Sport

L’ultimo morso del Mamba

di Vincenzo Marchitto

Utah Jazz – Los Angeles Lakers non è semplicemente l’ultima partita di regular season.

Sono stanco. Sono le otto di mattina e non mi sono appena svegliato per andare a lavorare. Ho passato tutta la notte sveglio davanti al computer perché sono un masochista. Il mio idolo, il mio giocatore preferito sta giocando i suoi ultimi quarantotto minuti. Mai avrei immaginato questo momento, è sicuramente uno dei giorni più tristi della mia vita. Kobe Bryant si ritira. Sono abituato a reggere le emozioni che il magico mondo del basket americano mi regala da una decina di anni ormai, ma stavolta no. Quello che è accaduto stanotte va oltre ogni mia immaginazione. Non credo a quello che ho visto, non è reale, non posso pensare che un essere umano possa fare quello che ha fatto lui a trentasette anni. Non puoi segnarne sessanta sotto gli occhi del mondo intero, dai ma scherziamo. Indescrivibile, assurdo quello che è successo stanotte allo Staples. Questo alieno ha avuto il coraggio di segnarne sessanta e di ribaltare una partita persa. Sessanta. Ci rendiamo conto?

– Kobe Bryant è il più vecchio giocatore a segnare cinquanta punti dal 2001 (Michael Jordan). È il più vecchio giocatore a segnarne sessanta, in assoluto, mai nessuno come lui.

Una partita giocata quasi come a voler spiegare per l’ennesima volta che comanda lui, anche a trentasette anni, “no mercy”, non ce n’è per nessuno. Kobe è probabilmente, insieme a Michael, il giocatore più decisivo che abbia mai messo piede su un campo da basket. Un professionista incredibile con l’ossessione di essere il migliore, di “uccidere” i suoi rivali psicologicamente e in campo. The Black Mamba (dal soprannome di uno dei serpenti più letali del mondo), uno degli sportivi più prolifici e vincenti di sempre, stanotte ha dato il suo ultimo morso. Con la stessa forza e la stessa dedizione per il gioco del primo giorno.

I malcapitati Utah Jazz, che lottavano per un posto ai Playoff, nulla hanno potuto. Ma dico io, ma pensavate davvero di venire a Los Angeles e andarvene con una vittoria in più nell’ultima partita di Kobe Bryant? Gli stessi Jazz lo eliminarono nella sua prima serie Playoff (4-1) nel 96’, e in finale di conference l’anno successivo con un umiliante 4-0. Ultima partita in carriera + dente avvelenato = tornatevene a casa che è meglio.

È finita davvero, grazie per tutte le emozioni che mi hai fatto provare, tutte le notti in bianco a piangere per una vittoria o per una sconfitta. Mi hai insegnato a non mollare mai, a credere in me stesso, a mordere la vita anche nei momenti di difficoltà. Grazie.

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“Se mi dovessi vedere combattere con un orso, faresti meglio a pregare per l’orso.” – Kobe Bean Bryant

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