Musica

Ritrovarsi in una canzone

di Rita Pacilio

La poesia nella canzone 

Prendila così
Prendila così non possiamo farne un dramma
conoscevi già hai detto i problemi miei di donna
certo che lo so certo che lo so
non ti preoccupare tanto avrò da lavorare
forse è tardi e rincasare vuoi.
No che non vorrei io sto bene in questo posto
no che non vorrei questa sera è ancora presto
Ma che sciocca sei ma che sciocca sei
a parlar di rughe a parlar di vecchie streghe
meno bella certo non sarai
E siccome è facile incontrarsi anche in una grande città
e tu sai che io potrei purtroppo non esser più solo
cerca di evitale tutti i posti che frequento e che conosci anche tu
nasce l’esigenza di sfuggirsi per non ferirsi di più
Lasciami giù qui è la solita prudenza
loro senza me mi hai detto è un problema di coscienza
certo che lo so certo che lo so
non ti preoccupare tanto avrò da lavorare
ora è tardi e rincasare vuoi
No che non vorrei io sto bene in questo posto
no che non vorrei dopo corro e faccio presto…
…meno bella certo non sarai.
E siccome è facile incontrarsi anche in una grande città
e tu sai che io potrei purtroppo anzi spero non esser più solo
cerca di evitale tutti i posti che frequento e che conosci anche tu
nasce l’esigenza di sfuggirsi per non ferirsi di più.

(Lucio Battisti – Mogol – Prendila così tratta dall’Album Una donna per amico del 1978. Questa canzone, pur non essendo un singolo è diventata molto famosa grazie anche alle numerose cover di successo ad opera di, tra gli altri, Anna Oxa, Paolo Vallesi, Delta V, Petra Magoni, Ambra e Stefano Zarfati. Deve la sua fama anche al prezioso assolo di sassofono finale di Derek Grossmith e si tratta della canzone più lunga incisa da Lucio Battisti. Registrato negli Studi “The Manor” nell’Oxfordshire da Greg Walsh)

Un testo sicuramente ironico presentato dalla voce del cantante/narratore in maniera suggestiva, quasi a cozzare con il senso semplice/diretto delle parole. Il dramma dell’abbandono che gli accordi musicali rendono straziante, sin dall’inizio. Il battito. Le percussioni. Un monologo che fa intuire la domanda di lei, quindi il testo diventa la risposta, la decisione unilaterale. Dolore, rottura sentimentale, ferite, disinnamoramento, allontanamento: queste le tematiche che le controparti hanno in comune e dalle quali sono legate. Un non rapporto nel rapporto avuto. Prendila così è la cronistoria di una relazione che, essendo terminata, distingue tra bisogni e desideri reali, previsti e attesi, in una nuova vita soddisfacente, temporaneamente in stand bay. Bisogni che si elevano da un interesse e un sentire mutato, evoluto, superato, almeno per chi parla. Non è facile mantenere la pressione sotto il livello di guardia quando il sentimento di attaccamento e l’intimità avuta non corrispondono più alla qualità, oppure alla quantità, desiderata dall’altra. Chi continua ad amare, la persona messa di fronte al fatto compiuto, cerca il dialogo, la motivazione, il perché. Conserva, lotta e ha bisogno di custodire, proteggere, parlare dei problemi emotivi inespressi, creare, dunque, una tensione emozionale per recuperare il modello di rapporto precedentemente vissuto facendolo collimare a quello immaginato. Nel brano l’assolo finale del sax alto di Derek Grossmith sembra la voce di chi viene lasciato, il quale mette in pratica, inizialmente senza saperlo, una razionalizzazione della scelta dell’altro. Le fonti sono le immagini, le scene ripercorse dal processo cognitivo. Metafora o elaborazione: psicodinamicamente si sviluppa il desiderio di mostrare il proprio livello di apertura a quello dell’interlocutore al fine di estirpare la cocente verità, per esorcizzarla. A volte negarla. Sfuggirsi per non farsi male vuole anche significare ricerca disperata di solitudine, luogo favorevole per metabolizzare l’evento traumatico. Il dramma di sentirsi incapaci di amare e, allo stesso tempo bisognosi di affetto, altera maggiormente la visione dell’intimità interpersonale alla quale non ci si sente più all’altezza. Staccare. Isolarsi. Mettersi a lutto rispetto al partner senza interrompere, però, altri contatti sociali a cui ci si stringe con maggiore forza, approfondendo relazioni di intrattenimento o lavorative in cui poter meglio alleviare la condizione di perdita. Quindi, soffre chi lascia e chi viene lasciato. Allo stesso identico modo? La risposta diventa la trappola mentale che mette le parti di fronte alla paura di essere stati rifiutati nell’amore e nella sofferenza. L’energia per lottare da soli è un’esigenza contro le rughe del tempo – in questo caso quelle del volto di lei – a cui si cerca di dare dignità, ma, contemporaneamente, vengono mostrate per ottenere commiserazione, comprensione, tenerezza o meglio, far vedere sulla pelle le date dei contatti fisici avuti, condivisi. Un segno. Per tornare indietro. Il consiglio: cerca di evitare tutti i posti che frequento e che conosci anche tu. Il tempo e lo spazio. Altri posti per ignorare quelli goduti insieme. La richiesta di leggerezza, quindi, che viene chiamata in appello – vedi la foto di copertina in basso in cui compare l’Artista e una ragazza londinese che passava lì per caso – per far fronte a conflitti e delusioni, per restituire alla memoria la natura onorevole di una qualunque storia d’amore.

articolo rita

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