Cucina

Pensate a mangiare

di Peppe Imbriani


L’era attuale della ristorazione è in continuo cambiamento. Purtroppo non tutti gli addetti ai lavori ristorativi e gastronomici sono disposti ad accettarli: significherebbe confrontarsi ed aprirsi a nuove scoperte, mentalità e filosofie che in moltissime realtà mancano del tutto. Sono i vecchi padroni, lavoratori infaticabili che hanno costruito il loro piccolo castello e non vogliono trasformarlo in una metropoli. Spesso le persone che non vogliono perdere ciò che hanno rimangono ostili ai cambiamenti e all’apertura, non rischiano, tirano a campà: un tipo di atteggiamento che non aiuta il mondo della ristorazione.

Tuttavia l’errore non è solo di chi ci lavora direttamente, ma anche di una clientela che pensa solo a recensire piuttosto che mangiare (pur non sapendo nulla di gastronomia), inghiottita dai programmi televisivi. La curiosità e lo studio per il cibo è cosa buona e giusta, e negli ultimi anni questa voglia di conoscere ha migliorato molto tutte le strutture alberghiere, tuttavia non bisogna mai andare in un locale solo per il gusto di definirlo gourmet oppure osteria, solo per scrivere una piccola recensione su TripAdvisor.

“Più trippa, meno Tripadvisor!”

Le stelle e tutti i premi attribuiti dalle guide più famose non hanno più valore; i giornalisti vengono pagati per raccontare favole e premiare tantissimi chef e locali senza merito che avrebbero bisogno di un bagno di umiltà. Sono in tanti a pagare pur di avere in cambio una targhetta con scritto sopra “Vincitore del Miglior Ristorante”.

La stagionalità non esiste, si spreca, non si ottimizzano i costi, il locale non può permettersi di pagare i dipendenti. La materia prima è un optional: sono pochi i locali che si distinguono per materia prima di qualità, a chilometri zero, rispettando contemporaneamente anche la stagionalità.

I blogger non distinguono un polipo da un polpo e la gente non capisce che tutti i programmi televisivi ( “Masterchef”, “Hell’s Kitchen” e quant’altro) non ti mostrano realmente quello che succede in un vero ristorante.

Quindi, come ho scritto nel titolo, pensate a mangiare e non a recensire pensando di trovarvi in un programma TV. Perché il cibo, oltre a essere un fabbisogno fisiologico, è anche uno stimolo e un piacere a scoprire, godere e gustare veramente.

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1 thought on “Pensate a mangiare”

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