Cose Belle

Cose belle: tecnica del pomodoro per studenti distratti

di Sara Corrieri

La cosa bella di oggi è un segreto del time management che risolverà i vostri problemi di concentrazione

Leggete attentamente la frase seguente: “Mentre leggo attentamente questa frase in realtà sto perdendo gradualmente l’ attenzione e oh che carina quella mosca lassù!”.

No, non sto delirando. Ma se anche voi, proprio quando dovreste essere più concentrati, perdete facilmente il focus, allora benvenuti nel mio mondo. Da studentessa, sono certa che molti di voi condivideranno sul fatto che mentre si studia tutto ciò che abbiamo attorno diventa immediatamente ed irresistibilmente interessante. Vale lo stesso per chi lavora o per chiunque è solito svolgere attività tendenzialmente noiose che richiedono grande attenzione.

Siamo qui a compiangerci addosso? Forse un po’ sì, ma vorrei consigliarvi una “cosa bella”, o almeno per me lo è stata, in parte. La fantomatica soluzione, o una delle tante, viene chiamata Tecnica del Pomodoro. Se ne avete già sentito parlare, è decisamente normale: non è un trucchetto all’ultimo grido, ma nasce alla fine degli anni 80’ dall’idea di Francesco Cirillo, sviluppatore di software ed imprenditore di origini italiane. Si tratta di una strategia di gestione del tempo, di time management se volete fare i fighi anglofoni. Il nome viene da quei simpatici timer a forma di pomodoro usati spesso in cucina. L’esigenza nacque proprio da un disperato Cirillo, in un momento di mistico disagio studentesco, che si volle mettere alla prova dicendo “vediamo se riesco a rimanere concentrato sul libro per almeno 10 minuti”. E attivò il fantomatico pomodoro. Da lì pare i suoi voti si siano ripresi e lui abbia iniziato a fare i big money con questa tecnica.

Ebbene, dopo questa interessantissima digressione storica che Piero Angela spostati proprio, passiamo all’applicazione pratica. In che consiste ‘sto benedetto pomodoro?

  • Prendete un timer ed impostatelo a 25 minuti (che sia da cucina o meno, a forma di pomodoro o cipolla o banana va bene uguale, il cronometro del telefono meglio ancora, un’app poi ne parliamo)

  • Svolgete la vostra attività in modo diligente ed assolutamente impermeabile alle distrazioni fino al richiamo del vostro timer, a quel punto 5 minuti di pausa

  • Reimpostate i 25 minuti e daje di brutto, ogni 4 “pomodori” (25 minuti di lavoro) aumentate la vostra pausa di 5 minuti (10, 15, fino ad un massimo di mezz’ora)

  • Fatta una certa, datevi la mano, complimentatevi con voi stessi e vi consiglio uno Spritz, così, anche se sono le 10 del mattino. Fa sangue.

Avete capito? Probabilmente no, ma tranquilli. Esistono guide migliori nel webbe. Arriviamo dunque alla mia esperienza personale con la tecnica del pomodoro ed alcuni consigli per sfruttarla al meglio.

Ho usato questa tecnica negli ultimi esami prima di dedicarmi alla scrittura della tesi. Chi già ci è passato mi capirà, è un momento tragico per lo studente perché è stanco, spossato e già sente il peso della corona d’alloro sulla testa. Ho sentito parlare di questo giochino per la concentrazione e ho provato. Ha funzionato. Effettivamente con la consapevolezza di potermi concedere una pausa così spesso affrontavo il periodo di focus con maggiore impegno ( o rassegnazione, fate voi) e finivo con il portare a casa il mio obiettivo. Ma la pacchia non è durata a lungo, leggete attentamente i miei consigli.

  • Prima di usare la tecnica ponetevi un obiettivo chiaro (un capitolo, 20 pagine, oppure 2 ore totali di lavoro)

  • Non usate la tecnica troppo spesso e per più di una volta al giorno: il gioco è bello quando dura poco

  • Esistono una serie di app ispirate alla tecnica del pomodoro: NON USATELE. Sono un’ulteriore distrazione (e funzionano anche male). Il cronometro del cellulare va bene, meglio ancora un timer da cucina o simili

  • Ottimizzate le pause: non dedicatele allo “smistamento” dei social. Cercate di tenere lo smartphone lontano o almeno disconnesso. Non perché controllare le notifiche sia sbagliato, semplicemente perché si tratta di un’ attività non riposante. Al contrario, prepararvi un the, caricare la lavatrice, fare una passeggiata oppure non fare assolutamente nulla sono ottime soluzioni. Personalmente preferivo muovermi, alzarmi e girovagare senza meta

  • Un ultimo consiglio, non estremizzate: è bello giocare contro se stessi, imporsi obiettivi sfidanti. Ma a volte il miglior timer che possiate avere è proprio il vostro corpo. Non strematelo, sarà lui a comunicarvi quando è giunta ora di abbandonare lo studio o il lavoro e riposare

Anche questa volta “Cose Belle” vi saluta e vi dà appuntamento alla prossima “puntata”.

Per adesso basta perdere tempo, è ora di tornate alle vostre attività impegnative (e comprare un timer da cucina, possibilmente a forma di pomodoro).

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