Costume & Società

Amarsi, che parolone

di Gerarda Polito

Credo che riuscire ad amarsi per come si è sia la cosa più difficile e allo stesso tempo necessaria che ognuno di noi debba imparare a fare per cominciare a godersi davvero la propria vita, per ritornare a cercare il bello in tutto ciò che siamo e che ci circonda. L’altra mattina ero sul divano, ancora mezza addormentata e con la coperta fin sotto il naso, e guardando distrattamente la tv mi è capitato di sentire due frasi di uno spot pubblicitario, che sono riuscite a risuonare come campanelli alle mie orecchie e che hanno catturato la mia totale attenzione : “Quello che pensano gli altri di me non m’interessa” e “l’importante è sentirti te stessa con quello che indossi“. Un messaggio che oserei definire rivoluzionario. Siamo stati culturalmente e materialmente costretti a vivere in un mondo così frenetico, così superficiale, capace, con i suoi modelli mediatici, di imporci un canone di bellezza che pesa come un macigno; una dittatura estetica in grado di provocare danni irreparabili. Ho vissuto gran parte della mia vita a giudicarmi, a puntarmi contro il dito ed incolparmi di non essere magra e bella come le altre; a farmi del male comparandomi a ragazze estremamente diverse da me. A ripensarci ora, provo quasi tenerezza per quella me così insicura, così timorosa di essere considerata sbagliata, di avere sempre qualche chilo in più, il naso troppo grosso, i capelli troppo strani. E chissà quante altre persone nel mondo ora si stanno ripetendo di non essere abbastanza. Ci ho messo quasi ventianni per capire che quando si vive in una società che si preoccupa di far emergere persone “di bella presenza” piuttosto che persone carismatiche, intelligenti o brillanti, il genere umano ha fallito. Come ha scritto Roberto Saviano in un articolo sulla modella Curvy Ashley Graham, fondatrice e ambasciatrice di una campagna di accettazione del proprio corpo, bisogna diseducare alla bellezza standardizzata. La vita, la quotidianità è colma di diversità, di persone uniche e irripetibili, che dovrebbero fare dei difetti il fulcro della propria bellezza, senza smettere però di migliorarsi sempre. Abbiamo bisogno di guardarci allo specchio e vederci riflessa dentro una persona meravigliosa, con tanti pregi e qualità che non si possono trovare in altri. Ci ho messo una vita intera per capire che non ho bisogno che siano gli altri a farmi sentire bella con un complimento, ma che deve partire tutto da me, da ognuno di noi, perché diciamocelo, quando non ci sentiamo belle ai complimenti degli altri nemmeno ci crediamo. Amatevi quindi, ma amatevi davvero! Gridatelo a tutti, ma prima di tutto a voi stessi, con la consapevolezza che con o senza qualche chilo in più, che con o senza le labbra carnose, che con o senza venti centimetri in più siete e sarete sempre il meglio che potevate sperare di essere. E non importa se siete “skinny” o “curvy“, non importa che vestiti indossate o la vostra taglia; conta solo ed esclusivamente quanto vi sentite bene nella vostra pelle, quanto riuscite ad essere brillanti. Ad essere voi il vostro sole. Vi lascio con la citazione di Anna Magnani che mi ha letteralmente aperto gli occhi. Spero abbia lo stesso effetto su chiunque stia leggendo queste mie righe in questo momento:

“Ce metti una vita intera per piacerti, e poi, arrivi alla fine e te rendi conto che te piaci. Che te piaci perchè sei tu, e perché per piacerti c’hai messo na vita intera: la tua. Ce metti una vita intera per accorgerti che a chi dovevi piacè, sei piaciuta… e a chi no, mejo così. Anche se lo ammetto, è più raro trovà un uomo a cui piaci, che te piace, che beccà uno ricco sfondato a Porta Portese!Ce metti na vita per contà i difetti e riderce sopra, perché so belli, perché so i tuoi. Perché senza tutti quei difetti, e chi saresti? Nessuno.”

 

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