Uncategorized

Amore deviato

Anonimo

Mi chiamo Giulia, e sono libera.
Libera di sognare, viaggiare, vivere.
Sono forte, mi faccio trascinare dai miei sogni.
Sono forte, lotto con fermezza per tutto ciò che voglio.
Mi chiamo Giulia, e sono fragile.
La vita mi ha dato tante, troppe difficoltà.
Ma mi sto rialzando. Devo farcela.
Da soli però, è così difficile…
Mi chiamo Giulia, e sto cambiando la mia vita.
La mia grande forza mi ha dato il coraggio di cambiare. Di rialzarmi, di lottare.
Ma mi sento sola. Tanto, troppo sola.
Se solo ci fosse qualcuno al mio fianco, tutto sarebbe migliore.
Mi hanno invitato ad una festa.
C’è alcool, tante risate. Tanta spensieratezza.
Questa nuova vita mi piace, davvero. Mi sento felice.
Eppure, i miei demoni sono sempre lì, dietro una maschera di allegria.
E poi c’è lui.
Lui che mi sorride. Lui che mi ascolta. Lui che mi comprende.
Come sarebbe bello se uno come lui si potesse prendere cura di me.
Gli piaccio. L’ho capito.
L’ho capito quando mi ha invitato da lui, per un caffé.
Tornerò a casa, ma conserverò il tuo ricordo. Torno presto.
Eccoci qua.
Lui mi vuole davvero. E’ un po’ geloso del ragazzo carino che tanto mi vuole.
Ma il ragazzo carino non è come lui. Mi sembra vuoto.
Mi sembra insulso al suo fianco.
Lui vuole conferme, io gliele do.
Un bacio.
E poi un altro, e un altro ancora. L’amore.
Ci sei. Ci sei tu, e ci sono io. Sei l’amore.
Mi vuoi accanto a te. Tu sì che mi vuoi.
Non vuoi passare un attimo lontano da me.
Mi dai tutto ciò che ho sempre voluto.
Tu sì che comprendi i miei bisogni.

Sei fragile, hai bisogno di me.
Una chiamata, la disperazione.
Ti senti fragile, hai bisogno di me.Corro da te, in piena notte. Non ucciderti, io ci sono.
E tu ci sei per me.
E’ il mio compleanno. Facciamo festa!
Rimani accanto a me.
Ridi e scherza come soltanto tu sai fare. Illuminami col tuo sorriso.
Illumina la stanza, abbraccia con il tuo sguardo tutti i miei amici.
Ora anche tu fai parte della mia vita. Sono felice.
Amici. Gli amici mi circondano. Ho tanti amici maschi, per qualche strano motivo
con gli uomini mi sono sempre trovata meglio.
Perché non sorridi più?
Perché guardi con odio il mio amico?
Perché rimani in disparte?
Siamo finalmente soli, amore mio.
Non vedo l’ora di addormentarmi abbracciata a te.
Ma perché sei così distante?
Mi dice che si sente triste. L’ho escluso dalla mia festa.
Non gli ho dato abbastanza attenzioni. Come ho potuto?
Come ho potuto non fare uno sforzo in più per farlo integrare?
E’ tutta colpa mia.
Corro da te. Non vedo l’ora di rivederti.
Le ore passate sui libri mi hanno portato via da te.
Una sigaretta, va anche a te?
Uno schiaffo, deciso. Un sorriso.
Dai, non fumare… non voglio perderti.
Il fumo uccide, l’amore ti rende viva.
Ti amo. Mi dici così,
dopo che hai cercato di tirarmi via la mia biancheria con la forza.
Non volevo, non mi va.
E scoppi a piangere. Cosa ti è preso?
Mi ami tanto, non vuoi perdermi.
E’ stata una giornata difficile. E allora vieni qui, amore mio, che le tue lacrime si
mischieranno ai nostri baci, e tutto andrà bene così.
Sei stupida.
Come fai a non capire cosa comprare al minimarket?
L’ha scritto così chiaramente sulla lista.
Perché si arrabbia così?
Forse ha ragione. Sono stupida. Ho sbagliato io.
Ho studiato tanto per gli esami di maturità, qualche anno fa.
E solo una stupida come me poteva metterci così tanto a prepararsi.
Due mesi di studio intenso. Lui ce ne ha messe due, ma di settimane.Forse è vero. Sono stupida.
Come ho sempre pensato, in fondo.
I miei oggi hanno dimenticato di chiamarmi.
Lo vedi che non ti vogliono bene? Perché la tua migliore amica, da quando è
partita, è sparita?
Meno male che ci sono io. Io sì che ti amo!
Ci sarò sempre per te. Non come loro.
Per loro non sei nessuno.
Corro, corro, corro, sotto la pioggia.
La lezione è durata dieci minuti in più. Ho solo cinque minuti per raggiungere
casa sua. E’ a sette kilometri.
Devo correre, altrimenti si sentirà abbandonato.
Arrivo, sorrido. Che bello vederti, amore mio.
Uno schiaffo. Bam. Un altro. E un altro ancora.
Te l’ho detto mille volte, devi essere puntuale.
Non mi abbandonare.
Mi guardo allo specchio.
Sono tre giorni che non mi lavo.
Il tempo non ce l’ho. Non me lo dà.
Volevo un lavoro, ma non posso farlo.
Non riesce a stare lontano da me per così tante ore.
Tra studio e lavoro, quando ti vedrò?
Ha ragione, non posso abbandonarlo. Non ora che ha così tanto bisogno di me.
E’ il fine settimana.
Che bello passare ore con te seduti, in silenzio.
Perché sei così arrabbiato, amore mio?
Mi baci, va tutto bene. Mi ami, lo so.
Tu ci sarai sempre.
Eppure ti vedo strano. Perché non riesco a trovare il coraggio di dire al mondo
che stiamo insieme?
C’è la partita in tv. La tua squadra gioca, amore mio.
Sarai felicissimo. Ti ho promesso di comprarti qualcosa da bere.
Cavolo, la lezione è finita tardi di nuovo.
Devo muovermi.
E le birre rimangono in frigo da me.
Uno schiaffo. E poi un altro, un altro ancora.
Lui mi ama tanto, fa tanto per me. Io invece mi dimentico sempre di tutto.
Un calcio, un pugno sul ginocchio.
Zoppico, mentre salgo le scale di casa mia.
Piango, in silenzio. Mi fa male. Perché l’amore fa così male?
Forse non è amore, dopotutto.
L’amore dovrebbe farmi sorridere, giusto?
E invece tu, con i tuoi schiaffi, le tue urla, i tuoi insulti,
Mi fai sentire vuota.
Eppure mi sento forte,
Sarà l’adrenalina, sarà che so che non mi farai mai davvero male.
Sono ormai esausta, vuota, mi formicola l’anima.
Non sento più niente. So solo che devo essere forte.
In fondo, c’è chi sta molto peggio. In fondo, a me non succederà mai niente.
Io sono forte, so come proteggermi.
Eppure, non so come proteggermi da te.
Mi guardo allo specchio.
Piango.
Non mi riconosco più. Mi abbraccio, porto le mie braccia intorno al mio torso.
Perché mi stai facendo questo?
Perché sto facendo male a me stessa?
Come posso? Io mi amo. Mi amo davvero. E non me lo merito.
Lo so io perché: ho paura.
Torno a casa.
Ho tanto sonno, ma stasera andiamo a giocare a bowling.
Mi raccomando, mi dice, non lamentarti che hai sonno.
Se ti lamenti, sono guai.
Sono rimasta sveglia tutta la notte a coccolare il mio fratellino, che non vedevo
da mesi.
Non va bene. Devi essere fresca, lucida, felice. Perché passi del tempo con me.
Non perdere tempo la notte con tuo fratello, domani torni da me.
L’unico che ti ama davvero.
Ti voglio sveglia.
Mi viene a prendere.
Non sembra felice.
Perché non corre ad abbracciarmi? Non ci vediamo da tempo.
Forse sarei dovuta essere io a correre da lui. Così mi dice.
E’ arrabbiato, sono rimasta sveglia tutta la notte.
Ho pensato a mio fratello, perché non penso mai a lui?
Mi lascia a piedi. Il treno parte, io rimango sola.
Mi accascio, piango.
La gente intorno a me passa, mentre io sono inerme,
Il viso contro le ginocchia,
Il pianto sommesso, vinta.
Nessuno si accorge di me, neanche quella mia compagna di corso che è appena
passata.
Mi fissa, penserà che sono pazza.
Avrei bisogno della sua mano per rialzarmi, avrei bisogno della sua mano, o della mano di quell’altro signore, alto, che mi
guarda con la faccia incuriosita.
O ancora di quell vecchietto, che passa senza neanche volgermi lo sguardo.
O di quel contollore, che pensa soltanto a fischiare.
Di un sorriso, una mano a cui aggrapparmi, che mi faccia rialzare.
E invece niente.
Ho sonno.
Lo sa. Calci, pugni. Le mani alla gola.
Mi sbatte contro il muro. Piango, urlo. Niente.
Siamo a letto.
Ho paura. Oggi ho fatto un minuto di ritardo, è arrabbiato.
Mi spinge giù. Mi tiene la gola tra le sue mani, possenti.
Cavolo, quanto è alto. Vicino a lui sembro un pulcino.
Mi spoglia. Non voglio.
Mi abbandono, affranta.
Sono stanca. Ormai non lotto più.
Sei una puttana, una stronza, una zoccola.
Ti hanno stuprato perché te la sei cercata.
E allora, lo faccio anch’io.
Mi fai schifo, mi fai vomitare, mi fai pena.
Se non ci fossi io, saresti da sola.
Te lo sei meritato.
Ho sbagliato di nuovo. Mi sono permessa di dirgli che mi annoiavo.
E allora rimani lì, chiusa fuori al balcone, che è febbraio e il giubbino non ti serve.
Lo zainetto giù, nel giardino. Scaraventato fuori con forza.
La prossima a volare giù, sarai tu. Sii felice, oggi sono buono e non ti farò del
male.
Un’ora, due, poi tre. Sono stremata.
Finalmente la porta si apre.
Mi prende in braccio, cosa vuole fare?
Le mie gambe penzolano nel vuoto, sotto di me, la rampa delle scale.
Gli occhi carminio, il sangue nelle vene.
E’ finita, io inizio a fare le mie preghiere.
E così come inizio a pregare Dio, o chiunque ci sia lassù,
Lui ritrova un attimo di lucidità, e non lo fa più.
Quegli occhi luminosi, quelli che illuminavano la stanza,
Quelli che mi risplendevano dentro,
Sono ormai diventati spenti, bui, tetri.
Dove è finita quella luce?
Forse non c’è stata mai. Nei tuoi occhi, solo odio.
Mi butta per terra, stremato, quasi come se avesse ripreso controllo di se. Sono salva. Ma per quanto lo sarò ancora?
Non ho fatto niente. Stavolta non ho fatto niente, lo giuro.
Lui non ci vede più. Mi stringe la gola,
Forte;
Forte;
Forte,
Sempre più forte,
Fin quando io vedo solo il buio.
Ed è allora che ritrovo la mia forza,
La mia voglia di vivere.
Penso ai miei genitori, gli unici che mi abbiano mai davvero voluto vedere
sorridere.
Non posso abbandonarli così, non me ne posso andare.
Prendo le sue mani tra le mie, gli occhi di fuori, mi manca l’aria.
Me ne sto per andare.
E così inizio di nuovo a pregare,
Dio! Ti prego, aiutami! Fagli tornare la lucidità!
E così il suo raptus finisce. Sono salva. Ritorno alla realtà.
Non ti voglio più.
Scappo a casa e mi sento protetta.
La mia migliore amica piange, ha paura.
Non vuole che io muoia, ma ha paura che succeda.
L’ho lasciato, sono libera.
Ma lui mi promette di cambiare, non è finita.
Torno a casa da te, amore mio,
Come sei dolce ultimamente!
Il nostro amore è più forte, ma perché non mi sento felice?
E poi sbaglio di nuovo. E sbaglio ancora.
Ora prendi a pugni il cuscino, lo farai ancora.
Me lo dici. Ormai non ti scusi più.
Un giorno ti ucciderò, ti faro a pezzi e ti seppellirò in giardino.
E credimi, non ti verrà a cercare neanche chi ti è più vicino.
Io sono forte, carismatico, intelligente,
Di me non sospetterà mai la gente.
Non lo farà mai, io lo so.
Mi ama tanto, ma io non più.
Forse dovrei trovare il coraggio di denunciarlo,
Ma se perdo lui, chi mi vorrà più?
Ormai mi ha convinto, mi ha fatto il lavaggio del cervello: io sono niente.
Senza di lui sono persa,
E per di più, mi troverà, e mi ucciderà.

Torno a casa, da lui, ormai lo odio.
No, non lo odio, lo disprezzo.
Che schifo di uomo tratta così una donna?
Eppure sono ancora qui, perché ho paura.
Lui caccia il coltello,
Quel coltello che tante volte mi aveva prestato per proteggermi dal buio.
Doveva uccidere i mostri che ci sono là fuori.
Ed invece io, il mostro, ce l’ho qua. Accanto a me.
Dice di amarmi, invece mi finirà.
Me lo punta alla gola, ormai è finita.
Ma, ancora una volta, si ferma.
Ancora una volta, sono stata fortunata.
Ma quante donne invece muoiono così, pensando sempre che la prossima volta
saranno fortunate ancora?
Tante, troppe. Devo prendere il coraggio, sfruttare la mia fortuna fin quando
dura.
Perchè non durerà per sempre. Prima o poi, mi ucciderà.
E così capisco. No, non mi ama.
Non l’ha mai fatto. Questi uomini non sanno amare.
Loro, vogliono solo possedere.
Ho deciso: scappo!
Apro la porta, prendo il mio zainetto. Mi ricostruirò una vita.
Inizio a correre. Non se ne è accorto, penso. Ma mi sbaglio.
Lui mi è alle calcagna. Avanza, sempre più vicino.
Ho le gambe lunghe, i polmoni forti, la paura immensa.
Eppure le sue gambe sono più lunghe, il suo fiato più profondo, la sua rabbia è
maggiore.
E così mi raggiunge.
Alza il braccio, la faccia smostrata. Odio, rabbia, vendetta.
Con tutta la forza, lo rilascia.
Forte, potente, come un giocatore di tennis.
Il primo schiaffo in pubblico. Lo vedono.
E scappa.
Sono a casa. Aiuto.
Mi telefona. Una, due, dieci, cento volte.
Sto arrivando. Stavolta ti ammazzo.
E così trovo il coraggio,
scappo, vado dalla polizia.
Ripercorro tutti i mesi trascorsi con lui, l’uomo che diceva di amarmi.
Non è facile, ho paura.
Ma mi salvo.
Mi salvo,
Mi salvo.
Mi chiamo Giulia, e sono finalmente libera.
Libera da un mostro che diceva di amarmi.
Che mi avrebbe uccisa.
Forse sono stata fortunata, ma sono stata soprattutto coraggiosa.
Ho avuto il coraggio di cambiare di nuovo la mia vita.
Ho avuto il coraggio di denunciare.
Quattro anni dopo, sono ancora qui.
E allora vi dico: se ce l’ho fatta io, ce la farete anche voi.
Non sono l’unica persona forte. Lo sei anche tu.
Scappa, fin quando sei in tempo.
E’ stata dura, a volte lo è ancora, ripensare alle violenze non è affatto semplice.
Però sono qui, sono qui, ora!
Vivo tra di voi, come una persona normale.
Voi neanche ve lo aspettate, ma ne ho passate, che ne ho passate.
Eppure sono qui, in carne ed ossa, lo direste mai?
Sorrido, sono intorno alla gente.
Gente che non voglio vedere soffrire come è capitato a me.
Donne che non voglio vedere morire.
Non sono stupida, non sono poco amata.
Quelle convinzioni erano soltanto frutto di una mente deviata.
Sono forte, sono bella, sono intelligente.
Come ho fatto a dimenticarmi della gente?
La gente che mi ama, chi mi circonda,
Chi apprezza il mio sorriso, chi di me ha una stima profonda.
Ma soprattutto, come ho potuto dimenticare
Dell’amore per me stessa, che è immenso come il mare?
No, nessuno può portarti via tutto questo.
Ora l’ho capito: sono una vittima.
Una vittima come tante, non è stata colpa mia,
Questi mostri capiscono le tue fragilità, e ti portano via.
Ti posseggono, ti intrappolano, nella loro rete mortale,
Tu neanche te ne rendi conto, fin quando inizi a stare male.
La tua fragilità è la loro forza,
Ti stringono nella loro morsa,
Ti tolgono tutta la tua dignità,
Mentre tu vorresti soltanto un po’ di felicità.
Non è colpa tua, non potevi saperlo,
Sono bravi a fingere, a dirti questo e quello.
E prima che tu possa rendertene conto, ti hanno già fatto il lavaggio del cervello.

Siamo tutte forti, intelligenti e belle.
Ci sarà sempre, sempre qualcuno che vi amerà.

E, prima di tutto, ricordate sempre che una persona che vi ama c’è già.
E quella persona è proprio qua.
Sei tu.
Non mollate, denunciate.
Mi chiamo Giulia, ed ora sono felice.
Mi chiamo Giulia, ed ora sono più forte di prima.
E, soprattutto, sono ancora viva!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...