Racconti in pillole

La terra è dei violenti

di Jake Matthews

Non esistono emozioni difficili. È cosi semplice odiare. È così semplice amare. Alcune emozioni possono essere complicate. Possono distruggerti. Ma in fondo tutte agiscono con una semplicità unica. Persino le foglie che cadono dagli alberi, lasciando il vuoto, sanno che anche la bellezza è una dannata emozione. Soltanto gli esseri umani sono abituati a confonderla con una qualità estetica. Il cielo è dei violenti scriveva O’ Connor. Ma anche la terra è dei violenti.
A sedici anni uscivo con un tipo che mi picchiava quando si ingelosiva. E si ingelosiva continuamente. Un anno più tardi non ne potevo più di quella situazione. E alle fine mi sono innamorata di un altro. Parlavamo di notte. Ecco cosa serve ad una fanciulla, qualcuno con cui poter scopare anche con le parole. Stavo aspettando il momento giusto per lasciare quello che era diventato un incubo violento.
A ventidue anni ero fidanzata da due anni e mezzo. Un ingegnere. Un cretino. Ho sempre avuto una pessima capacità nello scegliere gli uomini.
Volevo solo amare. Lo lasciai, senza ottenere grandi risultati. Passarono giorni. E il credito residuo sulla sua linea telefonica sembrava non finire mai. Firmare un contratto con un operatore telefonico è come assegnare la tua anima al diavolo in persona. Una volta entrati ti assegnano un numero, quello sarà il tuo biglietto d’ingresso per l’inferno.
Iniziò a lasciare lettere nella cassetta della posta. A volte lo trovavo a sonnecchiare sul sedile dell’auto sotto casa mia, se ne stava appostato per settimane come un agente dei servizi segreti intento a spiare una cellula terroristica. Il terrore di solito sta nelle strade.
La porta sul retro per fortuna funzionava perfettamente. Era semplice evitare di incontrarlo. Passarono mesi, sembrava essere sparito. I miei partirono per la loro solita settimana alle terme, mio fratello viveva già in Canada da un paio d’anni. Una casa enorme, ma ero abituata a stare da sola, non avevo paura.
Una mattina, non ricordo di quale giorno. Lui venne, bussò, disse che aveva bisogno di parlarmi. Anche i demoni bussano prima di entrare.  Era passato un po’ di tempo, io ero tranquilla, mi fidavo, gli aprii. Lui entrò, mi guardo, e fece una corsa in camera mia. Lo inseguii, lui iniziò a rompere tutte le cornici in cui solevano esserci le nostre foto, che ormai non c’erano più. Cancellate dal tempo e dalla rabbia.
Poi cercò in tutti i cassetti quelle foto, le trovò, ed  iniziò a strapparle. Infine si avventò su di me.
Mi spinse contro il bordo del letto. Gli dissi di lasciarmi andare, che mi stava facendo del male. Non lasciava la presa sulle mie braccia, però, e continuava a stringere. Aveva gli occhi cattivi e non riuscivo a guardarglieli.
– Sei una puttana!
Non disse altro. Non serviva dire altro.
Mi girò con facilità, non riuscivo a svincolarmi. Era più forte di me. Nelle braccia e nelle gambe. Odiava anche, più forte di me.
Era Settembre, faceva caldo, indossavo solo un vestitino di cotone leggero. Se ne andò, dopo aver finito con me. Rimasi così, distesa sul letto dove mi aveva lasciata per delle ore, non so quante, ma ad un certo punto mi addormentai, senza nemmeno preoccuparmi di chiudere la porta a chiave.
Qualche giorno dopo, la mia migliore amica di allora mi venne a cercare a casa, non rispondevo più a nessuno. Le raccontai tutto, dopo un paio di settimane mi convinse ad andare in questura. Andammo insieme, ricordo che mi teneva per mano. Raccontai tutto, per la seconda volta, a due agenti non troppo svegli. Un uomo e una donna. Lei mi guardava dall’alto verso il basso.
– Le cose stanno così. Senza la perizia di un medico legale non possiamo fare nulla.
In pratica dovevo arrivare da loro con un cazzo nella fica altrimenti non avrebbero potuto fare nessuna verifica. L’uomo in divisa scherzò dicendo che ero una bella ragazza, che avrei dovuto aspettarmelo.
La donna in divisa sosteneva che non avrei dovuto aprire la porta.
Mi mandarono via così. Questo è il massimo della giustizia concessa. Insomma se hai una vagina in mezzo alle gambe e una bocca. Ti sono state concesse esclusivamente per aprirle e per ingoiare. Se Dio avesse voluto renderti forte ti avrebbe donato un bel cazzo. Decisi che Dio non aveva fatto abbastanza per me e nemmeno gli uomini in divisa.
Non serviva nessuna denuncia. Serviva un pezzo di ferro. Dotato di un mirino, un carrello, un estrattore, una tacca, un cane, un calcio, un caricatore, un’impugnatura, un otturatore e un grilletto. La giustizia ha più o meno questo aspetto. Da allora non ho più fatto l’amore.
Il cielo è dei violenti, ma anche la terra è dei violenti.

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