Costume & Società

Birubala Rabha, la donna che in India combatte la caccia alle streghe

di Silvia Martignetti

Circa duemila persone sono state uccise negli ultimi quindici anni nel nordest dell’India. L’accusa? Stregoneria. Tra le vittime la maggioranza è composta da donne, incolpate dagli abitanti dei panorami rurali indiani di essere responsabili del cattivo raccolto, della comparsa di malattie, persino della morte di un altro individuo. Dietro le accuse spesso si nasconde la volontà di privare le “streghe” dei loro terreni: non è raro che le denunce partano proprio dalle spire della famiglia, determinata a strappare eredità e possedimenti dalle mani delle loro più prospere parenti.

birubala-rabha_e6adfd07-4257-11e5-a8da-005056b4648eMa Birubala Rabha non ci sta. La donna è nata sessantatré anni fa nel villaggio di Thakurbhila, nel profondo del distretto di Goalpara, stato federale di Assam. Nel villaggio dal quale proviene non è consuetudine ottenere un’educazione scolastica; la stessa Rabha sa a malapena scrivere. E, ben trent’anni fa, fu accusata di aver lanciato un maleficio sul marito che lo avrebbe portato a morire di cancro. Da allora è iniziata la sua personale battaglia contro l’indiscriminata caccia alle streghe che appesta le campagne del nordest indiano.

Rabha opera assieme a una squadra assemblata nel corso degli anni, riuscendo a salvare la vita a più di cinquanta donne. “Quando ho cominciato a battermi contro la caccia alle streghe,” racconta Rabha, “gli abitanti dei villaggi hanno cercato di picchiarmi e uccidermi. All’inizio la polizia non ci aiutava e non avevamo un sostegno legale. Abbiamo dovuto lavorare duramente.” La sua attività non è passata inosservata, tant’è che nell’aprile del 2015 l’Università di Gauhati le ha conferito una laurea ad honorem, riconoscendo il lavoro e l’efficenza della sua campagna contro la caccia alle streghe.

ImmagineMa la grande vittoria di Rabha è giunta lo scorso agosto: i centoventisei membri dell’Assemblea di Assam ha approvato l’Atto di Prevenzione e Protezione dalla Caccia alle Streghe, una legge mirata a combattere il fenomeno. “Abbiamo perso molte vite innocenti unicamente perché il sistema sanitario e l’educazione scolastica non hanno ancora raggiunto i villaggi di aree remote,” conclude Rabha, “dove gran parte delle vittime appartiene a comunità tribali.” La legge costituisce il primo passo per opporre resistenza a una superstizione fortemente radicata  sul territorio indiano, ove credenze popolari e sciamanesimo hanno diritto di vita e di morte sugli abitanti dei villaggi.

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