Cose Belle, Costume & Società

Cose Belle: scambi giovanili per viaggiatori squattrinati

di Sara Corrieri

La cosa bella di oggi ha tutto il sapore dell’avventura, della scoperta e dei viaggi low-cost

Metà settembre, la scuola è iniziata, le università quasi e gli esami pure. Insomma, bella merda. No dai scherzo, era anche ora di ricominciare. Ma se siete come me, starete già programmando il prossimo viaggio e la prossima esperienza. Ed è proprio di questo che voglio parlarvi, di “cose belle” itineranti, soprattutto se siete giovani, intraprendenti e alla ricerca di soluzioni di viaggio a basso costo.
Il programma Erasmus + non si riduce infatti al classico periodo di studi universitari in un differente ateneo europeo, ma comprende una serie di progetti che stimolano la mobilitazione tra le nuove generazione. Si chiamano Scambi Giovanili, consistono in gruppi di ragazzi (l’età massima dipende dal progetto, generalmente 26 anni) di nazionalità diverse che si incontrano e vivono insieme per un massimo di 21 giorni. Lo scopo dipende dal tipo di progetto (ovviamente il consiglio è selezionare quelli che per formazione ed interesse si avvicinano più ai vostri gusti): in genere si tratta di workshop, panel, seminari, attività finalizzate alla realizzazione di un lavoro finale o a delle conclusioni ragionate.
Ecco, questa era la parte noiosa da raccontare ai vostri genitori. Ora passiamo alle motivazioni reali, quelle per cui vale la pena mollare tutto, preparare la borsa e partire. Quella che potrebbe rappresentare una difficoltà, ovvero partire da soli, senza conoscere nessuno, è in realtà il segreto di questi scambi: resterete totalmente meravigliati da voi stessi, dall’”animale sociale” che è in voi. Mi spiego: la consapevolezza di dovervi presentare a perfetti sconosciuti che con buone probabilità non rivedrete mai più dopo quell’esperienza vi permetterà di eliminare qualunque inibizione e rivelare il meglio di voi stessi. Una sorta di viaggio introspettivo, se vogliamo spostarci sul filosofico: nel raccontarvi agli altri  mostrerete anche a voi stessi i vostri lati migliori, spesso sconosciuti o “sepolti” dalla quotidianità.

Tornerete inevitabilmente carichissimi, seppur distrutti dalla angosciante malinconia per le amicizie appena nate ed abbandonate (e le poche ore di sonno). Sì, perché un altro aspetto fondamentale di questi scambi sono le relazioni: nonostante la lingua inglese che potrebbe creare qualche iniziale imbarazzo, queste esperienze così brevi ed intense vi permetteranno di concentrare in pochi giorni quei sentimenti che normalmente si sviluppano dopo mesi e mesi di frequentazione. Amicizie e amori sbocciano con la stessa velocità con cui ci si scambia quell’ addio che vorrebbe essere un arrivederci ma..chissà. Sono sensazioni che riempiono il cuore e, credetemi, si possono provare solo in queste occasioni. Ah, ometto ma non nego la baldoria assicurata (preparate i fegati).

Ma passiamo ai consigli tecnico-pratici: potete rivolgervi a diverse Associazioni che si occupano di raccogliere le candidature. Generalmente viene richiesta una quota associativa annuale (circa 50 euro) ma è un investimento a lungo termine, si può fare. Io sono associata con Scambieuropei, mi trovo bene, il sito è semplice ed intuitivo e sono piuttosto disponibili, ma sentitevi liberi di scegliere, ne esistono diverse e con sede in diverse regioni. I requisiti di ammissione dipendono dai singoli progetti: LEGGETE BENE E CON ATTENZIONE LA DESCRIZIONE E L’INFO-PACK DEL PROGETTO.

In questo modo avrete più probabilità di essere selezionati e soprattutto sceglierete progetti che realmente vi interessano. Nella maggior parte dei casi i progetti garantiscono vitto e alloggio gratuitamente al 100%; allo stesso modo è prevista una cifra massima per la copertura delle spese di viaggio, denaro che vi rimborsato al ritorno. SUPER IPER IMPORTANTISSIMO: CONSERVATE OGNI BIGLIETTO E GIUSTIFICATIVO DI VIAGGIO, altrimenti niente soldini.

Ho parlato anche troppo, vi lascio qui in basso alcuni link utili da cui potete apprendere maggiori informazioni. Esistono anche altre soluzioni interessanti, come lo SVE (Servizio Volontariato Europeo) o possibilità di stage/lavoro all’estero. Si tratta tuttavia di esperienze di lungo periodo, che richiedono un certo impegno e determinati requisiti;  gli scambi giovanili rimangono la soluzione migliore per studenti che non possono allontanarsi per molto tempo.

Personalmente, il mio consiglio è VIAGGIATE, VIAGGIATE, VIAGGIATE e sfruttate queste fantastiche opportunità per sentirvi dei veri cittadini europei.

Conoscere luoghi, culture, persone è meraviglioso. Ma il vero viaggio è quello che fate scoprendo voi stessi.

http://www.erasmusplus.it/giovani/scambi-di-giovani/

http://www.portaledeigiovani.it/scheda/scambi-giovanili-erasmus-cosa-sono-e-come-si-partecipa

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