Chi ha parlato?

“Chi ha parlato?” I messaggi nella stretta di mano

di Mario Martino

Bentornati su “Chi ha parlato?” la rubrica di Derivati Sanniti che si occupa della CNV(Comunicazione Non Verbale). La scorsa settimana ci eravamo lasciati con l’analisi delle espressioni del volto umano; quest’oggi ci occuperemo di un gesto tra i più frequenti ed usuali: la stretta di mano.
L’uomo ha iniziato a comunicare con la mano. Infatti, al tempo cavernicolo i nostri avi quando si incontravano con intenti amichevoli deponevano le primitive armi a terra e mostravano a braccio teso in alto il palmo della mano in segno di pace.
Gradualmente quel primitivo atteggiamento/linguaggio si è modificato fino a giungere alla attuale stretta di mano che risulta essere piena di significati intrinsechi. Generalmente sono tre i principali messaggi o intenzioni che passano dalla stretta di mano: dominio, sottomissione ed uguaglianza.

DOMINIO: stringendo l’altra mano con il proprio palmo rivolto verso la presa (in basso) si comunica, generalmente, la voglia di dominio. Infatti il palmo inclinato verso il basso (con il dorso della mano visibile ad entrambi) indica un comando. Si pensi a quando intimiamo il comando al nostro cane: alziamo verso l’alto il braccio, apriamo la mano e, intimando il comando, rivolgiamo il palmo verso il cane e quindi verso il basso.
SOTTOMISSIONE: La tecnica della stretta è uguale alla precedente. Infatti il sottomesso tende a rivolgere il palmo della propria mano rivolto verso l’alto o comunque tenta una torsione del polso affinché il dorso della sua mano non sia visibile ad entrambi ma nascosto. Il dorso della mano rappresenta la parte più fragile, quella esposta agli attacchi. Il palmo rappresenta l’interno, il protetto, il non esposto ai rischi esterni. Per questi motivi il sottomesso tende a porgere, al dominante, il lato che ritiene più resistente agli attacchi: il palmo.
UGUAGLIANZA: quando le due mani si incontrano perpendicolarmente e il movimento della stretta ha un moto verticale, molto probabilmente, i due soggetti vogliono comunicare la loro apertura all’uguaglianza, ad intrattenere un rapporto paritario con l’altro. Questa stretta di mano, solitamente, è caratterizzata dalle quattro alle sei scosse di braccia. La ridondanza delle scosse è indice di conferma. Scuotendo le braccia si vuol comunicare all’altro che si è davvero intenzionati ad intraprendere un rapporto paritario, come a dire: “Tranquilli non voglio sottometterti, te lo sto ripetendo, ti sto rassicurando.”

Nel prossimo appuntamento passeremo in rassegna alcune tecniche che permettono di rispondere, tramite la stretta di mano, ai messaggi appena descritti e sovvertirne il significato.

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