Scienze & Tecnologia

Juno, la sonda ha raggiunto l’orbita di Giove dopo cinque anni di viaggio

di Silvia Martignetti

Juno è arrivata a destinazione. La conferma è giunta alle 5,33 del mattino (ora italiana) al centro di controllo della NASA: la sonda è ufficialmente nell’orbita di Giove, il gigante gassoso del sistema solare. Alimentata dai suoi tre grandi pannelli solari, Juno ha viaggiato per cinque anni sin da quando un Atlas V non l’aveva lanciata nello spazio dalla base del Kennedy Space Center, in Florida.

A Pasadena, al Centro Nasa Jet Propulsion Laboratory, è festa: è lì che ha sede il team che ha gestito tutte le operazioni. Gioia anche da parte della squadra internazionale che si è occupata degli undici apparati scientifici a bordo della sonda, due dei quali di matrice italiana. La manovra era particolarmente delicata: era necessario che la sonda fosse guidata dal personale sulla Terra accendendo i motori e mantenendoli attivi per poco meno di quaranta minuti. Una manovra sbagliata rischiava di far mancare l’orbita alla sonda, fallendo clamorosamente la missione.

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Quasi trecentoventi volte più grande della Terra, Giove ha avuto una profonda influenza sull’evoluzione del nostro sistema solare, ma la sua origine e la sua evoluzione nascondono ancora oggi molti misteri. Per Juno iniziano ora venti mesi di esperimenti durante i quali tenterà di penetrare le spesse nubi del pianeta, mapparne il campo magnetico, indagare la composizione del suo nucleo, andare alla ricerca di acqua per datarne la formazione.

L’indagine degli strati inferiori dell’atmosfera gioviana sarà affidato allo spettrometro Jiram, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana, realizzato da Leonardo-Finmeccanica e operato sotto la responsabilità scientifica dell’Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziale dell’Inaf; di origine italiana anche KaT (Ka-Band Translator), strumento di radioscienza realizzato dall’Università La Sapienza di Roma e realizzato da Thales Alenia Space Italia, e Autonomous Star Tracker, un sensore d’assetto realizzato anch’esso da Leonardo-Finmeccanica che permetterà a Juno di mantenere la traiettoria corretta.

“Juno è una missione storica che vede ancora una volta NASA e ASI insieme alla ricerca di informazioni fondamentali per spiegare le origini del sistema solare,” afferma Roberto Battiston, Presidente dell’ASI. “Lo studio di Giove è anche una grande sfida scientifica e tecnologica a cui l’Italia partecipa con due strumenti all’avanguardia grazie a INAF e a industrie come Leonardo-Finmeccanica e Thales Alenia Space. Questa missione dimostra come la comunità scientifica italiana giochi un ruolo di primissima importanza, inoltre la partnership storica con la NASA si è dimostrata una cruciale opportunità di crescita sia delle aziende che dei ricercatori italiani. Lavorare fianco a fianco con l’agenzia spaziale numero uno al mondo ha permesso un salto di qualità immenso per il sistema paese”.

L’ultimo veicolo terreste a vedere Giove da vicino era stata la sonda New Horizons nel 2007, salita alla ribalta per essere stato il primo oggetto costruito dall’uomo a raggiungere Plutone. Juno e New Horizons appartengono entrambe alla famiglia di missioni esplorative NASA del programma New Frontiers.

Fonti

La sonda Juno ha raggiunto Giove

Sonda spaziale Juno, è entrata nell’orbita di Giove

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