Costume & Società, Le interviste

Quattro chiacchiere con “Il Signor Franz”

di Gerarda Polito

Quando si parla di Youtubers ormai il pensiero corre verso ragazzini annoiati che puntano sul loro aspetto (e non sui contenuti originali e innovativi in grado di portare sui propri canali) per ottenere seguito e soldi facili. Per fortuna, però, si può ancora puntare sulla creatività e il buon utilizzo delle piattaforme sul web di qualche sporadico influencer, primo fra tutti il romano Francesco Galati, in arte Il signor Franz, che ha fatto del proprio amore per la fotografia e il montaggio video, della sua creatività e anche della sua spiccata e tagliente ironia il mix perfetto per emergere. Segue l’intervista che mi ha concesso sul tema dei social come metodo di guadagno e fonte di lavoro, piena di spunti di riflessione e tante risate.

 

Descrivici in poche parole chi è Francesco Galati, meglio conosciuto come “Il
signor Franz”.
È un giovane virgulto che ha deciso di inerpicarsi nella nefasta via del libero professionismo e dei pagamenti a centoventi giorni invece di scegliere la tranquilla via del lavoro dipendente.

Ti definiresti un influencer? O preferisci il termine più usato in questi ultimi anni su YouTube: idolo?
La gente scherza molto sul termine “influencer” perché non ha capito che è divertente
esattamente tanto quanto “testimonial”. Ovvero pochissimo. Una volta si metteva un Gerri Scotti o un Costanzo in tv per pubblicizzare un prodotto, oggi si usano testimonial che hanno loro stessi dei mezzi per diffondere il messaggio. Poi diciamo che si abusa della parola. Chi ha i numeri non è un influencer. Chi ha capacità comunicative lo è. La parola idolo mi fa molto ridere invece. Non l’ho mai presa sul serio. E diciamolo… sono stato io a sdoganarla coi miei TEMI. Fatemi prendere i meriti di questa crociata.

Dove nascono le idee per i video e in base a quali criteri decidi il format da
proporre?
Di base cerco di creare dei format “vendibili”. Dei format appetibili per le aziende. Le idee nascono da una mia cultura pop anni 80-90 molto presente e da anni di imbambolamenti di fronte alla tv.

Il successo per te sul web è arrivato grazie ai “Temi”, ovvero video basati
sull’utilizzo del linguaggio proprio dei bambini nei temi scolastici per criticare
persone o cose che ti circondano e che non ti piacciono: nonostante il tuo sia un
canale in continuo mutamento, questi torneranno mai sulla scena?
Non credo, ma semplicemente perché prima ero completamente avulso al contesto web e
tendevo a ridicolizzarlo. Ora mi ci trovo dentro, ho trovato la mia dimensione e invece di
sfottere, sto cercando di proporre. In seconda battuta, quella era una roba che facevo al liceo con i miei amici per cazzeggiare (insieme ai curiositanz e alle ricette che sono andate sul canale di Marcello). Crescendo, certe cose non mi fanno più ridere. Poi serve roba nuova. Siamo pieni di canali che fanno sempre la stessa cosa. Io sono una TV. Ho il mio palinsesto che DEVE variare.

Quando e soprattutto in che modo hai capito di voler (e poter) trasformare la tua
passione per i viaggi, per la realizzazione di video e la tua creatività in una fonte di
guadagno?
In realtà sono stato molto sprovveduto all’inizio. Ho lasciato un lavoro da dipendente stipendiato per buttarmi in un canale che cominciava da zero. Ci ho semplicemente creduto. Credevo nelle mie capacità e nei miei progetti e credo sia l’unico modo per uscire vincitori. I guadagni sono arrivati dopo più di un anno. Mi ero messo dei soldi da parte per poter sviluppare il mio progetto, ma solo ora comincio ad avere delle soddisfazioni. Bisogna insistere.

Basandoti sull’andamento attuale di YouTube Italia (influencer, mode e contenuti),
come immagini il web nei prossimi cinque-dieci anni? Facci una delle tue apocalittiche previsioni.
Cinque-dieci anni è un arco temporale troppo ampio. Questa roba cambia di anno in anno. Le previsioni si possono fare a brevissimo termine, ma non sono così catastrofiche. Diciamo… prevedibili. Prevedo che chi ha avuto successo senza un minimo di capacità, sparirà, com’è giusto che sia. Ma non mi ci danno più di tanto al momento. La natura fa il suo corso, il pubblico cresce, si consapevolizza, si alfabetizza e comincia a fare una cernita. YouTube serve per lanciarsi. Se ti lanci impreparato all’inizio fai il salto come tutti quanti. Magari salti più in alto, ma sulla lunga distanza si vede chi conta e chi sa veramente fare qualcosa.

Dove ti vedi tu fra cinque-dieci anni, invece?
Io mi vedo a capo di un’agenzia di comunicazione CHE FUNZIONA. Ti giuro che non ce ne sono. Voglio aprire la prima agenzia che funziona, con dentro gente competente. Ce n’è veramente bisogno. Dopodichè in parallelo vorrei lavorare come autore, come regista. Mi piacerebbe anche fare un disco. Ho un sacco di idee per un disco. Ma magari quello arriverà prima dei 5 anni. C’è un sacco di roba da fare. Tocca sbrigarsi!

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