Scienze & Tecnologia

Lanciata Exomars, missione in cerca di vita su Marte

di Francesco Ucci

Questa mattina è stata lanciata la prima parte della missione ExoMars dalla base spaziale di Baikonur, in Kazakhstan. La missione è stata organizzata dall’European Space Agency (ESA) e dalla Roscosmos, l’agenzia spaziale russa.

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ANSA ©

La missione si compone di due fasi. La prima, quella partita stamane alle 10:31, consiste nel trasportare in orbita marziana la sonda TGO (Trace Gas Orbiter) dove rimarrà per i prossimi 7 anni alla ricerca di gas atmosferici e il lander EDM (Entry, Decrescent and Landing Demonstrator), un veicolo che atterrerà sulla superficie di Marte, dimostrando che anche l’Europa è in grado di arrivare sul pianeta rosso. La durata del viaggio sarà di circa 7 mesi e nuove notizie sono attese in serata, quando un primo modulo si staccherà dal Proton-M, il razzo che trasporta i due dispositivi. L’arrivo in orbita è previsto per il 16 ottobre.
La seconda fase della missione sarà lanciata nel 2018 e consisterà nel trasportare e far atterrare un altro rover sulla superficie dotato di un trapano di due metri per trivellare il suolo marziano in cerca di biomolecole.

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Il costo della missione si aggira sugli 1,3 miliardi di dollari ed il 32% della somma, 350 milioni di dollari, sono stati spesi dall’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana.  Lo scopo principale della missione è quello di ricercare tracce di vita microbica presente e passata sul pianeta e cercare di capire come si è sviluppata la vita nel nostro Sistema solare. Il ruolo dell’Italia nella missione è di centrale importanza:  l’Aerospace logistics technology engineering company (Altec) di Torino si occupa della sorveglianza della missione, la Thalas-Finmeccanica si è occupata della produzione di alcune parti del rover, alcuni strumenti scientifici sono stati realizzati grazie agli scienziati dell’ASI, dell’Istituto nazionale di fisica nucleare e  dell’Istituto nazionale di astrofisica. Infine l’osservatorio spaziale italiano in Kenya si occuperà della ricezione delle prime notizie della missione. Gli scienziati europei per la prima volta potranno studiare Marte direttamente dal suo suolo e sottosuolo, e non più dall’alto.

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