Attualità & Territorio

“Il Vescovo con la 500”: i Tamburellisti di Torrepaduli e Selena Sacco omaggiano Don Tonino Bello.

di Simona Politano

Nell’ambito della mostra d’arte visiva “Spezzare la schiavitù per liberare i sogni”curata dalla “Casa per la pace Don Tonino Bello”, giovedì 17 maggio, è stato realizzato un concerto di musica popolare presso l’Auditorium dell’istituto “Carafa – Giustiniani” di Cerreto Sannita. La manifestazione è nata sotto l’egida e con il beneplacito del Monsignor Domenico Battaglia (vescovo della Diocesi di Cerreto Sannita) per omaggiare Don Tonino Bello di cui è stato discepolo, a 25 anni dalla sua morte. Don Tonino di origine salentina, è stato vescovo di Molfetta per circa dieci anni. Viene ricordato per la sua propensione ad accogliere gli umili e i bisognosi e per il suo impegno nella costruzione della pace. Attualmente è in corso un processo di beatificazione.

Il concerto è stato eseguito dal gruppo salentino i Tamburellisti di Torrepaduli che da quasi trent’anni lavorano al fine di promuovere le danze popolari del Sud Italia come la tarantella e la pizzica. Sul palco la Maestra e danzatrice Selena Sacco che ha impreziosito lo spettacolo con la sua danza elegante e passionale.

Durante il concerto è stato eseguito il brano “Il vescovo con la 500”, dopo 7 anni dalla composizione. Questo brano, dedicato a Don Tonino, è stato scritto e musicato da Donato Nuzzo e Pier Paolo De Giorgio.

La scelta dei Tamburellisti di Torrepaduli non è stata causale, infatti, come spiega l’avvocato Miriam Simeone, volontaria Amasit (associazione di volontariato diocesana) e membro della casa della pace, “all’interno del gruppo c’è chi ha conosciuto personalmente Don Tonino portando una testimonianza viva e diretta di chi è stato e cosa ha fatto il vescovo che profumava di popolo. Era il vescovo degli ultimi, dei più bisognosi, si adoperava per gli emarginati della strada”. Ricordiamo che nel 1996 gli fu conferito il Premio Nazionale Cultura della Pace alla memoria .

Forte è stata l’energia e l’emozione che ha invaso l’auditorium contagiando il pubblico presente in sala che si è lasciato andare al ritmo della musica popolare.

“La pizzica è una danza che collega terra e cielo, potremmo definirla ancestrale”, continua Miriam, “l’emozione più bella è stata vedere Matteo, bambino con difficoltà motorie, emettere gorgoglii durante tutta la serata. Questo testimonia la potenzialità della musica che riesce a liberare energia trasformandola in un’emozione unica”.

La serata ha raccolto un ampio consenso da parte del pubblico e della diocesi. L’evento di giovedì scorso può essere definito l’inizio di una lunga collaborazione tra la diocesi e la maestra Selena Sacco, la quale sarà impegnata a realizzare attività di recupero e aiuto per le persone con difficoltà, dato il forte lato spirituale delle danze tradizionali e dei tamburi, utilizzati da sempre come cura volta a riportare l’armonia alle mente e di conseguenza al corpo.

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