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Il sesso non è una colpa, il maschilismo sì

di Silvia Martignetti

Fregartene della vita sessuale altrui quando la società che ti circonda ne è morbosamente ossessionata è, con tutta franchezza, un’esperienza spossante. Non mi interessa se e con chi le persone vadano a letto, in che rapporti siano, quante siano, di che genere siano. Non mi importa se a fare sesso siano la coppia di fidanzati storici, i due incontratisi quella sera in discoteca, la dominatrice e il suo sottomesso, gli anziani coniugi con cinque nipoti, qualcuno alle prese con un ménage à trois. Se proprio mi frega di qualcuno, lo confesso senza vergogna, è dei protagonisti della mia serie TV preferita. Cinque stagioni che quegli imbecilli negano a loro stessi che tra loro ci sia una colossale, mastodontica, ciclopica tensione sessuale irrisolta, signori miei. Cinque stagioni!

Da disinteressata quale sono, puntualmente mi stupisco del fatto che esista chi, invece, di come gli altri gestiscano il trasloco da un letto all’altro si preoccupi eccome – al punto da sfociare in un voyeurismo la cui veemenza mi lascia senza parole. Indovino, indovinello: su chi si abbatte principalmente questa curiosità patologica? Tu, laggiù, col cappello verde, hai detto donne e minoranze sessuali? Bravo, prendi un biscotto.

Gli ultimi fatti di cronaca mi han fatto gelare il sangue nelle vene. Uno stupro, un suicidio seguito a un video diffuso non consensualmente, un furto di fotografie erotiche finite su un gigante dei social network. E, puntualmente, la prima “se l’è andata a cercare”, la seconda è “una cagna debole di carattere”, la terza “una zoccoletta vanitosa”. Tre ragazze, due delle quali minorenni, subiscono un sopruso che colpisce una sfera intima come quella sessuale e la gente si indigna con loro. Perché? La risposta la conosco io, la conoscevano le vittime, la conoscevano i carnefici, la conosciamo tutti. La risposta è che la colpa è sempre di lei, lei che ha “provocato”, lei che aveva la scollatura e la minigonna, lei che era “movimentata”,  “vivace”, “ingenua”, lei che “avrebbe dovuto aspettarselo”. Intanto i ladri, i voltagabbana, gli stupratori passano in sordina. “Eh, ma si sa come sono gli uomini, non si sanno controllare”. Giusto?

No, sbagliato.

No, sbagliato, e il mio è un urlo che vorrei vi seppellisca tutti, scaraventandovi il peso delle vostre affermazioni sulle spalle come spade di Damocle. Donne, uomini, non siamo animali ma persone morali e giuridiche che scelgono di commettere un crimine, rubare fotografie, violare la privacy, violentare una minorenne crogiolandosi nella consapevolezza che sarà la vittima a essere ritenuta responsabile.

Sta a noi capire che una donna ingenua, una donna seducente, una donna che seduce, una donna che gode non merita il pubblico ludibrio perché una donna ingenua, una donna seducente, una donna che seduce, una donna che gode non ha alcuna colpa. Un uomo che approfitta di una cultura maschilista e patriarcale per godere dell’ebbrezza di prendersela coi più deboli, invece, sì.

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