Le vite degli altri

Lettera alla me del futuro

di Gerarda Polito

“Cara me del futuro,
non immagini quanto sia difficile scriverti. Come stai? Lo so che questa domanda ti ha sempre spaventata, soprattutto quando eri costretta a chiedertelo in prima persona, ma ogni tanto è necessario fare un bilancio della propria vita per capire se la strada che stiamo percorrendo e le scelte che stiamo prendendo sono quelle che ci porteranno alla felicità. Lo scopo di queste parole è quello di ricordarti chi sei stata e di sicuro sei ancora, ringraziarti di tante cose, scusarmi per tante altre e darti qualche consiglio che ci avrebbe fatto comodo in questi anni.

Non te lo dico spesso, ma ti voglio davvero bene. Si, ora starai ridendo perché ti sentirai sciocca ad averlo scritto nero su bianco, ma devo e voglio dirtelo per ogni volta che invece ti ho odiata o avrei preferito essere un’altra me. Scusami per quando ti ho fatto sentire sbagliata, ti ho sottovalutata o per quando non ti ho davvero capita; scusa per alcune scelte che abbiamo preso e per le lacrime che ti ho fatto versare anche quando non erano necessarie.

Mi auguro che con il passare degli anni tu abbia imparato a sentirti meno in colpa per le cose che accadono a te o agli altri, a vivere con più spensieratezza, ma non con più superficialità.

Gerarda, ricordati delle persone che ti hanno amata, ricordati di chi ti è sempre rimasto accanto. Ricorda che non sarai mai sola, anche quando penserai di esserlo, perché la solitudine che tanto ti spaventa è sempre stata tutta nella tua testa, è sempre stata una paura da sconfiggere rimettendosi in gioco. Ricorda però anche di chiederti scusa per ogni volta che ti sei annullata per qualcuno, per ogni volta che hai messo la felicità degli altri al primo posto, perché al primo posto devi esserci sempre tu. Non sei l’ombra di nessuno, sei il tuo sole.

Ricordati di ogni volta che hai preso una decisione incentrata sul tuo bene (che rischiava di ferire qualcuno) e ti sei sentita un mostro. Non lo sei mai stata, hai solo cercato di vivere la tua vita nel modo migliore possibile, trovando la forza di darti quel pizzico di egoismo che ci serve a lottare per la vita che desideriamo.

Voglio che leggendo queste parole tu possa ricordarti quanto ci hai messo per imparare ad amarti per quella che sei, senza torturarti comparandoti alle altre e senza desiderare di essere in un altro corpo, quindi ti prometto che non ti permetterò di ricadere mai più in quel buco nero di insoddisfazione e inadeguatezza.

Spero che in questi anni tu possa aver incontrato l’amore della tua vita, quello che ti fa sognare una vita insieme, un tetto da condividere e una famiglia da creare. Spero che tu abbia viaggiato, abbia preso il treno sbagliato e ti sia ritrovata in un posto sconosciuto, tutto da scoprire.

Spero tu sia diventata ciò che hai sempre sognato di diventare, che non ti sia fatta buttare giù dai “no” e dai “non ce la farai”, perché ricorda che meriti di diventare ciò che vuoi essere. Non so dove tu sia ora, ma mi importa solo che tu sia davvero serena, felice della quotidianità che hai fatto tua. Guardati indietro, ripensa a questo momento e a tutti i traguardi che abbiamo tagliato anche senza dar loro troppo peso; ripensa alle piccole cose che ti hanno portata dove sei ora, alle piccole cose che ti hanno aiutata a diventare chi sei ora.

Ti auguro un futuro radioso e pieno di imprevisti che ti aiutino a migliorarti ogni singolo giorno, perché la vita vera è proprio questa, lasciare che ogni cosa che ci circonda possa essere lo stimolo per avvicinare noi stessi a quelli che immaginiamo di poter diventare.

Quindi, cara me del futuro, amati, viaggia, sbaglia, insegui i tuoi sogni. La vita è nelle tue mani! Lo è sempre stata e sempre lo sarà, ci tocca solo trovare in noi stessi il coraggio di rischiare.

Sei una cazzuta, nonostante tutto!

Sempre con te,

tua me del passato.”

Ciao a tutti, non sarò il vostro “voi del passato”, ma un consiglio ve lo darei comunque: sedetevi alla scrivania e fate ciò che ho fatto io, scrivete alla persona che diventerete, magari per darle quella forza che potrebbe mancare in qualche periodo poco spensierato e raggiante. Siete voi il primo amico di voi stessi, quindi perché non tendervi una mano?

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