Costume & Società

“Non ho alcun interesse a mangiarti”

Intervista di qualcuno a qualcun altro

Questa è un’intervista a una persona asessuale e forse dovrei fare un piccola presentazione a quello che state per leggere, ma non mi va. Mi spiego meglio: non è una questione di pigrizia o altro, è solo che sono convinto di riempire la pagina d’inutili parole sulla tolleranza e quant’altro e, francamente, penso che la tolleranza sia la posizione più sbagliata da assumere nei confronti di ogni diversità. La parola, e quindi l’atteggiamento, più giusto da usare in questi contesti penso sia empatia, condivisione. E quindi, detto ciò, smettete di tollerare e iniziate ad empatizzare, a condividere.

La parola “sessualità” cosa ti fa venire in vente?

Mi viene in mente la scena di una seria televisiva che andava in onda quando ero bambina, “Esplorando il corpo umano”, in particolare l’episodio riguardo la gestazione. Ovviamente non lo capii pienamente all’epoca, ma questo è stato il primo approccio con quello che poi sarebbe stato un tema che avrei frainteso per la stragrande maggioranza della mia vita.

Quindi questo è il tuo primo ricordo legato al sesso?

Sì, e ti dirò di più, è stato stranissimo per me scoprire che c’era qualcosa che andava oltre il bacio o l’abbraccio, oltre l’effusione pubblica, insomma. Neanche da bambina ho mai avuto la consapevolezza inconscia che ci fosse qualcos’altro, non ho mai avuto curiosità nei confronti del sesso opposto e mi facevo bastare quello che vedevo sul mio libro d’anatomia. Sono sempre stata una persona fin troppo razionale da questo punto di vista (ridacchia).

Quando hai capito di voler indossare un anello nero? 

Dopo alcuni mesi di permanenza sul forum di AVEN (Asexual Visibility and Education Network, il più grande forum dedicato all’argomento). Ricordo che quando vi entrai a far parte mi sentii a casa come non mai. Approfondendo la conoscenza dell’argomento e il rapporto con gli altri iscritti, leggendo le loro storie mi dissi di voler mettere anch’io un anello come il loro perché anch’io mi sentivo finalmente parte di una comunità.

BlackRing002.jpgUn anello nero sul dito medio della mano destra è uno dei simboli della comunità asessuale.

Quando ti sei iscritta ad AVEN?

Era il 2013. Seguivo già il forum da qualche mese, ma ho aspettato un po’ prima di presentarmi e farne ufficialmente parte. Da lì è andato tutto in discesa. Una volta capita la differenza fra te e gli altri riesci a riempire i vuoti che ti sei lasciata alle spalle e le risposte alle domande che ti ponevi nella pubertà diventano più facili. Perché le ragazze erano diventate ossessionate da abiti scomodissimi pur di farsi guardare dai ragazzi? Perché i ragazzi erano ossessionati col fissare le ragazze? E soprattutto perché ero l’unica a mantenere un po’ di razionalità in tutta questa baraonda?! (Ridacchia). Perché ero l’unica che del non essere poi così tanto attraente se ne fregava?

(Rido) Però tu badi alla tua estetica.

Sì, oggi sì, penso sia per una questione personale. In passato non lo facevo, la mia autostima era stata del tutto sfasciata. Sono stata vittima di bullismo e suppongo sia dovuto al fatto che i miei bulli percepivano una qualche diversità, essendo comunque un soggetto peculiare. Continuavo a perseverare nei miei interessi nerd e a fregarmene delle cotte e del sesso, argomenti che per me non avevano mai avuto valore almeno fino a quel momento. Divennero importanti quando iniziai a vederli come una mia mancanza. Quando realizzi che c’è qualcosa che ti distingue così radicalmente dagli altri senza capirne le ragioni il tutto inizia ad appesantirsi. È come essere daltonico: non sai perché vedi il bordeaux al posto del marrone, però è così e gli altri per qualche motivo ti prendono in giro per questo.

Perché ti identifichi in un’estetica maschile?

Perché mi piace. Sono sempre stata un maschiaccio e avevo principalmente amici maschi con cui giocavo a braccio di ferro. Ovviamente non guardavo con sdegno i bambolotti, ma volevo fare il ninja, l’astronauta, mi piacevano i trenini e i dinosauri, e questa penso sia una prima risposta. Inoltre penso di identificarmi in questa estetica a causa di tutti i vari modelli femminili che da bambina mi si paravano davanti. L’eroina classica delle storie d’azione che tanto mi piacevano non sapevano far altro che chiedere aiuto e, a livello inconscio forse, l’idea di dover diventare una di loro mi stava stretta: volevo sentirmi altro, volevo credere di poter essere altro. E, ricollegandomi all’essere asessuale, forse in questo caso è un vantaggio giacché, non provando attrazione per gli altri, non sento il bisogno di agghindarmi per far sì che quell’attrazione venga ricambiata (ridacchia).

(Rido) Ora passiamo alla domanda tecniche che mi dispiace fare, anche se penso però sia doveroso capire bene di che stiamo parlando. Che vuol dire esattamente essere asessuale?

Allora, prima di tutto finisco il wafer…

Vai.

Dicevo, essere asessuale vuol dire non provare o sperimentare attrazione sessuale nei confronti di alcun sesso o genere. In pratica dalla nascita, senza l’influenza di fattori esterni, provi una profonda indifferenza verso tutto ciò che riguarda l’attrazione sessuale, più che la sessualità in sé. Dire di non essere interessati alla sessualità sarebbe sbagliato. Una persona asessuale può tranquillamente avere interesse tecnico nel sapere come funzioni il sesso: ci sono asessuali che hanno rapporti sessuali per curiosità, soprattutto nella fase adolescenziale, non rendendosi conto del motivo per cui si sentono diversi. Può essere un gesto di omologazione. C’è da precisare che una persona asessuale è tale perché non prova attrazione, non perché il suo corpo non funziona, non t’è impedito di partecipare al rapporto sessuale. Ovviamente la spinta che ti porta a farlo non è istintiva, è più un: “Okay, vediamo come va, in fin dei conti lo fanno tutti” (un po’ perplessa). Ci sono infatti anche asessuali che, innamorati del proprio partner, scendono a compromessi e cedono al sesso pur di dar piacere alla proprio metà.

Perché il colore nero?

Penso sia riferito all’assenza di luce e quindi di attrazione sessuale.

Molto triste, direi.

Ma la nostra bandiera è fighissima! Quattro bande orizzontali: nera per gli asessuali, grigia per gli asessuali grigi, bianca per gli alleati e viola, che è il colore vero e proprio dell’asessualità e rappresenta tutta la comunità.

2000px-Asexual_flag.svg.pngLa bandiera asessuale.

Asessuali grigi?

Sì, si riferisce a chi prova attrazione sessuale molto, molto raramente nel corso della vita. Una sottocategoria sono i demisessuali, che provano attrazione sessuale solo quando riescono a creare una profonda connessione emotiva con un’altra persona. Sono nel mezzo, in un’area grigia tra il nero, che rappresenta l’asessualità, e il bianco: etero, gay e bisessuali. I grigi si dicono così proprio per questo.

Quindi, tornado a noi, non sei mai stata incuriosita dal sesso?

Da un punto di vista molto tecnico, nel senso che…

No, intendo da un punto di vista pratico.

(Mangiucchia) No!

(Rido).

(Ridacchia) Diciamo che per me il sesso è un po’ come il tofu. Non è un cibo che mi fa schifo, ma non ho alcun interesse a mangiarlo.

Come t’è cambiata la vita quando hai preso coscienza della tua sessualità?

Quand’ero più piccola bazzicavo su varie comunità online ed ero in fissa per Johnny Depp. Appena saltava fuori la domanda evergreen dell’attore preferito, tutte le ragazze delle suddette community iniziavano a sbavare ed io, un po’ spaventata, non capivo la ragione di tutto questo. Mi chiedevo il perché, forse era che… non so. Era una domanda a cui non sapevo rispondere e prendere consapevolezza della mia sessualità mi ha aiutato a mettere insieme tutti i pezzi. È un sollievo sapere che ci sono altre persone come te, che hanno provato magari le stesse cose che hai provato tu. Inoltre ne ho guadagnato anche in comprensione della sessualità altrui, prima mi riusciva tremendamente difficile capire cosa accadesse nel cervello degli altri quando si trovavano di fronte ad una persona attraente, “Vedo anchio molte belle persone, ma insomma!” Ora so che cè una differenza sostanziale alla base. Infine, pur essendo terribile far parte di una situazione minoritaria, delle volte mi tranquillizza. Pensa solo al fatto che non avrò mai paura di restare incinta (ride).

Sei mai stata innamorata?

Sì… non spesso, ma sì. Ovviamente è diverso, l’assenza della componente sessuale rende difficile spiegare agli altri come nasce il sentimento. Ti ritrovi talmente in sintonia con quella persona che improvvisamente sei una scena da film Disney in cui si volta coi capelli al vento, colpita dai raggi del sole, e tu sei lì a dire “Cazzo, no!”

Cosa pensi voglia dire essere innamorati?

Partiamo dal presupposto che pongo sullo stesso piano tutte le persone importanti della mia vita e, in un certo senso, si può dire che le amo tutte. Detto questo, mi vedo a guardare il cielo circondata dalle persone che amo, ma la persona per la quale provo sentimenti romantici è quella a cui stringo la mano indicandole la stella più bella.

Hm, bell’immagine. Ho finito le domande, ma se vuoi puoi aggiungere qualcosa tu.

Mandiamo il classico messaggio da pubblicità progresso?

Sì, dai, ci sta.

Quella dell’asessualità è un’identità poco conosciuta, poco visibile. Tutto questo rischia di danneggiare tutti quegli asessuali che camminano ancora in un viale di foschia. Parlarne può far sì che questa foschia vada pian piano svanendo.

Conclusione degna di nota.

(Ride).

Con questo abbiamo finito, ciao.

Ciao!

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