Cose Belle, Costume & Società

Cose Belle: le 5 cose che ho imparato praticando Yoga (senza saperne nulla)

di Sara Corrieri

“Yoga is the journey of the self, through the self, to the self”

!DISCLAIMER!: tutto quello che scriverò in questo post è frutto della mia (sicuramente miope e limitata) esperienza. Non sono competente in materia, non sono un medico né ho certificazioni di tipo sportivo. Ma è la mia esperienza e nessuno mi vieta di raccontarla, fatevene una ragione.

Se mi chiedete cosa so dello Yoga, vi rispondo tranquillamente “nulla”. So che, a livello terminologico, si riferisce ad una serie di pratiche ascetiche e meditative tipiche delle religioni dell’India.

Io, nella mia tronfia ignoranza in materia, ho conosciuto lo Yoga attraverso Youtube (sì, Youtube, no, non me ne vergogno). In modo estremamente consapevole ho scelto di cavalcare la moda occidentalizzante delle tradizioni orientali, che equivale a dire: appropriarsi di pezzi di vita quotidiana che appartengono a culture lontane senza saperne un h semplicemente perché è trendy e cool. (Fate la stessa cosa quando vi ingozzate di sushi quindi, please, non giudicate).

Sono molto curiosa, sopratutto in ambito fitness: mi piace fare sport e provarne il più possibile. Lo Yoga lo avevo sempre snobbato: lo vedevo come una disciplina statica, tendenzialmente inutile. Una perdita di tempo. Poi ho scelto di tentare in nome del mantra, orgogliosamente esibito su una delle mie magliette preferite, “Yoga: light exercise before indulging in wine and chocolate” (a seguire prova fotografica).

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Dopo quasi un anno di pratica più o meno costante, seguendo i miei amati e gratis istruttori su Youtube e senza particolari approfondimenti teorici della disciplina, ecco quello che ho imparato:

Siamo i più grandi avversari di noi stessi

Da una vita sono abituata a competere. Sono cresciuta tra danza classica (un’ambiente competitivo e pieno di invidia, ahimè) e la pallavolo, fin da subito a livello agonistico (per definizione, si giocava per vincere e per dimostrare di essere i più forti). Mi hanno insegnato entrambe tantissimo, ma prima di praticare Yoga non sapevo cosa voleva dire competere con se stessi. O meglio, sfidare se stessi e superare i propri limiti, quelli concordati a tavolino con il proprio corpo. Su quel tappetino ci sei solo tu, la tua mente, il tuo corpo e la voglia di rendere possibile il tuo impossibile.

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Mens sana in corpore sano

Praticare Yoga significa rendersi conto del legame costante che lega la mente al corpo, la forza di volontà alla forza del movimento. Non conosco l’arte della meditazione, ma posso dirvi che la parte più complessa dello Yoga è trovare, attraverso la respirazione corretta, la concentrazione. Concentrarsi richiede una forza d’animo immensa, sopratutto ai giorni d’oggi dove siamo continuamente distolti da stimoli provenienti da ogni dove. Eppure connettere mente e corpo è l’unico modo per completare determinati movimenti o raggiungere particolari posizioni. E forse anche l’unico modo per ritrovare se stessi.

L’importanza di essere forti 

Nonostante abbia sempre fatto sport, iniziare a praticare Yoga mi ha rivelato quanto in realtà fossi debole. Una pappa molle. L’insistenza con cui ho lavorato in questi mesi ha sicuramente rafforzato ed allungato i miei muscoli ma mi ha anche regalato qualcosa di valore inestimabile: la sicurezza. Essere forti fuori può essere una bellissima scusa per diventare più forti e sicuri anche dentro.

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Non c’è fretta

Non c’è alcuna fretta, c’è solo il potere della costanza. Se inizierai a praticare Yoga, probabilmente ti verrà sbattuta in faccia una cruda verità: ottenere tutto e subito non è possibile, è deleterio e contro natura. Ho imparato che è importante prendersi del tempo, che pensare sul lungo termine non deve far paura. Bisogna saper costruire, passo a passo, pezzo a pezzo, arrivare in cima ed ammirare l’orizzonte.

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Il dono di provarci, riuscirci, ringraziarsi e ricominciare 

Praticando Yoga ho imparato a dirmi grazie. Quante volte al giorno vi capita di ringraziare voi stessi? Mai. Quante volte al giorno vi capita di sentirvi grati per il tempo che state vivendo, per le opportunità che vi sono state offerte, per il vostro corpo, che è il vostro tempio? Poche, ne sono certa. E lo sapete perché? Perché è veramente difficile. Praticare Yoga è un po’ come imparare ad ascoltare quella vocina che spesso rimane sommersa tra il frastuono della vita quotidiana che ti ricorda “Ehi, cretino, ma cosa ti sbatti a fare? Ma almeno il tramonto stasera ti sei fermato a guardarlo?”.

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Orsù, dopo tutto questo miele ho il diabete a palla. Ma ci tenevo a scrivere di queste piccole perle di consapevolezza. Magari tra qualche mese mi renderò conto che sono tutte cazzate (quotato a 1), ma per adesso va così.

Se qualcuno volesse provare, anche solo per avere la dimostrazione di quanto io sia cretina, vi lascio qui sotto alcuni canali Youtube gestiti dagli istruttori di Yoga che preferisco:

Eppure, rimango dell’idea che non esiste miglior insegnante di quello che risiede in ognuno di noi.

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