Cose Belle, Costume & Società

Cose Belle: i 5 segreti per un CV perfetto che i Recruiter non vogliono svelarvi

di Sara Corrieri

La cosa bella di oggi è potpourri di consigli un po’ a caso basati sulla mia traballante e brevissima esperienza nel mondo delle Risorse Umane (ma almeno sono fatti col cuore) (sì, il titolo è un po’ clickbait)

Carissimi Lettrici e Lettori di Cose Belle, questo si che è un ben ritrovati! Sono stata lontana da questi schermi, è vero, ma vi ho pensato intensamente. Ho viaggiato e sprecato miseramente il mio tempo in attività poco costruttive, ogni tanto ho anche lavorato, però ho raccolto tante curiosità e cose bellissimissime che voglio raccontarvi.

In questa puntata, tuttavia, voglio far finta di essere una persona seria e per la prima volta ritornare sulla Terra e parlare di qualcosa di concreto e, ahimé, scottante: LA RICERCA DEL LAVORO.

Perché si sa, cercare un lavoro è un lavoro a tempo pieno e, con Settembre alle porte, sono certa che qualcuno di voi sta armeggiando con CV e siti di annunci con la speranza di accaparrarsi l’occupazione perfetta.

Bello sbatti, concordo, ma vi assicuro che anche dall’altra parte non ce la si passa benissimo. Ebbene, sto parlando di loro, i temutissimi e stereotipatissimi selezionatori, persone senza scrupoli che si aggirano tra gli uffici HR delle Aziende per tuonare giudizi sulla gente e distruggere i loro sogni più puerili.

Ecco ragazzi, io un giretto in quell’ufficio me lo sto facendo abbastanza spesso e, credetemi, non è esattamente così. Avere a che fare con le persone, soprattutto con professionisti più o meno navigati alla ricerca di un’opportunità lavorativa può essere bellissimo e bruttissimo, ma sicuramente complicato. SEMPRE complicato.

Lo so, non sono nella posizione di esprimere opinioni con adeguata coscienza di causa in quanto posso definirmi una bavosa novellina, però qualche piccolo consiglio da insider voglio provare a darvelo. Soprattutto a giovani che, come me, sono alla ricerca di un posticino nel mondo del lavoro e hanno davvero qualcosa da offrire.

cv

Orsù, siamo nel 2018 ma vi rivelo una grande verità: il CV è ancora la chiave di tutto. Quindi, ecco a voi cinque consigli un po’ insoliti e diversi da quelli generalmente urlati dal web (secondo il mio modestissimo e discutibile parere, a voi l’ardua sentenza).

  1. LA FOTO SI, LA FOTO NO, LA FOTO CE LA METTEREI, E PURE CARUCCIA

Se inviate la vostra candidatura all’estero e, in particolare, nei Paesi anglosassoni, un CV con foto potrebbe essere addirittura scartato a priori: valutare un CV partendo dall’immagine è considerata una pratica discriminante. Vero. Però in Italia non è così, credete ad una povera scema. Non vi sto dicendo che la gente viene selezionata in base all’aspetto fisico, per carità, sarebbe sbagliato ed un tantino illegale, ma un CV con tanto di foto di alta qualità, in cui la persona appare sorridente, rilassata e professionale fa tutto un altro effetto. Leggere il trascorso di una persona allegandogli mentalmente un’immagine è rassicurante per chi seleziona, a prescindere da quanto siete carini, alti, bassi, magri. Credo che la differenza stia proprio nel poter dare un volto a quelle esperienze, associare un’immagine ad una vita (professionale).  Insomma, se avete l’amico Ph (chi non ha un amico Ph) fatevela fa na bella foto, al massimo la mettete come immagine profilo su Facebook! Ops, i social, tasto dolente. Vi rimando al punto 5.

  1. DIMMI TUTTO MA NON TROPPO

Il Curriculum Vitae non è nient’altro che una carta di identità professionale. Ma diciamoci la verità, quanto sono noiose le carte d’identità? Evitate quindi di spiegare ogni singola attività, ogni minimo particolare. Siate esaustivi ma non esaurienti. Inserite parole e competenze chiave, ma non andate troppo a fondo. Non perché le vostre esperienze non interessino al selezionatore, ANZI, ma l’approfondimento è riservato ad un secondo momento, quello del colloquio individuale, in cui dovrete essere pronti a rispondere a tutte le domande che vi saranno rivolte. Se lasciate volutamente qualche particolare “in sospeso” saprete già quale domande aspettarvi. Sta tutto nel saper creare della curiosità nella mente del recruiter ed invogliarlo a chiamarvi. Ah, attenzione al colloquio telefonico, è più importante di quel che sembra!  Rimando al punto 4.

  1. I BUCHI NON PIACCIONOcolloquio-lavoro

Che detta così pare una cosa un po’ osé.  Mi riferisco a quei più o meno lunghi slot temporali che nel CV sembrano non essere mai esistiti. Mi spiego: quei “buchi” che, guardando alle date, si evincono tra le varie esperienze formative o lavorative non piacciono molto ai selezionatori. Non so perché, le spiegazioni possono essere molteplici e disparate, però non fa un bell’effetto, diciamo così. Non che ci sia qualcosa di sbagliato o oscuro: nella maggior parte dei casi si tratta di periodi di viaggio prolungato, di pausa, o periodi in cui si sono svolti lavori e/o corsi formativi che non sono in linea con la posizione o che volutamente si vogliono nascondere. Bene, sappiate che vi sarà chiesto il perché di quel buco nero. Or dunque, onde evitare la domanda imbarazzante, vi consiglio di sfoderare la carissima, sempre verde “Lettera di Presentazione”. Sì, la odio anche io, ma in alcuni casi è importante. Punto numero uno, LA LETTERA DI PRESENTAZIONE NON E’ IL RIASSUNTO DEL CV. Ce la facciamo anche da soli, grazie. Potrebbe essere tuttavia un ottimo mezzo e spazio per spiegare al selezionatore possibili incongruenze e/o assenze prolungate dal mondo del lavoro o della formazione presenti sul CV. In questo caso sono utili ed apprezzate.

  1. SE TELEFONANDOCall

Il primo colloquio telefonico è fondamentale. Ammetto che è molto difficile da gestire, perché le emozioni in genere sono  forti quando si realizza con chi si è al telefono. Ma questo il selezionatore lo sa e non vi giudicherà certo se vi trema un po’ la voce. Tuttavia, appena ritornate sulla terra e siete pronti ad iniziare la conversazione, valutate alcune cose: se siete in una condizione non ottimale per parlare tranquillamente (luogo affollato, incontro importante, in pieno hangover), DITELO (non che siete in hangover però, eh)! Il selezionatore se lo aspetta, non si offenderà se molto gentilmente gli o le chiedete di richiamarlo/a tra qualche minuto o il tempo che vi serve per trovarvi in un posto tranquillo. Secondo consiglio, sul CV inserite sempre e solo il vostro numero di cellulare personale, o comunque un telefono sempre rintracciabile che usate solo ed esclusivamente voi. Immaginate che un selezionatore chiami a casa vostra e risponda vostra nonna, ci siamo intesi? Terzo punto, un po’ più delicato: se siete attualmente lavoratori e il selezionatore vi chiama in orario di lavoro, non rispondete subito. Vi spiego, non è indice di serietà utilizzare il cellulare privato quando si è in orario di lavoro. Vi basterà richiamare poco dopo (appena vi è possibile allontanarvi) precisando di essere in pausa.

  1. VERITÀ, NIENT’ALTRO CHE LA VERITÀlinkedin-cover

Sì, questo consiglio vi sembrerà trito e ritrito. Effettivamente vale sempre, nel CV, nel colloquio telefonico e nel colloquio individuale. Ma in questo caso, mi riferisco alla vostra identità sui social network. FERMI TUTTI, momento sociologico: viviamo in un momento storico dove l’identità che costruiamo online va non solo a riflettere ma addirittura ad integrare quello che siamo veramente. Ciò può essere molto positivo o estremamente pericoloso, non ci sono vie di mezzo. Ecco, il selezionatore è generalmente interessato a voi come persona, a cosa vi piace fare nel tempo libero, come interagite con gli altri, quali sono i vostri interessi e le vostre passioni. Quale miglior mezzo se non trasmettere tutte queste informazioni attraverso i vostri contenuti? Quindi, non sono della parrocchia “cancellatevi dai social o impostate privacy a manetta”; al contrario, curate i vostri contenuti, fate dei vostri social il riflesso di voi stessi, un prolungamento se vogliamo, che vi permette di raggiungere più gente, anche il vostro selezionatore. Siate sinceri, siate voi stessi. A volte hobby strani e passioni singolari (senza esagerare, eh) sono considerati positivamente. Piccola postilla per LinkedIn: è sì un social network, ma è un social network PROFESSIONALE. In quel caso non ci interessa la vostra passione per gli unicorni zebrati o le vostre partecipazioni ai tornei di leccatori di francobolli. Vi prego, no. Nel caso di LinkedIn, il primo consiglio è fatelo (se ancora non lo avete) e poi curatelo come si deve (e solo in quel momento segnalatelo sul CV). Ci sono milioni di articoli su come costruire un profilo LinkedIn al meglio. Per la parte di “social recruiting” LinkedIn è uno strumento primario, non possiamo più permetterci di trascurarlo. Ah, consiglio personale, non riducetelo ad una semplice versione online del vostro CV cartaceo: aggiungete contenuti, file multimediali, video, articoli, presentazioni. Credetemi, può essere una grande risorsa professionale!

Ecco, adesso avete due scelte: o considerare questi consigli effettivamente utili e metterli in pratica oppure cestinare questo articolo e pensare “Sara, per favore, torna a zappare” (sapessi zappare, neanche quello ragà, neanche quello).

In ogni caso, online trovate mille mila guide più esaustive (e meno divertenti) su come creare il vostro CV ed una serie di elementi imprescindibili da considerare.

Io, dal canto mio, sto già pensando a quante altre vagonate di Cose Belle non vedo l’ora di consigliarvi!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...