Chi ha parlato?

“Chi ha parlato?” Distinguere le espressioni vere da quelle false

di Mario Martino

Bentornati su “Chi ha Parlato?”, la rubrica di Derivati Sanniti che si occupa della CNV(Comunicazione Non Verbale). Nell’articolo precedente si è passato in rassegna l’identikit di un bugiardo e quindi la gestualità, l’atteggiamento e i segnali del tutto involontari che ci permettono di comprendere quando il nostro interlocutore ci sta mentendo.
Nell’articolo di oggi passeremo in rassegna le principali espressioni facciali e il modello scientifico che Paul Ekman ha esaminato per la loro interpretazione. Ekman è uno psicologo statunitense divenuto celebre per i suo illuminanti studi per riconoscere le emozioni e le espressioni facciali. E’ tra i 100 psicologi più importanti del ventesimo secolo ma per scoprirne di più su di lui vi basterà digitare il suo cognome in un qualsiasi motore di ricerca.
L’importanza di Ekman risiede nella elaborazione di un modello scientifico interpretativo che ci consente di differenziare decine di espressioni facciali.
Ad esempio le espressioni vere, originali, autentiche, portano all’attivazione spontanea di alcune regioni muscolari del volto che difficilmente possono essere emulate. Ricordate gli effetti involontari prodotti dal sorriso? Bene, valgono per ogni espressione autentica: quando un’espressione è vera potete notarlo dalla spontanea contrazione dei muscoli facciali. Effettivamente è possibile anche simularle certe espressioni ma i risultati sono poco convincenti e lo potrete notare da una disomogeneità nella distensione delle rughe del viso. In particolare ne “I Volti della Menzogna” Ekman elenca almeno tre chiavi di lettura per stabilire la falsità di un espressione:
Asimmetria dell’espressione nei due lati del volto: in genere una espressione facciale autentica non comporta le stesse azioni nelle due metà del viso, ma sono più intense su un lato rispetto all’altro. In particolare le emozioni si manifestano maggiormente sulla parte sinistra del volto poiché l’emisfero cerebrale sinistro, “spinto” dall’azione del destro (più attento alle contrazioni), agisce sul lato mancino della faccia. Dunque se è il lato destro a mostrare un certo atteggiamento in modo più marcato probabilmente l’espressione è falsa o simulata.
-Scelta sbagliata della durata della mimica facciale: la mimica che esprime emozioni autentiche resta sul viso per qualche secondo (2-3). Dunque quelle espressioni che definiamo “tirate” e che durano più di 10 secondi sono probabilmente false
Asincronia tra parole e movimenti: Ekman sostiene, come regola generale, che le espressioni autentiche del viso sono sincronizzate coi movimenti del corpo. Per cui se i segni di collera nell’espressione facciale vengono dopo le parole di collera, probabilmente la persona non è poi così in collera come vorrebbe farvi credere.

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