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Game of Series: I migliori classici Disney

di Gerarda Polito

La stagione natalizia, oltre che con la messa in onda di “Mamma ho perso l’aereo”, in casa Polito prende il via con la maratona dei miei classici Disney preferiti.

Come ogni giovedì, miei ormai affezionati lettori, sono qui con un nuovo e attesissimo (ne sono certa) episodio di “Game of Series”, la scoppiettante rubrica settimanale di recensioni, consigli e succulenti curiosità sul mondo delle serie tv e del cinema!

Credo non esistano persone (felici) al mondo che non abbiano visto i classici Disney e che non conoscano a memoria tutte le canzoni più famose (SHAME! a chiunque ancora non li abbia recuperati dopo un’infanzia alquanto discutibile a questo punto), per cui questo articolo, più che di consigli, sarà di nostalgia e grande amore per i film di animazione che mi hanno accompagnata durante tutta la vita e che continueranno a farlo ancora per molto, molto tempo.

Prima di procurarvi pop corn, pc e copertina calda, scegliete quale rivedere tra quelli qui di seguito riportati, ma sono sicura che finirete per gustarveli tutti durante queste belle vacanze, magari con un po’ di neve fuori dalla finestra.

Bando alle ciance, chiedo scusa in anticipo per la lunghezza, ho fatto il possibile. Iniziamo!

Il Gobbo di Notre Dame.png

Il Gobbo di Notre-Dame: Protagonista del film (basato sul romanzo “Notre-Dame de Paris” di Victor Hugo) è il gobbo Quasimodo, isolato in una cattedrale e circondato solo da un trio di gargoyle animati e dal perfido Frollo, che lo mette in guardia dal mostrarsi in pubblico, in quanto per il suo aspetto deforme sarebbe stato deriso ed escluso. Il giovane Quasimodo viene aiutato in un momento di difficoltà dalla bella Esmeralda, della quale si innamorerà, ma dovrà contendersi il suo amore con il bel Febo. Musiche degne di nota e scenari spettacolari ( la gotica cattedrale parigina) si accompagnano a un binomio ancora oggi modernissimo: l’apparenza contro l’essere. Quasimodo è esteriormente definito un mostro, ma buono d’animo, mentre Frollo, che vorrebbe eliminare tutti i deformi poichè in contrasto con la sua ossessione di perfezione e purezza, è crudele e spietato; il mostro lo è lui per davvero, dentro.

Pocahontas3.jpgPocahontas: Già solo la canzone “I colori del vento” a mio avviso varrebbe la visione dell’intero film, ma andiamo con ordine. Il film narra di Pocahontas, indigena della Virginia che nel 1607 salvò la vita al colono inglese John Smith, con il quale condividerà un forte sentimento al di là delle barriere razziali. L’amore per la vita e per la natura si scaglia contro la colonizzazione che vorrebbe distruggere intere e vaste terre per ottenere ricchezze. Il canto di Pocahontas, in un’era in cui la natura è più che mai sfruttata e non rispettata, rimbomba come un grido verso il mondo “civilizzato”: “Ma dimmi allor perché, se selvaggia chiami me, ci sono tante cose che non sai, tu non sai. Tu credi che ogni cosa ti appartenga, la Terra e ogni paese dove vai, ma sappi invece che ogni cosa al mondo è come te, ha uno spirito e un perché”. Pura poesia.

Il re leone.jpgIl re leone: Con “Il cerchio della vita” si apre uno dei capolavori Disney più famosi; protagonista è Simba, cucciolo di leone, figlio del re Mufasa. Molto curioso e pieno di vita, segue le orme del padre, ma si fa convincere dal perfido Scar a visitare un luogo proibito, dove viene attaccato da tre iene. Soccorso dal padre e sopravvissuti, Scar riuscirà ad uccidere comunque suo fratello in accordo con le iene, diventando nuovo re della Savana, e il piccolo Simba , esiliato dallo stesso usurpatore, andrà via alla ricerca di una momentanea vita senza pensieri. Diventato adulto però, capirà che è giunto il momento di riprendersi il regno e l’orgoglio perduti. Come per “Bambi”, anche qui la Disney mette in scena la morte di un genitore e di un personaggio buono, che ha commosso ciascuno spettatore. Si suddivide principalmente in 4 film, ciascuno di essi ben realizzato, ma per me il primo resta il migliore.

Aladdin.pngAladdin: Quando tutte sognavano il principe azzurro, io ero follemente innamorata del simpatico e sopra le righe ladruncolo dal cuore d’oro Aladdin (e una parte di me lo è ancora). Accompagnato dal fedele genio della lampada e dai suoi 3 desideri, si impegnerà nella conquista della bellissima e ribelle principessa Jasmine, destreggiandosi tra le insidie del perfido Jafar, che aspira al regno. Musiche come al solito spettacolari (“Il mondo è mio” è un vero e proprio inno all’amore), una menzione speciale la merita proprio il personaggio del genio, doppiato da Robin Williams in lingua originale e da uno spettacolare Gigi Proietti: un’esplosione di gioia, esuberante e divertentissimo, ma che sa anche commuovere. Ah, quante lacrime!

Mulan2.jpgMulan: La prima principessa Disney che non ha bisogno di un uomo per salvalsi, che si arma di puro coraggio e nella quale dovremmo tutte rispecchiarci: per salvare il padre anziano dalla improvvisa leva obbligatoria a causa dell’esercito di Unni da fronteggiare, la giovane cinese Mulan si traveste da uomo e, con il goffo e astuto draghetto Mushu e il grillo Cri-Kee, di nascosto si arruola presso il campo di addestramento, superando prove fisiche e guadagnandosi a gran fatica il rispetto dei compagni, in particolare del capitano Shang. Mulan, dolce e sensibile ragazza, anche se alle volte maldestra, riuscirà a tirar fuori il suo lato più coraggioso e a dimostrare che le donne determinate sono in grado davvero di fare qualsiasi cosa, anche salvare un’intera nazione.

Alice nel paese delle  meraviglie.jpgAlice nel Paese delle Meraviglie: Conosciutissima la storia di Alice, del bianconiglio, del Brucaliffo, della Regina di Cuori e del Cappellaio Matto, non ha certo bisogno di presentazioni, ma sicuramente merita di essere inserita nella lista dei capolavori. Apprezzata così tanto da essere poi riportato da Tim Burton sul grande schermo nel film del 2010 con Johnny Depp, Anne Hathaway ed Helena Bonham Carter, Alice sicuramente non ha lo spessore e la forza delle altre principesse Disney ed è forse più la restante parte dei personaggi in scena a brillare. Wonderland, ovvero il Paese delle Meraviglie, è la trasfigurazione della realtà, che viene completamente rovesciata e governata dall’illogicità e dal caos; non si tratta però di un mondo a sè stante, di un sogno fine a se stesso, ma dell’interpretazione della realtà attraverso il sogno. Alice infatti ne esce con una nuova consapevolezza del mondo reale, nel quale riuscirà ad analizzare le situazioni con logicità e buon senso, ma partendo proprio dal non-senso. Viene brillantemente affrontato il tema della follia, ma una follia buona, che insegna a non perdersi nel non-senso, ma a farne tesoro e linea guida per la realtà. In fondo, “tutti i migliori sono matti”.

Peter Pan.jpgLe avventure di Peter Pan: Peter Pan è una storia “di ieri come di domani”, come racconta lo stesso narratore, letteralmente immortale. Come non amare un bambino che si rifiuta di crescere per non diventare triste come gli adulti? Che vive in un’isola meravigliosa abitata da fate, Bambini Sperduti e sulla quale si giunge volando? Il nemico è il perfido Capitan Uncino, accompagnato dal fedele servo Spugna (che tutti noi abbiamo amato). Insomma, non manca davvero nulla, e per i momenti di vera nostalgia dell’infanzia, quando nei momenti più tristi ci chiediamo perché siamo costretti a crescere, riguardare questo film può essere un vero toccasana.

La Sirenetta2.jpgLa Sirenetta: Ariel è una principessa sirena di sedici anni, che non riesce ad accontentarsi della vita marina ed è molto incuriosita dal mondo in superficie e dagli esseri umani. Seppur avvertita da Re Tritone, suo padre, Ariel una notte nuota fino in superficie e durante una tempesta salva il principe Eric del quale si innamora follemente. Per lui rinuncerà alla sua voce che viene intrappolata in una conchiglia in cambio di un paio di gambe datele dalla perfida Ursula per sopravvivere nel mondo degli umani e vivere il suo amore con il giovane, ma avrà 3 giorni per farsi dare da quest’ultimo il bacio di vero amore o ritornerà una sirena e apparterrà a lei. Lo zampino di Ursula ritorna più volte nella storia e metterà a repentaglio la vita della principessa. Una storia di ribellione, di una ragazza che rischia tutto pur di essere libera e di vivere una reale e travolgente relazione d’amore.

La Bella e la Bestia.jpgLa Bella e la Bestia: Belle, giovane sognatrice, amante dei libri, viene affiancata sulla scena dalla Bestia, bellissimo principe dal cuore freddo ed egoista, trasformato come punizione in una bestia e destinato, proprio grazie alla donzella che sa vedere oltre le apparenze, a ritorvare la propria umanità sopita per cercare di ritornare al suo aspetto originale, guadagnandosi, nonostante la sua bruttezza esteriore, il vero amore prima che la rosa regalatagli dalla strega appassisca. Grazie a questo film da bambina ho cominciato a capire che la vera bellezza la portiamo dentro, che dobbiamo cercare di abbellire più ciò che siamo, che come siamo. E poi diciamocelo, tutte abbiamo sognato un ballo sulle note di “E’ una storia sai” almeno una volta nella vita …

Tarzan.jpgTarzan:  Disney porta sugli schermi un nuovo tipo di eroe, Tarzan, ragazzino cresciuto selvaggiamente nella giungla dall’amorevole gorilla Kala. Una volta adulto e completamente integrato alla vita della natura, l’armonia viene sconvolta dall’arrivo di un gruppo di esploratori inglesi, tra quali vi è la giovane e bella Jane, che s’imbatte nel rude Tarzan, il quale le salva la vita da un branco di scimmie fameliche e con la quale scoprirà un sentimento del tutto nuovo: l’amore. Adoro alla follia Jane, donna altruista e dolce, molto intelligente e maldestra; il primo incontro con Tarzan resta una delle scene più divertenti che posso ricordare in un film di animazione della Disney.

Le follie dell'imperatore.jpgLe follie dell’imperatore: Cari i miei lettori, anche qui le risate sono assicurate, grazie al protagonista Kuzco, giovane ed egocentrico imperatore inca, che viene per sbaglio trasformato in un lama dalla sua ex consigliera Yzma (che adoro), che in realtà voleva avvelenarlo. Come per la Bestia, anche per Kuzco la trasformazione servirà a ritrovare l’altruismo in lui che non riesce più a venir fuori perchè completamente offuscato dall’egoismo. L’infantile Kronk è la ciliegina sulla torta di un film d’animazione che mi ha sempre tenuta incollata allo schermo a ridere e divertirmi davvero come solo un bambino sa fare.

Eccoci giunti alla fine di questa lista e mi è salita davvero la nostalgia! Meno male che la mia maratona è appena cominciata e posso correre a gustarmi un altro di questi grandi, intramontabili classici.

Scappo, vi aspetto giovedì prossimo con un nuovo appuntamento con “Game of Series”.

Stay tuned!

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