Costume & Società, Le vite degli altri

Il cammino de Santiago tra escursionismo e misticità

di Simona Politano

Il Cammino de Santiago di Compostela è un percorso di circa 800 km che attraversa tutta la Spagna per arrivare al santuario di Santiago, presso cui ci sarebbe la tomba dell’apostolo Giacomo il Maggiore. È un percorso compiuto sin dal medioevo per ragioni prevalentemente spirituali. Attenzione, però, oggi il cammino de Santiago continua ad essere realizzato da milioni di persone che rincorrono motivazioni diverse. In effetti, gli stimoli che spingono a compierlo sono molteplici. Nella maggior parte dei casi, oltre a motivazioni religiose, si parla di voglia di avventura, sfida personale, interesse per esplorare la natura e fare sport.

A questo si aggiunge un po’ di egocentrismo tipico del nostro tempo. Molti sono coloro che arricchiscono i propri profili social con l’avventura di Santiago. Senza parlare degli interessi del settore turistico.
Insomma, di religioso ci resta bene poco.

Questa estate, Giuseppe Chiavelli, giovane ragazzo sannita, ha deciso di intraprendere il cammino. Spinto dalla voglia di avventura, lo ha portato a compimento, portando a casa un bagaglio di emozioni nuove tutte da raccontare. Viviamo questa esperienza attraverso le sue parole.

“Ho deciso di compiere il cammino di Santiago de Compostela per svariate ragioni. Sono partito con il desiderio di vivere un esperienza nuova, forte, che in qualche modo mi avrebbe dato l’occasione di conoscere e superare i miei limiti. Ho visto il cammino come un modo per scavare dentro me, riflettere, crescere, imparare e tornare con una storia.

Non ho svolto una preparazione fisica in particolare. La passione per il trekking e le escursioni occasionali che ho compiuto durante l’anno, sommato all’allenamento da pugile, mi hanno sicuramente aiutato. La mente gioca un ruolo fondamentale. Doti come la pazienza (che di certo non mi appartiene) andrebbero allenate più del corpo.

Ci sono svariati modi e tipologie di percorsi per raggiungere Santiago a piedi.

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Io ho scelto il “cammino primitivo” che come lascia intendere il nome stesso, è il primo. Ho scelto questo sentiero e non altri perché è il meno frequentato. Solo il 2% dei pellegrini lo percorre, probabilmente a causa del tracciato in perenne dislivello sia in salita che in discesa. Le aree montuose da attraversare e le molteplici difficoltà dovute all’assenza di servizi e agevolazioni rispetto agli altri percorsi, rendono l’esperienza non a portata di tutti. Il “cammino primitivo” è lungo 315 km, si suddivide in 13 tappe, e attraversa due regioni situate a nord della Spagna, le Asturie e la Galizia.

Il clima è per lo più piovoso, le temperature non sono mai alte anche d’estate. In inverno il tracciato è impraticabile a causa della neve e del ghiaccio. Inizia a Oviedo, una cittadina a nord-est delle Asturie. Il sentiero è di origine romana, perciò attraversa tutti gli avamposti e le cittadine fondate in quell’epoca in direzione di Santiago. Non a caso è l’unico cammino che passa da Lugo, in cui si possono ammirare le cinta murarie romane della vecchia città perfettamente conservate. Si percepisce il passaggio dei nostri avi ovunque.

Le maggiori difficoltà sono state l’assenza di acqua per lunghi tratti, la mancanza di luoghi dove poter alloggiare, il peso costante dello zaino corposo sulle spalle, e il costante dolore ai piedi che dicono sia un elemento immancabile di qualunque cammino. Compiere questa tipologia di avventura non è per tutti. Sono partito con un amico da Benevento, dopo 15 km e un giorno e mezzo di marcia ha mollato ed è tornato con il primo aereo per Roma. Non tutti riescono nell’impresa, una mente solida e un corpo allenato non bastano. Solo una motivazione radicata ti consentirà di riuscire nell’impresa, dando al tuo cuore la forza di spingerti fino a  Santiago, con qualunque dolore, ostacolo o difficoltà.

Il secondo giorno (quando credevo di continuare in solitaria) ho conosciuto una compagnia di ragazzi italiani con cui ho stretto un forte legame.

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Durante il cammino, ho avuto l’onore e la fortuna di conoscere persone provenienti da tutto il mondo. Ogni persona mi ha lasciato qualcosa. Nei 315 km, ho incontrato persone vere, con storie di vita profonde, ed un bagaglio morale notevole.

14459039_1214588158563487_442882015_nIo credo che il cammino primitivo faccia una selezione, acconsenta di essere percorso solo da chi porta con se un peso spirituale oltre ad uno zaino ben equipaggiato.

In questa esperienza ho imparato a pesare le persone, a conoscerle meglio, a sentire le loro storie prima di giudicare. Ho imparato ad adattarmi alle situazioni, a non accontentarmi delle cose futili della vita, ma di proseguire verso ciò che realmente voglio, con le mie forze e senza scorciatoie. Il cammino ha lasciato un sentiero aperto nel mio cuore, che si dirige alla conoscenza pura di me stesso e mi invita a percorrerlo all’infinito. Conoscere te stesso deve essere la nostra missione di vita e il modo migliore per farlo, se lo si vuole fare nel modo più intenso e veritiero, è affrontare una sfida che ti permetta di trovarti alle corde ,di vivere una situazione estremamente difficile, dove non hai altra scelta che ascoltarti. E conoscerti veramente.”

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