Attualità & Territorio

L’Italia torna in piazza il 5 marzo per le unioni civili

la Redazione

Sono cinquemila gli emendamenti che il Senato voterà sul ddl Cirinnà; emendamenti che spesso sfiorano il ridicolo o, addirittura, lo superano ampiamente, sfociando nel grottesco più paradossale e offensivo: tra le tante, la richiesta di identificare chi sia il “marito” e chi la “moglie” all’interno della coppia al momento di registrare l’unione civile.

È per questa ragione che la comunità LGBT+ e i suoi alleati saranno nuovamente in piazza per protestare nuovamente contro la mancata approvazione di un istituto che tuteli le coppie omosessuali, regolamenti le convivenze e riconosca il diritto a una piena genitorialità a quei bambini che crescono in nuclei con genitori dello stesso sesso. L’evento, denominato Unioni civili – Ora o mai più!, avrà luogo a Roma alle ore 15,00 nella giornata di sabato cinque marzo.

Il movimento LGBTI invita la società civile, laica e democratica a unirsi in una grande manifestazione a Roma sabato 5 marzo, per ribadire le istanze di uguaglianza oggi messe in gioco con toni inaccettabili nella discussione sulle unioni civili che sta avendo luogo a Palazzo Madama, dove dal 24 febbraio proseguirà il nostro presidio. Pretendiamo che le forze politiche in campo, partiti, senatori, senatrici, che sostengono questa legge, votino la proposta in discussione nella sua interezza.

Rispediamo al mittente qualunque scusa su regolamenti e procedure, perché è evidente che sia possibile un voto trasversale che coinvolga tutte le forze parlamentari in grado di condurre all’approvazione delle unioni civili, consapevoli che sono per noi solo una risposta parziale alle nostre rivendicazioni.

Ribadiamo ogni rifiuto di qualsiasi ipotesi di eliminazione della stepchild adoption e riteniamo disumano che un provvedimento che riguarda la tutela della parte più fragile della società, i bambini e le bambine, possa essere pretestuosamente strumentalizzato per ostacolare una legge attesa da oltre 30 anni da milioni di persone, coppie omosessuali, con e senza figli, coppie eterosessuali conviventi.

Non c’è più tempo: i diritti civili sono diritti umani ed esulano da qualsiasi logica di maggioranza e da qualsiasi sondaggio d’opinione. Sta adesso alle singole forze politiche e ai singoli parlamentari scegliere da che parte della storia schierarsi.

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