Le vite degli altri, Uncategorized

Derivati Terrestri

di Dylan Iuliano

(tutte le foto per gentile concessione di Kristina Bilimenko)

La città dove sono nata è a 80 km da Kiev, si chiama Bila Cerkva (letteralmente “chiesa bianca”). Mia madre è partita per l’Italia quando avevo tre anni ed è stato un trauma, tutti all’asilo erano con i genitori ed io con mia nonna, con cui vivevo. Io non ce l’avevo un padre, i miei erano divorziati.

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Non ci ho vissuto molto in Ucraina, ho fatto l’asilo e la prima elementare lì prima che mia madre mi mandasse a fare corsi (fatti male) di lingua italiana. Mi sono trasferita in Italia a sette anni imparando la lingua in circa tre mesi.

Mio padre è nato in Armenia e si è trasferito in Ucraina, l’ho conosciuto quando avevo sedici anni, l’ho chiamato una volta o due e poi ho smesso di parlarci. Non l’ho mai visto in vita mia, non mi ha mai mandato una cartolina. L’ho chiamato perchè l’ho sempre voluto conoscere e ho scoperto che non è quello che immaginavo che lui fosse.

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Il bisnonno di Kristina nelle Forze Armate Sovietiche durante la seconda guerra mondiale

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Questo mi ha portato ad essere più chiusa, a non fidarmi delle persone. Ma mi ha anche aiutato a pensarla in modo differente.

Il ricordo più strano che ho della mia infanzia? Un pomeriggio stavamo giocando tra i palazzi di Bila Cerkva ed è arrivato l’avviso di tornare a casa e barricare le finestre per una nube radioattiva che stava per abbattersi sulla città.

(Nel 1997 a Bila Tserkva furono ritrovate oltre 9 tonnellate di tubi radioattivi provenienti dalla zona di alienazione di Černobyl, ndr).

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Ripensando a tutto, non ti posso dire che mi manca qualcosa di specifico della mia infanzia perchè quando ero piccola non ho colto l’importanza di determinate cose.

Da piccola non me ne fregava niente dell’Ucraina, non ci volevo neanche tornare. È solo crescendo che ho ricercato le mie radici, e la mentalità è diversa lì rispetto all’Italia, lì a diciotto anni pensi già ad andare a vivere da solo.

Oggi come oggi mi manca l’Ucraina come luogo mio, come luogo da chiamare casa. Certi posti che per molti sarebbero banali per me hanno un tocco in più e sono speciali, sono una che si meraviglia di tutto.

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