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All’Home Festival si canta per i sordi. Sul palco Lo Stato Sociale e la lingua dei segni.

La redazione

Domenica 2 settembre le vedrete sul palco, di lato, sorridenti. Muoveranno le mani al ritmo della musica, si metteranno in mostra perché tutti possano notarle. Loro sono due amiche romane: Chiara Sideri, 25enne presidente dell’associazione Dilis e Rebecca Parrinello, interprete della lingua dei segni (Lis) di 29 anni. Il loro gruppo ha un sogno: far ascoltare la musica ai sordi. Una missione praticamente impossibile, se non cercando in qualche modo di mostrare almeno le parole, col ritmo migliore, dal palco. “Home è il primo festival internazionale che ci accoglie, speriamo che altri prendano esempio dall’evento trevigiano”, dice Chiara.

Domenica a Treviso ci sarà dunque uno di quegli esperimenti pilota sul fronte dell’integrazione che passeranno alla storia. È la prima volta infatti che un evento delle dimensioni di Home Festival garantisce anche agli audiolesi di “ascoltare” la musica. Per il progetto, sono stati molti gli artisti che hanno aderito. Tra tutti, citiamo Mr. Rain, GionnyScandal e Lo Stato Sociale, che hanno presentato in anteprima la scaletta delle loro canzoni ai volontari della Dilis, che così si sono preparati per lo show.

“Abbiamo deciso di proporre questa iniziativa per solidarietà verso quelle persone che non hanno la fortuna di ascoltare la musica, che per noi è fonte di vita e di emozioni ogni giorno”, dichiara Amedeo Lombardi, founder di Home Festival. “Siamo lieti di poter donar gioia agli audiolesi, seppure solo attraverso una lingua che si può solo vedere: tutti così potranno vivere a loro modo la Casa”.

La Dilis Onlus è un’associazione con sede a Roma e in provincia di Udine (Cervignano del Friuli), che si occupa della diffusione della Lingua dei segni Italiana (Lis) e dell’integrazione delle persone sorde. “L’impegno prosegue attraverso il sito e la pagina Facebook, dove attraverso video o post, condividiamo informazioni sulla lingua dei segni, curiosità, eventi per sordi e video musicali in Lis”, spiega Chiara, che ha una profonda motivazione personale, considerato che i genitori hanno problemi d’udito. “Durate i nostri corsi annuali, spesso presentiamo canzoni da tradurre e interpretare, cosi da produrre brevi video clip. “Una vita in vacanza”, “Esseri Umani”, “Uno di questi giorni”, sono alcuni degli esempi. Il nostro obiettivo nel campo musicale è quello di far conoscere questa lingua a più persone possibili, perché lo Stato italiano non la riconosce come tale. Ma anche rendere accessibili eventi come concerti e festival musicali, nonché guardare la lingua dei segni come una vera e propria forma d’arte, da conoscere e ammirare”.

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