Costume & Società

Giornata Internazionale della Donna. Storie femminili di diritti, conquiste e progresso

la Redazione

Erroneamente nota come Festa della Donna, la Giornata Internazionale della Donna fu istituita in ricordo delle conquiste sociali ottenute dai movimenti femministi nel corso dell’ultimo secolo, frutto di proteste, battaglie, marce in nome della parità di genere. La versione secondo la quale l’8 marzo commemorerebbe la morte di centoventinove operaie della fabbrica tessile “Cotton” è un falso storico ispirato da un incendio realmente avvenuto il 25 marzo 1911, nel quale perirono centoquaranta persone, soprattutto donne immigrate italiane ed est-europee. Ma se all’origine della Giornata Internazionale della Donna non c’è un evento drammatico, dunque, com’è nata?

386px-Frauentag_1914_Heraus_mit_dem_FrauenwahlrechtLa prima manifestazione a favore dei diritti delle donne e, in particolare, al diritto al voto fu organizzata dal Partito Socialista americano il 28 febbraio 1909, una ricorrenza che si diffuse e venne ufficialmente istituita in tutti gli Stati Uniti nel 1920. Intanto in Europa, nel corso della Seconda Conferenza Internazionale delle Donne a Copenhagen, si propose di istituire una giornata ufficiale per celebrare i progressi dei movimenti suffragisti, ma non si giunse a un accordo su una data condivisa. Seguì una mobilitazione di massa di oltre un milione di donne in Svizzera, Danimarca, Impero austroungarico e Impero tedesco il 19 marzo 1911; bisognerà attendere l’8 marzo 1914 affinché la data delle manifestazioni coincidesse con quella osservata ancora oggi. 

Interrotta ogni attività durante la Prima Guerra Mondiale, furono le donne russe a consacrare definitivamente l’8 marzo, scendendo in piazza a rivendicare la fine della guerra e di fatto dando inizio alla Rivoluzione di Febbraio. Per questa ragione la data rimase per anni associata al comunismo: il 14 giugno 1921, infatti, la Seconda Conferenza Internazionale delle Donne Comuniste fissò l’8 marzo come “Giornata Internazionale dell’Operaia”. La giornata, tuttavia, perse gran parte la sua connotazione fortemente politica dopo la Seconda Guerra Mondiale ed il successivo isolamento politico della Russia, che in occidente contribuirono alla perdita della memoria storica delle origini della manifestazione.

Ciò non avvenne in Italia, ove la Giornata Internazionale della Donna ebbe luogo per la prima volta su iniziativa dell’UDI, Unione Donne in Italia, l’8 marzo 1945, l’anno dell’ambita estensione del suffragio alle donne italiane. L’anno dopo la mobilitazione, ormai divenuta nazionale, fu accompagnata dal simbolo a cui è associata ancora oggi, la mimosa, su suggerimento delle madri costituenti Rita Montagnana e Teresa Mattei e della parlamentare Teresa Noce. Ma la giornata non venne accolta calorosamente: nel corso dei primi anni cinquanta regalare una mimosa era considerato un gesto “atto a turbare l’ordine pubblico”. Sebbene nel 1959 le senatrici Luisa Balboni, Giuseppina Palumbo e Giuliana Nenni avessero presentato una proposta di legge per rendere la Giornata della Donna festa nazionale, l’iniziativa fallì.

Manifestazione_femminista_in_Italia_del_1977

Tra il 1962 e il 1963 si ottennero l’abrogazione della norma che permettevano il licenziamento in caso di matrimonio, l’accesso a tutti le professioni e l’abolizione dello ius corrigendi (il diritto del marito di picchiare la moglie con lo scopo di “correggerla”), ma l’opinione pubblica nei riguardi della giornata non migliorava:  è celebre la manifestazione dell’8 marzo 1972, durante la quale un gruppo di donne, con cartelli che inneggiavano alla legalizzazione dell’aborto e alla liberazione omosessuale, fece circolare un volantino che chiedeva che non fossero “lo Stato e la Chiesa ma la donna ad avere il diritto di amministrare l’intero processo della maternità”. All’epoca l’evento venne ritenuto scandaloso, tant’è che le manifestanti furono caricate, manganellate e disperse senza alcun monito da un folto reparto di polizia.

Fu nel 1975, dichiarato “Anno internazionale delle donne”, che le Nazioni Unite invitarono tutti i paesi membri a celebrare la ricorrenza dell’8 marzo, istituzionalizzandola ufficialmente due anni dopo. Da allora la giornata godette man mano di  una ritrovata dignità, procedendo di pari passo con il progresso dell’emancipazione femminile: in Italia, nello stesso anno, la riforma del diritto di famiglia riconoscerà la piena parità tra i coniugi, mentre nel 1978 sarà approvata la legge 194 che legalizzerà l’aborto, nel 1981 saranno abrogati delitto d’onore e matrimonio riparatore e, infine, nel 1996 la violenza sessuale sarà considerata reato contro la persona piuttosto che contro la morale pubblica.

Sebbene al giorno d’oggi la Giornata Internazionale della Donna sia principalmente relegata a festività da trascorrere in compagnia delle amiche, è doveroso ricordare le figure alle quali dobbiamo decenni di progresso in materia di diritti civili, mentre chi è impegnato nell’attivismo riconferma ancora una volta il proprio impegno nei confronti degli obiettivi del terzo millennio (l’opposizione a stupro, violenza domestica e molestie sul posto di lavoro; l’inclusione delle donne di colore, transgender, di diverso orientamento sessuale o religioso; il dibattito sul ruolo di prostituzione e pornografia; il diritto al congedo parentale retribuito).

Fonti

Da dove viene la festa della donna

Giornata internazionale della donna

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