Attualità & Territorio

Sette anni dopo, L’Aquila si ferma a ricordare

la Redazione

Trecentonove rintocchi risuonano in piazza Duomo, tanti quante le persone che, il 6 aprile di sette anni fa, rimasero vittime del terremoto che distrusse L’Aquila e il circondario. I familiari e gli abitanti della città sfilano in un corteo silenzioso, sostando di fronte ai luoghi della tragedia: la casa dello studente, via Campo di Fossa, via Belvedere.

Sono passati sette anni, ma L’Aquila ancora non ha ricevuto giustizia. “Domani un corriere nazionale consegnerà all’ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, una petizione con tremila firme affinché rinunci alla prescrizione nel processo Grandi Rischi bis”, dichiara Vincenzo Vittorini, portavoce di una delle associazioni dei familiari delle vittime del terremoto. “Bertolaso ha più volte espresso la volontà di rinunciare alla prescrizione: noi vogliamo che lo faccia proprio domani e non, come ha ribadito lui, a ottobre. In questo modo dimostrerà che la sua non è solo un’operazione mediatica”.

Ma il corteo, sebbene esprima con forza la sete di giustizia dei manifestanti, è anche un momento di profondo cordoglio per le vittime. Molte le lacrime e la commozione, tanti gli abbracci e i gesti di solidarietà ai parenti di chi non c’è più. E, soprattutto, a rombare il silenzio che li accompagna.

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