Musica

Salmo alla conquista della scena rap italiana.

di Antonio Frattolillo

“Wendy sono at home sweet home”.
Salmo è tornato a casa e ha dimostrato ancora una volta ciò che ormai dovrebbe essere
chiaro a tutti: è lui il King del Rap italiano.
Ci aveva lasciato nel 2016 con “Hellvisback”, album dal grandissimo successo
commerciale e di critica e con il relativo tour che lo aveva consacrato come “re dei live”.
Dopo di che la quiete, prima di una nuova tempesta.
Salmo si rinnova e riparte da “Perdonami”, primo singolo estratto dal nuovo album. Il
rapper sardo esordisce su una base Trap, dimostrando, senza troppi giri di parole, che può navigare tranquillamente anche in acque a lui sconosciute. Passano i mesi ed è il turno di “90MIN”, a mio modo di vedere uno dei pezzi più geniali non solo del nuovo disco, ma di tutta la sua discografia. E’ la fotografia dell’ italiano medio di oggi: razzista, ignorante, violento e in fissa col pallone. Il titolo è un neache troppo velato omaggio al grande Paolo Villaggio che con il personaggio di Fantozzi ha saputo cogliere più di tutti il lato tragicomico dell’italiano medio del suo tempo ed è riuscito ad imprimerlo nella memoria di intere generazioni.
Prima di pubblicare il singolo su Spotify, Salmo ha “trollato” tutti i suoi fan caricando un
video su youtube di 90 minuti con l’attacco iniziale della canzone ed il successivo
minutaggio di soli applausi.
La campagna di marketing è continuata in un modo che definire originale è davvero
riduttivo. Il rapper ha deciso di aprire un canale sul noto sito per adulti Pornhub e di
pubblicare un video in cui, ironizzando su quello che è forse uno dei peggiori traumi per un adolescente in piena tempesta ormonale, riesce a farsi pubblicità per il disco in modo
davvero efficace.
Ma questo era solo l’antipasto, la portata principale è l’album pubblicato il 9/11/18 e
battezzato col nome “Playlist”.
Il disco ti sbatte in piena faccia, già dal primo ascolto, quello che è il più grande pregio
della mente che lo ha partorito: Salmo prima di essere un rapper è un musicista, uno che
conosce bene la musica e ha tutti i mezzi a disposizione per creare qualcosa di
qualitativamente valido ed originale.
In questo nuovo album il sardo più famoso d’Italia non ha solo rappato sui vari beat che ha scelto; ha giocato con loro, li ha plasmati a seconda delle sue necessità facendoli
interagire con le sue barre. E’ il caso di canzoni come DISPOVERY CHANNEL e 90MIN.
Gli stessi beat sono caratterizzati da un’eterogeneità disarmante: dalla pseudo anima rock di PXM (che mi ha ricordato sporadicamente “Who are you” dei The Who) fino alla trap satura di CABRIOLET passando per l’elettronica spinta di HO PAURA DI USCIRE e il
boom bap anni ‘90 di STAI ZITTO. Proprio in quest’ultima traccia il rapper di Olbia da
prova di un controllo vocale e di un’originalità nell’utilizzo della voce, ormai divenuta un
suo marchio di fabbrica.
Le tematiche trattate si diramano tra la critica sociale di 90MIN e STAI ZITTO al
parallelismo tra l’attuale ricchezza e l’ombra della povertà in RICCHI E MORTI e
DISPOVERY CHANNEL, fino alla prima lovesong con IL CIELO NELLA STANZA(chiaro
riferimento a Gino Paoli) e all’ormai obbligatorio pezzo conscious LUNEDI(a mio modo di
vedere, pezzo volutamente parallelo a Sabato di Jovanotti). Inutile inoltre sottolineare
l’arguzia con cui da anni Salmo riesce a parlare di tutto ciò che vuole districantosi tra rime, incastri e punchline davvero invidiabili.
Ultimo aspetto di cui parlare sono i featuring all’interno del disco: scontato ma pur sempre garanzia di grandissima quello con Nitro; il rapper di Vicenza è a suo agio su una base dal ritmo cosi serrato e violento, d’altronde ha talmente tanta qualità da poter alzare il livello di ogni rapper che gli cammini anche ad un chilometro di distanza. Esaltante anche il feat con sua eccellenza Fabri Fibra che a 42 anni dimostrastra di avere ancora tantissimo da dire. Coez fa semplicemente Coez. Sfera Ebbasta (sicuramente il feat più atteso) non si sposta dai suoi canoni ma dimostra che quando c’è da lavorare con dei professionisti anche lui può dire la sua. Ho riso davvero tanto quando ha citato lo stesso Salmo con l’”entro, spacco, esco, ciao”di Mr. Thunder mettendo la parola “fine” alla polemica messa su dalla rivista Rolling Stone qualche anno fa.
La ciliegina sulla torta è il feat con Nstasia, artista dal palmares incredibile che può
vantare collaborazioni internazionali di altissimo livello.
“Ma allora questo disco non ha difetti?” Sì, ma sono a tratti opinabili.
La critica mossa dai fan di vecchia data è il progressivo abbandono del tratto più
introspettivo e hardcore del rapper. Certo, The Island Chainsaw Massacre in primis e
Death Usb poi sono ormai un pezzo di storia del Rap italiano, ma la grandezza di un
artista si misura soprattutto dalla sua abilità di cambiare pelle e portare lo stesso un
prodotto di altissima qualità.
In sintesi: tra scelte pubblicitarie innovative, cambi repentini di genere e approccio tra una canzone e l’altra, tecnica ed intuizioni fuori dal comune Salmo si riconferma il king della scena Rap italiana, distanziando di gran lunga vecchie glorie affermate e giovani più o meno promettenti.
E’ il ritorno del Re e non siamo in un film di Peter Jackson.

Annunci

Un pensiero riguardo “Salmo alla conquista della scena rap italiana.”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...