Chi ha parlato?

Identikit di un bugiardo

di Mario Martino

Bentornati amici lettori all’appuntamento con “Chi ha parlato?”, la rubrica settimanale di Derivati Sanniti che si occupa della Comunicazione Non Verbale (CNV) con lo scopo di passare in rassegna i principali gesti, segnali, messaggi involontari, lanciati dal nostro corpo che ci permettono di comprendere, per linee generali, lo stato d’animo del nostro interlocutore soprattutto quando quest’ultimo non è particolarmente loquace. La scorsa settimana abbiamo affrontato il concetto di CNV e sottolineato, con dati scientifici alla mano, quanto essa è rilevante durante il processo di comunicazione, addirittura più rilevante della CV (Comunicazione Verbale. Oggi passeremo in rassegna la gestualità e l’atteggiamento che assume un interlocutore quando vuol mascherare la verità.

 Una delle reazioni del corpo umano quando si cerca di mascherare un sentimento è un particolare tipo di sorriso, il famoso “sorriso falso”. Infatti, non tutti i sorrisi sono uguali: dall’analisi della mimica è possibile individuarne oltre una cinquantina, dalla sfumatura felice caratterizzata dalla distensione di tutte le linee facciali a quella triste e finta caratterizzata, appunto, dalla mancata distensione di quest’ultime.

Come distinguere un sorriso ? Beh, vi basti sapere come sono fatti quello autentico e quello falso. Un sorriso sincero porta ad una maggiore contrazione del muscolo zigomatico e quindi al sollevamento degli angoli della bocca. Tutto ciò non accade nel caso di un sorriso falso. Infatti quando si vuol mascherare qualcosa il sorriso non produce la distensione completa delle linee/rughe facciali. Inoltre il sorriso falso risulta spesso improvviso, ingiustificato o a singhiozzo.

Anche il tono della voce e del modo di parlare, tuttavia, possono accompagnare la menzogna.

Non sto a dirvi nulla di nuovo se vi dico che una persona risentita o che sta mascherando qualcosa tende a metallizzare i suoni e ad aumentare il volume affinché il suo arrogante falso si imponga sull’educato vero.

Inoltre durante il discorso, un risentito o un bugiardo tende a “mangiare” le parole. Ciò è dettato dalla voglia di chiudere subito un discorso scomodo.

Non solo i sorriso e la voce sono buoni “compagni” delle bugie ma anche i gesti. Spesso chi mente  tende a gesticolare poco e nervosamente. I gesti di stritolare, premere o rompere qualcosa con le dita, stringere il pacchetto di sigarette, prendere una penna per giocherellarci sono testimonianze pratica della voglia di “distruggere” il concetto che si sta esaminando. Queste azioni diventano dunque un pretesto che consente per dirottare lo sguardo altrove quando diventa insostenibile.

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