sulla tua mensola personale. Sembra una sciocchezza ma è molto utile: spesso mi capita di leggere dei libri e dimenticarne, dopo qualche mese, alcuni aspetti. Insomma, ricordo solo se mi è piaciuto o meno ma spesso mi sfugge il perché. Conservarne una recensione a caldo è la soluzione. Ah, ovviamente cercando un libro qualsiasi è possibile visualizzare il punteggio medio e leggere le recensioni degli altri utenti: è vero, di questo ne è pieno l’internet, ma per noi lettori indecisi un’opinione in più è sempre un valore aggiunto. E anche aiutare gli altri ha il suo perché.

  • Partecipare alla Reading Challenge

Ok, quanti libri volete leggere nel 2019? Quanti (pochi) libri leggerete nella realtà? Scherzi a parte, Goodread vi permette di impostare un numero target di libri da leggere che decidete al momento e monitora con voi i progressi fino allo scadere dell’anno. Ci risentiamo nel 2020, ci siete arrivati almeno al 50%?

  • Ricevere consigli di lettura personalizzati

Sulla Home si accede ad un feed personalizzato dove, grazie ad un algoritmo che comprende le preferenze inserite nel proprio profilo, i libri ricercati e quelli inseriti sulle mensole, è possibile ricevere dei suggerimenti di lettura che dovrebbero coincidere con i vostri gusti. Non so quanto sia effettivamente fedele ed efficiente l’algoritmo ma, ripeto, per noi lettori confusi ed indecisi, un consiglio in più fa sempre piacere.

  • Condividere la propria “vita da lettore” con gli altri utenti

Lo dicevamo all’inizio, è un social, e come ogni social ci sono degli “amici”. Puoi scegliere di seguire sia Readers che Authors di tuo interesse, fare parte di Gruppi creati dagli utenti (o creare dei Gruppi ex novo), partecipare (e creare) a Giveaway, iniziare Discussioni, commentare e mettere like all’attività e ai contenuti creativi (sì, si può anche scrivere) prodotti dagli amici. Un vero e proprio Facebook a misura di lettore.

  • A Year in Books

Aspetto con ansia il 2020 solo per questo: ogni anno ti verrà fornito un quadro completo del tuo anno da lettore, quante pagina hai letto, quanti libri, QUALI libri hai letto, di quali e quanti autori e così via. Insomma, per un lettore accanito i libri diventano compagni di vita e riviverli in una sola volta è un po’ come tirare le somme e ripercorrere le tappe di un anno ormai andato … e il punto di inizio per prefissarsi obiettivi e nuovi propositi.

Sicuramente ho tralasciato molte funzionalità interessanti ma, come vi ho detto, sono ancora una novellina. Se conoscete già Goodreads, aiutatemi a scoprirlo commentando questo post (nel mentre, WikiHow sempre al nostro servizio); se invece ne sentite parlare per la prima volta, cosa state aspettando? Andate ed iscrivetevi tutti!

Che dire, che sia un 2019 pieno di libri e “Cose Belle”! 

 

Attualità & Territorio

Natale di solidarietà a S. Giorgio del Sannio con i mercatini dell’ Unitalsi

di Simona Politano

Fino al 22 dicembre, a S.Giorgio del Sannio ( chiosco adiacente alla Chiesa Madre) si potranno visitare i mercatini della solidarietà organizzati dal gruppo Unitalsi di S. Giorgio del Sannio. Ai mercatini sarà possibile dare un contributo acquistando gadget, decorazioni e pastori per il presepe, regalini e vari oggetti natalizi realizzati a mano dai ragazzi del gruppo Unitalsi. In questo modo si contribuirà alla continuità delle attività a loro dedicate.
Il Gruppo Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) attivo sul territorio sangiorgese da molti anni, si occupa di portare sollievo alle persone che vivono difficoltà legate alla salute, aiutandole con ogni mezzo a sollevare il proprio dolore. Lo scopo principale, come sottolinea il presidente dell’associazione Giuseppe De Rosa

è quello di organizzare pellegrinaggi nei luoghi di culto, ma da molti anni si sono cercate altre vie per sollevare le persone dal loro dolore.

Il gruppo organizza diverse attività per i ragazzi che ne fanno parte come i laboratori creativi o di ballo il martedì, il giovedì e il venerdì. Sono attività auto sostenute e portate avanti grazie al gran cuore dei volontari che si fanno carico delle spese per il mantenimento della sede e del materiale necessario.

Facciamo tutto il possibile per dare a questi ragazzi svago e sollievo. Organizziamo uscite per andare a teatro o al cinema. Stiamo organizzando una giornata allo stadio per vedere giocare il Benevento e per Natale sono in programma trasferte per vedere il presepe vivente di Pietrelcina o di Morcone,

aggiungono i volontari del gruppo sangiorgese.

Come si evince, i volontari fanno davvero il possibile, ma a volte questo non basta, si ha bisogno di una mano in più.

Visitare il mercatino dell’Unitalsi e dare il proprio contributo è un dovere morale e civile nei confronti della propria comunità.

Sarà possibile visitare il mercatino (già attivo) fino al 9 dicembre per l’intera giornata.

Mentre dal 10 al 22 dicembre sarà aperto solo durante le ore pomeridiane fino alle 20:00.

Ci auguriamo possiate aderire numerosi a questa iniziativa!

Le vite degli altri

Racconto profano sull’Italia e gli italici di un giovane idealista che ama la sua terra [1]

di Vincenzo Politano 

Questo è l’estratto di una relazione sulla cultura italiana e sull’Italia, sulle comunità italiche all’estero e sulla loro rielaborazione del nostro modo di vivere. Questo estratto nasce in collaborazione con Schola Italica, che al momento possiede per intero l’elaborato e i diritti su di esso.

È il periodo tra il 1876 e il 1915 quando circa quindici milioni di italiani partirono. In Italia andò in scena uno spettacolo fino ad allora inedito: la grande migrazione. I porti di Genova e di Napoli pullulavano di persone pronte a lasciare tutto e a ricostruire qualcosa in terre lontane. [°°°] Tra la folla dei primi migranti molti erano i padri di famiglia, che con sacrificio decidevano di abbandonare il loro porto sicuro e cercare fortuna per la loro donna e i loro figli. La loro valigia di cartone conteneva ben poco e fin dall’inizio le sfide a cui avrebbero assistito sarebbero state diverse. Prima fra tutte il viaggio.

La quasi totalità degli immigrati italiani viaggiava in terza classe, stipati come animali e in condizioni igieniche tutt’altro che di lusso. La traversata poteva durare anche un mese, e molti non avrebbero neanche avuto la gioia di poggiare di nuovo i piedi sulla terra ferma. Per chi ci riusciva era solo l’inizio di una sfida ancora più grande che portava il nome di Ellis Island.

Ellis Island è un’isola di tre ettari definita la porta d’ingresso per l’America, soprattutto per gli immigrati che viaggiavano in terza classe.

[°°°]

I nostri connazionali approdati sul suolo americano cominciarono a vivere nei ghetti. Diedero vita a veri e propri quartieri dove a fare da collante era l’amore per la Madre Patria e il sentimento comune di appartenere ad una delle culture considerata tra le più belle del mondo. Fu così che si originarono le prime realtà italiche nel mondo.

[°°°]

Ciò che appare dalla prima parte del racconto è come la fluidità e il movimento del popolo italiano sia stata una delle scintille primordiali che ha dato avvio alla diffusione della nostra cultura. L’Italia, agendo come nucleo propulsore, ha spinto in diverse parti del mondo degli uomini che con la loro esperienza e cultura hanno affascinato le periferie che li hanno accolti. Movimento.

Il movimento è una delle parole chiave che come italiani e italici dobbiamo tenere bene a mente.

Perché siamo italiani? Perché italici? Ho pensato a queste domande intensamente e anche ora mentre scrivo cerco di trovare ragioni profonde, politicamente complesse o economicamente giustificabili. L’unica risposta che continua ad avere senso nella mia mente è in realtà molto semplice: la risposta è il movimento. La cultura classica italiana deve molto alla posizione strategica che la nostra penisola occupa nel mediterraneo. Un lembo di terra che da sempre nella storia è stato luogo di incontro di popoli e culture diverse. La nostra mamma Italia è stata attraversata da orde che l’hanno segnata, modellata, costruita e rimodellata. Ciò che ci rende grandi nel mondo altro non è che il lavorio e l’ibridazione di pensieri e modi di fare tanto diversi, che fluidamente si sono messi in viaggio nella nostra penisola e l’hanno influenzata. Greci, arabi, spagnoli sono solo alcuni dei popoli che grazie al loro movimento sono riusciti a penetrare gli anfratti più reconditi della nostra cultura. La cultura italiana è grande grazie alle moltissime sfaccettature che la caratterizzano. “L’Italia è un paese con una fortissima vocazione ibrida” afferma il professor Lanzone, esponente di Fondazione Italia Patria della Bellezza.  Probabilmente il successo nel mondo del nostro stile di vita è dovuto a questa tendenza all’ibridazione. Probabilmente la multiculturalità che è alla base del vivere italiano, le sfumature e le differenze che fino ad oggi hanno impreziosito il nostro patrimonio di saperi e che ne sono alla base, differentemente da altri stili di vita più compatti e monolitici, meglio si adatta alle esigenze di popoli diversi. Il professor Lanzone in un nuovo intervento afferma: “la storia di Roma è un concentrato di tutta la storia umana”. Sintetizzando potrei affermare: Frutto della diversità, la cultura italiana è apprezzata dalla diversità. Questa è la carta vincente, decisamente!

Come si propaga la visione italica nel mondo? Esiste un centro dal quale si originano i primi impulsi e una periferia che li rielabora. Diversi interventi riguardanti l’italicità nel mondo hanno messo in luce come ad oggi le periferie abbiamo un’immagine particolarmente classica della cultura italiana. L’impressione è che l’idea che circola all’estero dell’Italia non rispecchi pienamente la realtà socio-culturale del Paese oggi. Diverse testimonianze sulla percezione della nostra terra nel mondo mi hanno mostrato un’Italia imbalsamata, chiusa nel suo mondo dorato fatto di rinascimento, pizza e mandolino. Ma perché? Sono italiano e vi assicuro che questo non è il mio paese, o meglio non è solo questo. Non mangio tutte le sere pizza, non abito una casa finemente affrescata e no, il mandolino non è il mio strumento preferito.

La colpa della diffusione di un immagine polverosa della nostra Patria all’estero è da imputare a noi italiani.

L’Italia di oggi è una donna nostalgica che ricorda i tempi andati e chiusa in se stessa racconta a tutti il suo passato di gloria, senza guardare fuori dalla finestra. Il movimento in questo caso subisce un arresto. Soluzioni? Bisognerebbe imparare ad osservare, comprendere e ad agire secondo le nuove tendenze. Dovremmo tener conto di tutte le comunità italiche nel mondo per dare nuova linfa alla cultura che circola nel nucleo. L’identità è costituita non solo dalla percezione che abbiamo di noi stessi, ma anche dall’idea che gli altri hanno di noi. Questo non implica l’abbandono delle nostre radici millenarie, anzi, può farci cogliere maggiormente i nostri punti di forza, rinnovarli e reindirizzarli verso le comunità di italici. È fondamentale studiare bisogni e necessità di questi nuovi agglomerati sociali, per comprendere come l’italian way of life possa continuare ad essere invidiabile, ma soprattutto al passo con i tempi. Essere miopi rischia di portare ad un’imminente cristallizzazione culturale che alimenta immagini patinate della nostra cara Italia all’estero e di contro genera tante occasioni perdute per noi italiani.

[°°°]

In questo discorso una buona partenza può essere intravista nel design italiano. Alberto Alessi, presidente di Alessi Spa, ha mostrato con un intervento magistrale come la storia del design della sua azienda si sia sempre mossa al passo con i tempi, tenendo conto dei nuovi stimoli esterni.

[°°°]

“Pasta Pot” rappresenta la multiculturalità e l’ibridazione presente nel paese oggi. A disegnarla è il francese Patrick Jouin, che supportato da Alessi crea un utensile tipicamente italiano per la cottura della pasta, alimento da sempre associato alla cultura gastronomica del nostro Paese. La cottura proposta è sovversiva, rapida e all’avanguardia, di stampo americano: la pasta viene cotta senza aspettare il bollore dell’acqua; i due ingredienti sono inseriti in contemporanea nella pentola. Il risultato è un oggetto di design italiano che nasce dall’unione di idee appartenenti a culture diverse e che, a suo modo, rielabora la cultura gastronomica della nostra terra. Un prodotto, ci confessa Alessi, che avrà pochissima fortuna in Italia ma molta tra gli italici.

A questo punto della lettura consiglio di rileggere i passaggi iniziali di questo racconto e di riflettere su quanto il fenomeno della grande migrazione italiana possa essere associata alle nuove migrazioni dal Mediterraneo.

[°°°]

Siamo difronte ad una rivoluzione storica e culturale. Per sentirmi italiano devo essere cittadino del mondo. Non voglio negare a me stesso la mia identità, ma per riconoscere ciò che sono io, devo poter accettare ciò che è altro da me.

“In braccio al Mediterraneo
migratori di Africa e di oriente
affondano nel cavo delle onde.
il pacco dei semi portati da casa
si sparge tra le alghe e i capelli
La terraferma Italia è terra chiusa.
Li lasciamo annegare per negare.

Solo andata, Erri de Luca

Fonti

Bassetti, P. (2015). Svegliamoci italici! Venezia: Marsilio Editori.

Bertuzzi, V. (2014). Emigranti italiani a Ellis Island tra fiction e storia. Archivio Storico dell’Emigrazione Italiana  http://www.asei.eu

De Luca, E. “Solo Andata” in espress451.wordpress.com

Storia dell’emigrazione italiana in Focus.it

[1] Tutti i riferimenti agli interventi di personalità influenti sul tema, non segnalate nelle fonti, provengono dalle relazioni presentate nel corso della Summer School “Made in Italy, Made by italics”, tenutasi a San Servolo (Venezia) dal 10 al 16 Settembre 2018.