Costume & Società

Sei personaggi bisessuali che vi apriranno un mondo

di Silvia Martignetti

Il 23 settembre cade la Giornata dell’Orgoglio Bisessuale, occasione da non poco per chi si identifica nella B della sigla LGBT+. Eventi, conferenze, manifestazioni si susseguono in tutto il mondo per dibattere di un orientamento fin troppo spesso frainteso, riposto nel ripostiglio delle scope o confinato ai bestiari medievali assieme a unicorni e grifoni. Ma, lungi dal ripetere la solita solfa sul rispetto, l’accettazione e la tolleranza, quest’anno ho optato per un articolo dal sapore inedito: ecco, infatti, una lista di sei personaggi bisessuali che, in un modo o nell’altro, hanno rotto uno o più stereotipi legati alla bisessualità.

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1. Ianto Jones, “Torchwood”

Correva l’anno 2005 quando capitan Jack Harkness bucò i nostri schermi con il suo sorriso a trentadue denti e un’identità, quella bisessuale, vissuta con orgoglio. Primo compagno televisivo del Dottore a far esplicitamente parte del cosmo LGBT+, Jack divenne talmente popolare che la BBC gli dedicò uno spin-off, “Torchwood”. Egli, tuttavia, si aggiungeva all’infinita schiera di bisessuali televisivi dalle tendenze libertine e inclini al tradimento. Ma ecco entrare in scena Ianto Jones: timido, schivo e schiacciato dalla perdita della fidanzata a seguito di una tragedia. La sua inaspettata relazione con Jack fu rivoluzionaria, nonché uno dei rapporti più amati dai fan del Whoniverso.

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2. Diana di Themyscira, “Wonder Woman”

La notizia che Catwoman fosse bisessuale non ci colse granché di sorpresa: siamo abituati, d’altronde, a vedere nei media donne bisessuali dal flirt facile e con difficoltà a instaurare una relazione stabile. Il discorso cambia, e radicalmente, quando fa coming out un emblema della liberazione femminile come Wonder Woman in persona. Nei fumetti, infatti, l’identità bisessuale di Diana non è un mistero, tanto da far richiedere a gran voce a milioni di fan la rappresentazione di questa caratteristica di Diana sul grande schermo nel seguito del film omonimo.

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3. Korra, “La leggenda di Korra”

Non soltanto Konietzko e DiMartino ebbero il coraggio di scegliere come protagonista del seguito del mai troppo acclamato “Avatar: la leggenda di Aang” una donna nera al di fuori dei canoni di femminilità tradizionali; nella stagione conclusiva della serie gli autori camminarono lungo il filo del rasoio della censura americana per accennare alla bisessualità di Korra e ai suoi sentimenti, contraccambiati, per Asami Sato, anch’ella bisessuale. Un legame di natura chiaramente romantica meglio esplicitato nei fumetti, che ritrae le due come una coppia a tutti gli effetti.

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4. Darryl Whitefeather, “Crazy Ex-Girlfriend”

“Una delle migliori rappresentazioni della bisessualità maschile nei media degli ultimi anni”, hanno titolato i siti specializzati di mezzo mondo. E come dar loro torto? Darryl Whitefeather è il capo della protagonista della serie, un avvocato il quale, dopo aver divorziato dalla moglie, si innamora di un uomo riscoprendosi bisessuale. Un coming out affrontato con leggerezza e autoironia: Darryl, infatti, rivela ai propri colleghi di lavoro di essere bisessuale con l’esilarante Getting Bi, un orecchiabilissimo inno alla bisessualità che scardina i più fastidiosi e odiosi stereotipi sulle persone bisessuali di ogni tipo.

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5. Wade Wilson, “Deadpool”

Sì, avete letto bene: Wade Wilson, alias l’antieroe Deadpool di proprietà della Casa delle Idee, il letale Mercenario Chiacchierone dallo humor dissacrante, è bisessuale. Nei fumetti ci sono istanze in cui il personaggio fa esplicitamente riferimento alla propria attrazione per gli uomini, come in questo esilarante scambio o quando fatica a nascondere una poco velata cotta per l’Uomo Ragno. La bisessualità di Deadpool potrebbe non rimanere confinata al mondo dei fumetti ancora a lungo: l’attore Ryan Reynolds, interprete di Deadpool al cinema, si è detto interessato a esplorare la possibilità che il personaggio faccia coppia con un uomo nel seguito della primo film.

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6. Piper Chapman, “Orange is the New Black”

Concludiamo la lista con Piper Chapman, protagonista di una delle serie culto degli ultimi anni. Di per sé Piper non è un personaggio rivoluzionario, ma la crudezza con cui il microcosmo familiare e carcerario nel quale si districa fallisce nel riconoscere la sua bisessualità offre ben più di uno spunto di riflessione. I personaggi che circondano Piper, omosessuali o etero che siano, la etichettano come “lesbica” o “eterosessuale” a seconda delle convenienze personali, negandole il pieno riconoscimento della sua identità. Un clima ferocemente bifobico, insomma, che evidenzia in maniera (purtroppo) accurata come il percorso per superare schematismi pervasivi e pregiudizi decennali sia ancora lungo.

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