Attualità & Territorio

Tigri contro leoni. Veg in Campania attacca il circo degli animali

di Andrea Russo

Il gruppo di attivisti “Veg in Campania” combatte lo sfruttamento degli animali. È un movimento autofinanziato da varie attività (es. cene vegan). La loro forza sta  nelle persone che hanno aderito e nella loro organizzazione. E proprio “Veg in Campania” ha presidiato il 15 ottobre davanti al circo Castellucci a San Giorgio Del Sannio. Li abbiamo intervistati per avere idee più chiare su questo argomento, forse poco conosciuto ai più.

14650592_1275344829163865_8526330908836499220_n

Prima domanda, forse un po’ prevedibile, ma necessaria. Perché presidiare in un piccolo centro come San Giorgio del Sannio?

Crediamo che si cominci sempre dal contesto in cui si vive, quando la realtà che viviamo tutti i giorni non ci piace è nostro diritto e dovere cambiarla. Ma per cambiare la realtà che ci circonda, sembrerà banale, abbiamo cominciato da noi stessi.

Questo tipo di attivismo riesce a sensibilizzare il pubblico? Avete riscontrato risultati, anche in altre occasioni?

I risultati li abbiamo ottenuti con il tempo, inizialmente per la gente locale era uno shock vederci con cartelloni e volantini contenenti immagini di animali maltrattati. Credo che poi con il tempo si siano abituati un po’ alla nostra presenza. Abbiamo constatato che l’afflusso a questi spettacoli è diminuito notevolmente nelle nostre zone.

Esistono paesi che hanno particolari attenzioni per questa questione?

In 16 stati europei è vietato o parzialmente vietato l’attendamento di circhi con animali. In Italia molti Comuni o addirittura Regioni hanno emesso delle ordinanze restrittive contro questi tipi di circhi. Divieti parziali ci sono anche nel resto del mondo. Divieti totali o quasi li troviamo in Costa Rica, Australia, India, Israele, Messico.

In Italia il circo è sottoposto a controlli? Se sì, vengono rispettati?

La vigilanza sul trattamento degli animali e sulle loro condizioni di vita nei circhi compete a specifiche amministrazioni pubbliche ed alle amministrazioni locali (ASL e Comuni). Ne consegue che la risposta a questa domanda sia positiva, in teoria, ma nella pratica non possiamo dire con certezza che i controlli vengano rispettati. l’Italia finanzia con soldi pubblici i circhi con animali attraverso Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS). La legge del 1968 che consente il circo non è mai stata aggiornata per quanto concerne l’utilizzo degli animali.

Gli animali che si trovano nel circo non vengono presi dal loro habitat naturale, ma nascono e crescono all’interno di questo ambiente. E’ sempre così?

In Italia non esistono restrizioni quantitative o di specie all’ uso di animali nei circhi. Nel nostro paese non esiste un Registro Nazionale pubblico che evidenzi quanti animali sono detenuti nei circhi. La Lega Anti Vivisezione (LAV) ha stimato che attualmente ci sono circa 2000 animali detenuti in poco più di 100 circhi. Molti di essi sono specie in via di estinzione quali elefanti, tigri e leoni, ippopotami, rinoceronti e altri.

Al circo si rimprovera la presenza di animali o eventuali maltrattamenti? Tutti i circhi sono ritenuti colpevoli?

Entrambe. Nel 2015 la Federazione dei Veterinari Europei ha sottolineato come: “Questi animali hanno lo stesso patrimonio genetico dei loro simili che vivono in natura, e mantengono perciò gli stessi comportamenti istintivi e bisogni naturali”.Il maltrattamento è contestato perché nessun metodo di addestramento può garantire il benessere degli animali.

E’ nell’addestramento il problema? C’è differenza tra addestrare animali per la pet-therapy (delfini, cavalli ecc..) e addestrarli per il circo? 

Non sono solo i metodi d’addestramento, ma anche gli spostamenti e la prigionia in una gabbia. Molti animali però non hanno contatti con i propri simili e soffrono anche per questo.

La pet-theraphy dovrebbe svolgersi nel rispetto delle esigenze degli animali. Il rapporto uomo-animale deve essere però limitato a quelli da cortile, che sono abituati a stare con l’uomo, le cui specie sono evolute a stretto contatto con la nostra. Per quanto riguarda i delfini non dovrebbero essere sfruttati per la pet-theraphy .Sono animali che vivono in mare aperto e soffrono moltissimo la cattività.

Gli animali potrebbero essere inseriti nel loro luogo di appartenenza dopo esser cresciuti in cattività?

Se è vero che gli animali nati in cattività non sono più in grado di vivere in natura, la nostra proposta è la seguente: vietare anche in Italia l’uso di animali negli spettacoli e affidare gli esemplari attualmente detenuti dai circhi presso centri di recupero specializzati.

Il divieto tassativo della presenza di animali al circo è l’unica soluzione o esistono dei compromessi?

Non ci può essere compromesso con l’ingiustizia. Né uomo, né animale merita di essere ridotto in schiavitù. Per questo motivo l’unica arte circense che sosteniamo è quella che premia e mette in risalto le molteplici abilità umane.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...