Cultura & Intrattenimento, Scienze & Tecnologia

42 è davvero la risposta definitiva?

di Angelo Nardone

Vi siete mai chiesti, magari in un momento di noia, se la nostra vita o il nostro universo abbiano un senso? Oppure, entrando ancora più nel profondo, se sia possibile trovare una risposta a questa eventuale domanda? Beh, se anche così non fosse (cosa assai difficile, per il mio modesto avviso), state certi che ad una persona queste domande di certo non sono sfuggite. Tale persona è, naturalmente, Douglas Adams, che nel suo capolavoro “Guida galattica per autostoppisti” affrontava così il problema:

« Per sette milioni e mezzo di anni la nostra razza ha atteso questo grande e illuminante giorno! » urlò il cerimoniere. « Il Giorno della risposta! »
Grida di giubilo si alzarono dalla folla estatica.
« Mai più, » gridò l’uomo, « mai più ci alzeremo la mattina e ci chiederemo: chi sono? Qual è lo scopo della mia vita? Importa veramente da un punto di vista cosmico, se non mi alzo per andare a lavoro? Oggi conosceremo finalmente, una volta per tutte, la risposta chiara e semplice a questi piccoli ma assillanti problemi sulla vita, l’universo e tutto quanto! » […]
« Sei pronto a darci la risposta? » domandò Loonquawl.
« Sono pronto. […] Ma non credo, » disse Pensiero Profondo, « che vi piacerà. »
« Non importa! Dobbiamo saperlo! Ora! »
« Ora? »
« Ora. »
« 42. » disse Pensiero Profondo con immensa maestà e calma.
Passò un lungo tempo prima che qualcuno parlasse. […]
« 42! Questo è tutto ciò che sai dire, dopo un lavoro di sette milioni e mezzo di anni? »
« È stato un calcolo difficile, ma ho controllato molto accuratamente, » disse il computer, « e questa è sicuramente la risposta. »

La risposta “42” data da Douglas è diventata così popolare nei paesi anglosassoni, che se uno digita “Answer to the ultimate question of life, the universe and everything” sui motori di ricerca Google, appare la calcolatrice con il numero scritto. La domanda da porsi ora è: c’è un motivo per la scelta di questo numero? Quarantadue è veramente la risposta definitiva?
In effetti per chi ama la matematica come me, il 42 di certo non è un numero come un altro. Per fare un esempio stupido, il numero in rappresentazione binaria si scrive 101010, ed è particolarmente simmetrico.

Inoltre, come ogni cosa divenuta minimamente virale, i complottisti più accaniti hanno ricercato le cause di questa scelta nelle cose più assurde, tra cui soprattutto le connessioni che collegano il 42 e le religioni antiche. In Egitto, ad esempio, il giudizio dei morti presieduto da Osiride aveva un collegio giudicante di 42 dei, in rappresentanza delle 42 provincie egiziane. Ognuno di loro interrogava il defunto riguardo a uno dei 42 capi d’accusa elencati nel Libro dei Morti, e riguardanti i 42 principi di Ma’at. Solo 42 punti pieni permettevano di passare il giudizio ed essere ammessi nel regno della luce. Anche gli Ebrei si ispirarono al Libro dei Morti per la formulazione dei loro comandamenti, riducendone però il numero da 42 a 10. Infine il 42 attraverso alcuni filtraggi è entrato a far parte anche della cultura cristiana. Ad esempio, nei 42 ascendenti enumerati nella genealogia di Gesù o nei 42 mesi del dominio della Bestia previsti dall’Apocalisse.

Ma tutte queste fantasiose teorie sono veramente il motivo per cui Douglas ha scelto 42 come risposta? Per il dispiacere degli amanti del mistero, purtroppo non è così, ed è lo stesso scrittore a spiegarlo nel 1993 nel suo Forum:

È molto semplice: era uno scherzo. Doveva essere un numero, preferibilmente piccolo, e ho scelto quello. Rappresentazioni binarie, base tredici, monaci tibetani: è tutto senza senso. Ero seduto alla scrivania, ho guardato nel giardino, e ho pensato: “42 può andar bene”. L’ho battuto sulla tastiera ed è finita lì.

Ora sarete certi quindi che 42 non sia la risposta alla vita, l’universo e tutto quanto, bensì solamente un grande scherzo di uno scrittore annoiato. Ed è qui che vi sbagliate! 42 è veramente la risposta giusta. La risposta a quanto fa 6×7, a quante macchine ci sono in un parcheggio e a qual è la chiave per la felicità. Com’è possibile che la risposta a tutto sia un semplice numero? Beh, come direbbe sempre il nostro amico Douglas: “Penso che il problema sia che voi non abbiate mai saputo veramente qual è la domanda.”. Se non si conosce a fondo la domanda ognuno potrà avere la risposta che più considera giusta. E la mia, naturalmente, è proprio 42.

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