Le interviste

InGordo si racconta tra cibo e fantasia

di Gerarda Polito

Attenzione! Questa intervista è severamente sconsigliata agli affamati cronici (sì, proprio come me): il cibo ne fa da padrona!
Ho avuto il gran piacere di poter intervistare il simpatico e disponibile Alessandro Tipaldi, in arte InGordo, giovane food blogger nocerino, che sui suoi profili social (Instagram e Facebook) e sul suo blog www.ingordo.net offre mille spunti diversi per ricette golosissime e semplici da riproporre sulla propria tavola.

D: iniziamo col botto: come descriveresti la cucina con una sola parola?
R:vita... senza cibo non si sopravvive secondo le teorie scientifiche. Io senza cucina non vivo. E’ il pensiero fisso di ogni mia giornata, dalla colazione alla cena.

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D:dove nasce la tua straordinaria passione per il mondo del cibo e della ristorazione?
R:la mia passione nasce grazie alla mia famiglia. Mia madre è sempre stata una
grandissima cuoca e già quand’ero piccolo piccolo mi ha insegnato come cucinare
alcune cose. La mia è una famiglia di buongustai e grazie ai miei ho fatto tantissime esperienze in ristoranti stellati e non che mi hanno permesso di accrescere questa mia “malattia”.

D: quale sarebbe un ospite per il quale ti piacerebbe cucinare e perché?
R: vorrei cucinare per un vegano per fargli capire cosa si perde. Scherzi a parte. Mi piace cucinare per le persone a me care. E’ un mio modo alternativo per trasmettere amore ed affetto.

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D: oltre ai fornelli, quali sono le passioni e le ambizioni di Alessandro Tipaldi, in arte InGordo?
R: oltre ai fornelli e oltre ad InGordo, c’è Alessandro Tipaldi alle prese con gli ultimi esami della facoltà di farmacia. Un giorno sarò farmacista, ma non abbandonerò mai questo mondo e anzi, sogno di aprire un locale tutto mio dove poter esprimermi al meglio, dove poter far assaggiare la mia cucina dopo anni di condivisioni di sole ricette sul mio blog e dopo anni di soli eventi in ristoranti e locali che mi ospitano.
D: su Instagram, piattaforma dove con le tue foto e i tuoi “lunedì con InGordo” riesci a renderci affamati a qualsiasi ora della giornata, hai appena raggiunto i 20mila seguaci. Quanto è cambiata la tua vita rispetto agli inizi?
R: è cambiata tanto. Ora non devo dar più conto solo a me stesso e a quella cerchia di amici che mi sostenevano. Ora ho una responsabilità. 20,000 persone sono tantissime ed è una responsabilità. Prima di postare ricette o foto di piatti, hamburger o pizze realizzate in locali che esploro, rifletto sempre sulla qualità del prodotto. Non posterei mai qualcosa tanto per, e non consiglierei mai un posto che a me non piace. Non voglio deludere nessuno, quindi presto molta attenzione a tutto per consigliare solo il meglio ai miei seguaci, ovvero persone che si fidano di me. Non mi è mai piaciuto deludere persone che credono in me, non inizierò di certo a farlo ora.
D: Il tuo blog è di vera ispirazione per chi cerca una cucina che sappia far
incontrare innovazione e tradizione. A questo proposito, un povero studente fuori sede stanco della solita pasta con il tonno, come potrebbe arricchirla e renderla più invitante?
R: rendere invitante una pasta con tonno in scatola è davvero difficile, però, a tal
proposito, sul mio blog ci sono tantissime ricette semplici e veloci pensate proprio per persone che hanno poco tempo per cucinare e poca dimestichezza con i fornelli. Credo di essere un foodblogger buono, non metto in difficoltà nessuno con le mie ricette, anzi (almeno credo).
D: quanto delle tue origini influenza la tua sperimentazione culinaria? Insomma, sei più un tipo da pizza o da sushi?
R: le mie origini influenzano ed influenzeranno sempre la mia cucina. Sono le mie radici alle quali resterò sempre fedele. Da radici solide crescono alberi grossi, forti, importanti. Tuttavia amo sperimentare e provare cose nuove. Nei miei piatti ci sono tantissimi elementi tradizionali, nocerini, ma mi piace anche osare con piatti fusion. Quindi amore smisurato per la pizza, ma il sushi perchè no?

D: quale chef (italiano o non) ti è di maggiore ispirazione?
R: quello di maggior ispirazione è sicuramente Antonino Cannavacciuolo. Mi piacciono un sacco i suoi piatti e la sua filosofia di cucina. Mi piace tantissimo il suo stile e il suo rimanere sempre fedele alle radici di cui parlavamo prima, il suo modo di creare piatti fantastici con ingredienti semplicissimi.
D: il paese, secondo la tua esperienza, in cui si mangia meglio e quello in cui si mangia peggio?
R: il paese in cui si mangia meglio in ogni singola regione è l’Italia, punto! Quello dove ho mangiato peggio è l’Olanda. Non ricordo nulla di positivo e non perchè ero sotto effetto di droghe.
D: per concludere in bellezza, ti chiedo: quale fra i tuoi piatti preferiti potrebbe rappresentarti meglio?
R: il piatto che potrebbe rappresentarmi meglio è un piatto di polpette al sugo. Le polpette. Molto semplici, ricavate da ingredienti di scarto, ingredienti sottovalutati. Quelle sfere però una volta fritte e messe in un sugo tirato tirato piacciono a tutti. Grandi, piccoli, anziani, neonati… a tutti. Sono una tipica espressione di cazzimma. Sottovalutate,semplici ma punto primo sono difficili da fare (non tutti sanno fare una buona polpetta). In secondo luogo nonostante la loro semplicità alla fine di un pranzo o di una cena saranno a cosa che la maggior parte delle persone le rimangerebbe anche fredde. Io mi identifico in loro. Da quando ho iniziato questo viaggio ho trovato tante persone sulla mia strada che facevano ironia su di me e la mia passione. Ho trovato persone che dicevano “pensa alle cose serie al posto di perdere tempo dietro a stronzate”. Un po’ come la polpetta mi sono
sentito messo da parte, preso poco sul serio. Sottovalutato. Ora quelle stesse persone sanno che per me questo è diventato un lavoro. Quelle stesse persone mi chiedono cene, consigli su posti da esplorare e pizze imperdibili da mangiare. Un po’ come la polpetta, anche io ho avuto la mia rivincita. Con la cazzimma (la stessa delle polpette) sono andato sempre per la mia strada guidato dall’amore smisurato per questo mondo. La mia figura adesso è presa come riferimento da molti (grazie infinite a tutti), e guarda caso, soprattutto da quelli che erano scettici e mi dicevano di pensare alle “cose serie”.

Ringrazio ancora InGordo e vi consiglio nuovamente di passare sul suo blog e sui suoi profili social per coccolare gli occhi e magari, con le sue ricette, anche lo stomaco. Tenete d’occhio il Morbidotto, ideale per queste giornate autunnali!

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