Attualità & Territorio

27 gennaio: ricordiamo, condanniamo, vigiliamo!

di Mario Martino

Sono passati 73 anni dalla liberazione del complesso dei campi di Auschwitz (Auschwitz I, Auschwitz II-Birkenau, Auschwitz III-Monowitz), la più grande fabbrica della morte costruita dai nazisti che portò allo sterminio di 15 milioni di uomini, tra cui 6 milioni di ebrei. Sono passati 73 anni dal parto più oscuro e disumano di quella che doveva essere ma non è stata la modernità. Oggi, siamo sempre più inclini a ricordare il più tragico evento del XX secolo come una macchia indelebile della storia dell’uomo, una colpa espiabile solo con il ricordo senza mai chiederci se questo basti ad esaudire il senso di questa giornata, se ricordare è tutto quello che possiamo e dobbiamo fare. Evidentemente no.

In tempi in cui si spara sui barconi la disumanità non è stata ancora battuta, il male non è stato ancora vinto e Auschwitz galleggia ancora, tra le onde del mare. In tempi in cui la minoranza musulmana Rohingya viene perseguitata il nazismo non sembra essere cosa di 73 anni fa e della post-modernità di cui tanto ci riempiamo la bocca non vi è traccia alcuna. In tempi in cui i gay vengono pestati e le prostitute uccise, i campi di sterminio sono i locali che frequentiamo, le strade che percorriamo, le città in cui viviamo, le omertà che scegliamo di inserire nel nostro ignobile curriculum.

Certo, i numeri non sono quelli di 73 anni fa ma una sola morte per discriminazione e/o razzismo basta e avanza a definire la tragedia. E’ evidente che il ricordo non può più bastare ed è diventato estremamente necessario vigilare, condannare ed avere il coraggio di denunciare. Non è una riflessione soggettiva, non è un’idea da condividere o non condividere, è una cosa semplicissima ma che l’uomo da millenni ignora, è umanità.
E allora, a quanti si chiedono se basta il ricordo la risposta è inevitabilmente no! Non basta il ricordo di una tragedia ad evitare una nuova tragedia; non basta guardare “Il Pianista” o “Schindler’s List”, non basta leggere Primo Levi o Anna Frank.

In tempi in cui il vento del razzismo soffia pericolosamente non basta ricordarsi di ricordare bisogna armarsi di umanità e vigilare!

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