Scienze & Tecnologia

Cellule killer contro cancro e leucemia, nel team anche una ricercatrice sannita

di Silvia Martignetti

Si chiama Eliana Ruggiero, trentatreenne, originaria di San Lorenzello e diplomata al liceo scientifico di Telese Terme. E, da ieri, è co-autrice di uno studio rivoluzionario che potrebbe cambiare per sempre il mondo della guerra alla leucemia e al tumore.

Presentata assieme al collega Giacomo Oliveira, la terapia seleziona alcune cellule del sistema immunitario, le modifica geneticamente e le dota della capacità di riconoscere ed eliminare le cellule tumorali. “Ci siamo riusciti,” ha dichiarato Chiara Bonini, vicedirettore della Divisione di Immunologia, Trapianti e Malattie Infettive del San Raffaele, “e abbiamo individuato quali sono i linfociti con le maggiori probabilità di riuscire in questa impresa. Se vogliamo che la risposta perduri nel tempo occorre utilizzare cellule del sistema immunitario che abbiano le qualità per resistere. Nello studio abbiamo identificato i sottotipi con queste caratteristiche: sono le ‘memory stem T cells’ o staminali della memoria immunologica. La verifica è avvenuta attraverso un trial clinico di fase III che ha coinvolto dieci pazienti colpiti da leucemia acuta, già sottoposti a trapianto di midollo osseo da donatore, trattati con linfociti T modificati attraverso il ‘gene suicida’ Tk.”

La terapia avrebbe un funzionamento affine a quello di un vaccino: le cellule modificate impedirebbero al cancro e alla leucemia, infatti, di ripresentarsi in futuro. “I parametri immunologici, a distanza di anni da trapianto e terapia genica sono risultati uguali a quelli di persone sane e di pari età,” ha spiegato Oliveira. “Il passo successivo è stato identificare quali cellule del sistema immunitario resistessero maggiormente nel tempo, andando a verificare quali ritrovavamo dopo anni, fino a quattordici dopo il trattamento […] Attraverso una particolare tecnologia di editing genetico, usando cioè una ‘forbice molecolare’, andiamo prima a eliminare il Tcr proprio del linfocita. E una volta che lo abbiamo spogliato, mettiamo sul linfocita nudo il Tcr che vogliamo noi: un ‘Tcr anticancro’ che armi il soldato contro la malattia”.

Lo studio, presentato a Washington dai tre ricercatori in occasione dell’American Association for the Advancement of Science, è stato definito “rivoluzionario” da alcuni “veterani nella lotta anti-cancro” sulla prima pagina del Times e dai “risultati straordinari” dal Guardian.

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