Costume & Società

Alda Merini, nasceva ottantacinque anni fa la poetessa dei Navigli

la Redazione

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

Una delle poetesse italiane più amate, Alda Giuseppina Angela Merini nasce il giorno dell’equinozio di primavera esattamente ottantacinque anni fa. La sua famiglia, di modeste condizioni economiche, è composta dal padre Nemo, assicuratore, e la madre Emilia, casalinga. Merini, bambina sensibile, malinconica, solitaria e poco compresa dai genitori, manifesta precocemente il suo talento poetico nonostante la fallita ammissione al liceo Manzoni di Milano: esordisce a quindici anni grazie al critico letterario e poeta Giacinto SpagnolettiRisalgono a quegli anni i primi contatti con i più importanti poeti e scrittori dell’epoca, come Eugenio Montale e Salvatore Quasimodo. Nel 1953 sposa Ettore Carniti, proprietario di alcune panetterie milanesi, a cui poco dopo segue la nascita della figlia Emanuale. La sua attività letteraria continua con la pubblicazione di “La pazza della porta accanto”.

incontri1Ma è nel 1962 che inizia un periodo cruciale nella vita di Alda Merini, di un peso talmente grave da condizionare il resto della sua esistenza: il decennale ricovero in ospedale a causa di quello che, oggi, sarebbe stato probabilmente diagnosticato come un disturbo bipolare. Ai ricoveri Merini alternava il tempo trascorso in famiglia: ha altre tre figlie, Flavia, Barbara e Simona. Dai suoi ricoveri nasce la raccolta di poesie “La Terra Santa”, ad oggi considerato da molti critici e studiosi come il suo più importante lavoro letterario. Negli anni Settanta fu invece accolto con grande scetticismo, tant’è che i principali editori italiani rifiutarono di pubblicarlo.

Rimasta vedova negli anni Ottanta, per Merini è tempo di trasferirsi a Taranto, dove inizia a frequentare il poeta Michele Perri. I due si sposarono nel 1983 e Perri, ex medico, si prese cura della salute della moglie. Tornata a Milano nel 1986, dopo un altro difficile ricovero all’ospedale psichiatrico di Taranto, Merini pubblica l’opera in prosa “L’altra verità. Diario di una diversa”. In quel periodo sarà cliente abituale del Chimera, un caffè-libreria di Milano poco distante dalla sua casa sui Navigli. La produzione di poesie e scritti si intensificò, sfociando nel 1992 nel Premio Librex Montale per la Poesia. I suoi migliori “minitesti”, brevi aforismi per esprimere un pensiero o sensazione, furono pubblicati nel libro “Aforismi e magie”, con illustrazioni di Alberto Casiraghi, poeta e disegnatore amico di Merini.

alda-meriniNel 2004, in condizioni economiche precarie, Merini fu ricoverata per alcuni problemi di salute, ricevendo una enorme quantità di messaggi di solidarietà da scrittori, poeti e da appassionati pronti a fornirle anche un sostegno pecuniario. Cinque anni dopo, il 1 novembre 2009, Alda Merini morì a causa di un tumore osseo. Vicino all’ingresso della sua casa sui Navigli dal 2010 c’è una targa che la ricorda: “Ad Alda Merini, nell’intimità dei misteri del mondo”.

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