Le vite degli altri

Chi volete essere davvero?

di Gerarda Polito

Diceva Sergio Bambarén: “Arriva un momento nella vita in cui non rimane altro da fare che percorrere la propria strada fino in fondo. Quello è il momento di inseguire i propri sogni, quello è il momento di prendere il largo, forti delle proprie convinzioni” (“Il delfino”, 1995).

Non è proprio questo il senso della vita? Il senso di ogni sacrificio e di ogni impegno, di ogni scalata che abbiamo affrontato o stiamo tutt’ora affrontando?

Cari i miei lettori, se avete un sogno, cercate di realizzarlo con tutti voi stessi! Vi ricordate quando da bambini ci chiedevano cosa saremmo voluti diventare da grandi e tutti noi rispondevamo di getto “un astronauta”, “un cantante”, “un maestro” ecc, convinti di avere tutte le carte in regola per riuscirci? Credevamo di poter diventare perfino il re o la regina di un enorme regno. Cosa è cambiato? Siamo solo cresciuti, avvicinandoci di più a ciò che è la realtà, ma purtroppo, spesso, il diventar grandi ci fa diventare troppo cinici e meno fieri di ciò che siamo o delle possibilità che possiamo crearci con il nostro impegno.

Avete paura del rischio? Avete paura di fallire? Anche io, forse io in primis; tutti ne abbiamo. Se non rischiamo, però, come facciamo a raggiungere la felicità? La vita vera, l’esistenza che merita di essere vissuta è è quella che ci creiamo uscendo dalla nostra “comfort zone”.

E’ vero, sarebbe più facile accontentarsi, vivere una vita mediocre, spendere ogni vita nel mezzo, senza il rischio di soffrire e di ricevere porte in faccia, ma anche senza la possibilità di ricevere finalmente reali soddisfazioni.

Non abbiate paura dei rifiuti, ma soprattutto non sentitevi in colpa ad essere, qualche volta nella vita, un pizzichino più egoisti. Dovete pensare a voi stessi, trovare la ragione che vi farà svegliare al mattino con il sorriso o, per essere più realistici, almeno senza la voglia di ammazzare qualcuno al primo “ciao”.

Non abbiate paura di deludere qualcuno, che sia parte della vostra famiglia o dei vostri amici, perché quando si parla del VOSTRO futuro, gli unici da non deludere siete proprio voi stessi. Non accontentatevi!

La domanda che mi sono posta, prima di prendere una scelta riguardante il mio futuro è: “Gerarda, preferisci realizzare i tuoi sogni o quelli degli altri? Preferisci lottare per ciò che ami fare o scegliere la strada apparentemente più facile e vivere per sempre in un limbo?”. Chiedetevi lo stesso.

Fin da piccina, quando cominciai a capire che a me scrivere temi piaceva davvero e non mi rendevo conto del perché i miei compagni di classe stavano lì a lamentarsi, ho sognato di fare della scrittura il mio lavoro. Quante volte mi sono sentita dire “si, ma come lavoro vero, come prima scelta per vivere a cosa aspiri?” e io avrei voluto gridar loro “Quello che ti ho appena detto!”, ma poi non l’ho fatto, sono rimasta fedele alle mie scelte e sto andando per la mia strada. Pensano che non sappia quanto sia dura da percorrere la strada che ho scelto, che ci vorrà tempo per riuscire ad emergere e che ho ancora tantissimo da imparare? Ne sono pienamente consapevole, ma è quello che voglio. Se sarò costretta ad accontentarmi di una vita che non sentirò mia, voglio che sia come ultima spiaggia, quando mi renderò conto che aver lottato con le unghie e con i denti non sarà servito… e chissà, magari non mi rassegnerò del tutto nemmeno allora. Volete diventare scrittori, stilisti, filosofi, ingegneri, medici? Fatelo! Rimboccatevi le mani e fatelo, senza lasciare che gli altri, che magari non hanno avuto il vostro coraggio di rischiare, possano smorzare la vostra passione o il vostro entusiasmo.

Spero che queste parole possano farvi riflettere su tre punti:

– non sottovalutate le vostre capacità e la vostra grinta.

– non abbiate paura di fallire, nè di deludere qualcuno, se non voi stessi.

– non accontentatevi, non finite per vivere la vita che non sognavate, o peggio la vita di qualcun’altro.

“Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni, ognuno con il suo talento” Paulo Coelho (“Sulle sponde del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto”, 1994).

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