Costume & Società

“Curvy is not a crime”: Laura Brioschi

di Gerarda Polito

Negli ultimi tempi mi sto rendendo conto di come sia diventato difficile quasi per ciascuno di noi accettare l’immagine del nostro corpo riflesso nello specchio, ma anche di come questo viene percepito dalla nostra stessa mente. Il mio primo articolo su questo blog ha affrontato proprio l’argomento dell’amor proprio, ma parlarne non basta mai. Ho avuto il grandissimo piacere di poter intervistare la gentilissima Laura Brioschi, famosa per la sua campagna di accettazione del proprio corpo, che prende il nome di “curvy is not a crime”.

Blogger di successo (lovecurvy.com), presentatrice Tv, bellissima modella, testimonial di moda (per il brand Marina Rinaldi) e, soprattutto, bodypositive influencer: questa mi sembra la descrizione più completa della splendida Laura Brioschi. Come ti descriveresti tu, invece? Chi è Laura nella vita quotidiana?

Beh, direi che sono un po’ ciò che hai descritto e un po’ il resto che la vita porta con sè: figlia, amica, donna che cerca di crescere. Mi impegno molto però in tutto ciò che hai citato e sento di essere, in particolare, una influencer, dato che dedico veramente molto tempo ad Instagram.

Il rapporto con il tuo corpo attualmente è quasi d’ispirazione, ma come hai scritto sul tuo blog in un post dedicato alla giornata nazionale contro i disturbi alimentari (15 Marzo) nel 2011 hai sofferto in prima persona di bulimia. Ti va di raccontarci di come sei caduta nel vortice di questa malattia e di come hai fatto ad uscirne? Com’è cambiata l’immagine che hai di te stessa nel corso del tempo?

Al momento posso dire di stare bene con il mio corpo, anche se devo comunque migliorarlo; ho preso qualche chilo in questa estate e forse proprio perchè sono pro curvy, l’armonia va prima di tutto ed è molto importante mantenersi per essere in salute. In ogni caso, non mi detesto e questa è la cosa più bella che mi sia capitata e che in passato non riuscivo a fare. La bulimia è arrivata da adulta, perché avevo 21 anni comunque, quindi ero già grande; già da prima avevo avuto qualche manifestazione di malessere, senza arrivare all’apice di questa malattia, come nel caso di molte diete “yo-yo” e via dicendo. Come ci sono caduta? Non lo so. Avevo fatto una dieta molto molto drastica, ma di “felicità”diciamo, ovvero che non avvertivo il senso di fame, ma poi il rincontrare il cibo mi ha fatto star male, non mi piaceva e quindi sono pian piano caduta in questo baratro. Come ne sono uscita? Leggendo le controindicazioni. Può sembrare sciocco, ma un giorno cercai su internet i danni che la bulimia portava con sè, ne rimasi completamente shockata e convinsi me stessa di non voler mai più essere bulimica.

Dove nasce la tua campagna sociale di bodypositive? Qual è stata la motivazione che ti ha spinta a portare avanti questo meraviglioso progetto?

Da tutta la vita ho sofferto per il mio peso, forse meno però di altre persone perché non credo di essere stata mai davvero soggetta a bullismo o cose del genere (anche perché essendo molto grande facevo un po’ paura alle persone), però ne ho sempre sofferto molto, anche con i fidanzati. Poi riuscire a prendere un po’ di consapevolezza di me stessa mi ha portata a volerla far prendere anche agli altri. Come sono arrivata a questa consapevolezza? Direi attraverso un po’ di sofferenza, ma oggi ci sono arrivata, quindi questo è l’importante. Devo dire anche di essere stata indirizzata a tutto questo dalle persone che avevo accanto e poi la situazione si è evoluta, non era nato con un preciso scopo.

C3bW8OIWEAEiAZ8.jpgCosa ci regalerà in futuro Laura Brioschi, invece? Avremo una nuova edizione del programma “Il bello delle curve” (in onda su La7d)?

Non so ancora cosa farò nel futuro e non so se ci sarà una nuova edizione del programma, ma sicuramente ci sarà una nuova capsule di vestiti che sto creando insieme al nuovo brand Xehar (Laura by Xehar; xhear.com) , con sede a Los Angeles, quindi avremo tanti nuovi bei vestiti per questo inverno.

Immagino che le infondate critiche sulla promozione dell’obesità o del sovrappeso non siano mancate per te come per altre modelle o influencer curvy (ad esempio la famosa Ashley Graham), nonostante chiunque ti segua sui social può apprezzare proprio lo stile di vita sano che propugni. Qual è la risposta che dai a chi ti accusa di portare avanti messaggi sbagliati?

C’è sempre qualcuno che non legge molto bene i post e che pensa che io promuova l’obesità. Questo per me è quasi ridicolo, nel senso che io promuovo lo star bene con se stessi in ogni forma; io poi sono cicciottella, quindi promuovo lo star bene anche da cicciottella, ma è una cosa molto più grande, che va molto oltre il solo aspetto fisico (ovviamente sempre nel rispetto della salute).

Il tuo motto è “Curvy is not a crime”; recentemente, nonostante il tuo ingaggio da modella, hai ricevuto commenti sgradevoli o offese per il tuo corpo, provando a farti sentire sbagliata? A differenza del passato, come reagisci oggi a situazioni in cui questo accade?

Non ricordo di aver ricevuto di recente offese al mio corpo, però capita sempre anche nella vita quotidiana qualche sguardo o qualche commento inappropriato. Ad oggi sono un po’ più cazzuta diciamo, magari ci rimango ancora un pochino male, ma sicuramente riesco a non starci male più come prima. I commenti su Instagram,poi, sono proprio sciocchi la maggior parte delle volte, quindi non mi toccano minimamente ormai.

Da una recentissima ricerca è saltato fuori un dato davvero preoccupante: solo il 2% della popolazione mondiale femminile è riuscita a definirsi bella. Che consiglio daresti alle lettrici di questo blog (e perché no, anche ai lettori) che quando si guardano allo specchio non riescono a provare altro che fastidio o peggio ribrezzo, o a coloro che sono costretti a subire insulti online o nella vita quotidiana per il loro corpo? Come possono riuscire ad ottenere quella selfconfidence di cui tutti necessitiamo, che si tratti di donne che indossano una 42 o una 52?

Non so con esattezza quale sia il modo migliore per riuscirci, ma di sicuro prima di tutto la propria consapevolezza, che può farci evitare sia di pensar male degli altri, sia di subire a nostra volta eccessivamente insulti. C’è da dire anche che se io credo abbastanza in me, non ho il bisogno di credere (e far credere) di essere troppo bella, perché è veramente fastidioso, ma un minimo di rispetto per se stessi è fondamentale, no? Provare ribrezzo per se stessi è una cosa bruttissima e credo che neanche chi si macchia di qualche crimine reale lo provi, quindi perché provarlo per qualche chilo in più o un po’ di cellulite? Per quanto riguarda i commenti offensivi online non credo che siamo costretti a subirli, anche se a volte è difficile riuscire a sfuggirne perché le persone sanno essere molto cattive, perché bisogna ricordare che una via d’uscita c’è sempre, imparando innanzitutto a rispettare se stessi e a volersi davvero bene.

Grazie!

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