Le vite degli altri

La verità è che non gli piaci abbastanza

di Gerarda Polito

Quante volte ho aspettato un suo messaggio dopo che era andato via, senza troppe spiegazioni, con qualche stupida scusa; quante volte ho aspettato che lui tornasse, che mi chiamasse per dirmi che buttare via tutto quello che avevamo, che mollare qualcosa che poteva renderci felici era stato il suo errore più grande.

Quante volte mi sono chiesta cosa avesse lei più di me, cosa avesse per aver catturato il suo cuore… cuore che era appartenuto a me, che avevo stretto e custodito fra le mie mani. Quante lacrime versate per un addio che suonava sempre come un arrivederci, ma il cui ritorno non sarebbe mai arrivato.

“Cosa ho sbagliato?” era la domanda che mi tormentava, che mi tartassava la mente come un martello pneumatico ogni volta che una canzone, una frase o un ricordo mi riportava a lui. Alla fine, dopo tanto dolore, sono riuscita a darmi una risposta: niente. Niente in me era sbagliato, niente lei aveva in più rispetto a ciò che io avevo da offrire.
L’unica verità era che semplicemente non gli piacevo abbastanza. Cosa significa questo? Significa che probabilmente parte delle parole che erano uscite dalla sua bocca erano vere, parte dei sentimenti che decantava, accompagnati da dolci baci e carezze di seta, erano reali, sentiti nel profondo… ma questo non è bastato.

Non è bastato a lottare, a resistere alle incomprensioni, alle paure di non farcela; non è bastato ad evitare che uno dei due si accontentasse di qualcun altro per la paura della difficoltà che ci sarebbero state in questo nostro percorso insieme.

E a ripensarci ora, ora che non brucia più questa ferita, sapete cosa altro ho ripetuto a me stessa? Che non devo permettere a nessuno di trattarmi come la seconda scelta, come l’alternativa, il piano B da conservare in un angolo per paura di restare solo.

E me lo ripeto sempre, ogni volta che mi accade questo, che qualcuno mi fa sentire in questo modo, perché una persona che non ti apprezza la prima volta, non lo farà una seconda né una terza; perché un ragazzo che non ha avuto il coraggio di lottare subito, che non ha capito cosa avesse fra le mani prima di perderlo, non merita una seconda chance. È facile? No.

Non è facile sentirsi persa, non è facile rinunciare a qualcosa che ci era sembrato uno squarcio di luce nell’oscurità, ma alla fine si arriva alla consapevolezza che in determinate situazioni non serve neanche lottare, non serve combattere per tenere aggrappata a noi quella che cominciamo a considerare la nostra persona perché sarebbe una battaglia persa innanzitutto con noi stessi.

Accettate lo star soli, apprezzate il non avere qualcuno accanto, se questo qualcuno non riesce a dedicarsi completamente a voi, con il cuore e con la testa, perché la cosa migliore è preferire lo star soli all’essere la seconda scelta, all’essere per sempre in competizione con un’altra che non potreste mai sostituire, con un’ombra del passato, sempre più presente; e se non sono stata abbastanza chiara, parlo di quel qualcuno che vi dice tante belle parole, che vi riempie di attenzioni prima di dirvi “Mi piaci, ma non tanto da”, che vi scrive solo quando non ha altre da sentire.

Quindi sapete perché dovete voltare pagina? Perché prima o poi, magari proprio quando riuscirete ad andare avanti, incontrerete la persona che saprà rendervi il primo pensiero, il centro del vostro mondo, insieme; la persona che saprà farvi capire che la seconda scelta, il “non abbastanza” era proprio quel qualcuno che vi ha ferito tanto.

La regola dice che se un uomo non ti chiama, è perché non vuole chiamarti. Se ti tratta come se non gliene fregasse un cazzo, è perché non gliene frega un cazzo. Se ti tradisce, è perché non gli piaci abbastanza. Non esistono uomini spaventati, confusi, disillusi. Non esistono uomini tragicamente segnati dalle passate esperienze, bisognosi d’aiuto, bisognosi di tempo. Gli uomini si dividono in due categorie soltanto: quelli che ti vogliono e quelli che non ti vogliono.

(tratto dal film “La verità è che non gli piaci abbastanza”, 2009)

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