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Il gigante buono del cinema ci lascia a ottantasei anni: addio a Bud Spencer

la Redazione

Ci lascia ad ottantasei anni Carlo Pedersoli, meglio noto al grande pubblico come Bud Spencer. Napoletano di nascita, classe 1929, dichiarò in un’intervista: “Cosa ricordo di Napoli? Le bombe. Sa, c’era un po’ di guerra…. ero cresciutello e me la ricordo bene”. La famiglia si trasferì a Roma negli anni Quaranta, dove il giovane Carlo entrò in un club di nuoto. Trascorsa il resto della decade in Sudamerica, fra il Brasile e l’Argentina, al rientro in Italia venne tesserato dalla società sportiva Lazio Nuoto. Specializzatosi nello stile libero e nelle staffette miste, partecipò a un gran numero di campionati che, nel 1950, lo videro infrangere la barriera del minuto netto, per l’esattezza 59”5.

Nel 1952, alla rinuncia definitiva all’università corrisposero il debutto cinematografico con “Quo Vadis?” e la partecipazione alle Olimpiadi di Helsinki. Dopo un breve soggiorno a a Yale, restò in Sudamerica fino al 1960, lavorando alle dipendenze di un’impresa dedita alla costruzione della strada di collegamento fra Panama e Buenos Aires prima e dell’Alfa Romeo di Caracas poi. L’anno della partecipazione alle Olimpiadi di Roma è anche quello del matrimonio con la compagna di vita Maria, dal quale nasceranno i figli Giuseppe, Christiana e Diamante.

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L’anno della svolta è il 1967: sul set di “Dio perdona… io no!”, al fianco di Mario Girotti, i due seguono il consiglio di recitare sotto pseudonimo: nascono così Bud Spencer e Terence Hill, coppia cinematografica che entrerà nel cuore del pubblico e che reciterà assieme in ben sedici film. Non mancarono film di altro tenore, come “Quattro mosche di velluto grigio” di Dario Argento (1971) e il film denuncia “Torino nera” diretto da Carlo Lizzani (1972). Successo anche come solista, con la tetralogia dedicata al personaggio di Piedone. Se in televisione Terence Hill prenderà i panni di Don Matteo, Bud Spencer conquisterà il pubblico con alcune serie, da “Big Man” (1988) a “Detective extralarge” (1991-1993).

“Sono sconvolto. Ho perso il mio amico più caro. Quello che facevamo nei nostri film sono cose che non si possono ripetere e se facessimo qualcosa di diverso, non saremmo più noi. Siamo l’unica coppia a non aver mai litigato. Tra noi non c’era invidia e insieme ci divertivamo anche tanto. Ci capivamo al volo, con uno sguardo ci siamo capiti”, ha dichiarato lo stesso Terence Hill all’apprendere la notizia. Parole di cordoglio anche dall’amico Lino Banfi e dal mondo dello sport, tra cui l’ex-ciclista Ivan Basso e il difensore della nazionale Leonardo Bonucci.

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“Quando il Padreterno mi chiamerà, voglio andare a vedere che cosa succede. Perché se non succede niente, m’incazzo. M’hai fatto alzare ogni mattina per ottantasette anni per non andare, alla fine, da nessuna parte? Io, di fronte a tante cose enormi che non comprendiamo, mi posso attaccare solo a lui. E sperare che quando mi chiamerà, mi si chiarirà tutto. Perché oggi, mi dia retta, non si capisce proprio più niente”.

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