Scienze & Tecnologia

Zika: cos’è e perché ci preoccupa?

di Domenico Maddaloni

Si stima intorno a maggio del 2015 l’arrivo del virus Zika nel continente sudamericano, e il 1 febbraio 2016, dopo solo 8 mesi, l’Organizzazione Mondiale per la Sanità (WHO) indice un’emergenza internazionale per la sanità pubblica. Si tratta di un virus isolato per la prima volta nella foresta Zika, in Uganda, ma che ha fatto parlare di sé praticamente solo dal suo arrivo in America Latina, per la velocissima diffusione. Non si hanno ancora molte informazioni precise su sintomi e diffusione del virus, ma le notizie più recenti non fanno ben sperare. Le preoccupazioni, poi, aumentano considerando che quest’estate proprio il Brasile, uno dei paesi fulcro dell’epidemia, ospiterà i Giochi Olimpici, un evento che attira da tutto il mondo un enorme numero di appassionati.

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Paesi del Sud America colpiti dall’epidemia di Zika (da La Repubblica)

Come si trasmette? 

Sappiamo sicuramente che il virus si diffonde attraverso le zanzare, in particolare alcune della famiglia delle Aedes, che fanno da vettore del virus, “trasportandolo” da un individuo malato a uno sano. Della famiglia delle Aedes, fa anche parte la famigerata ‘Zanzara Tigre’, e la notizia che anch’essa possa fungere da vettore per questo virus preoccupa non poco, data la sua estrema diffusione. Il caso di un infetto in Texas, però, sta facendo considerare anche la possibilità che si possa trasmettere anche per via sessuale.

Quali sono i sintomi? 

Il virus NON è letale: negli infetti il virus può causare febbre, congiuntivite e rush cutanei, anche se circa l’80% degli infetti non mostra particolari sintomi. E di questo siamo certi. Il vero dato preoccupante è l’incremento esorbitante dei casi di microcefalia in America Latina dall’inizio dell’epidemia. Si tratta di una malattia che colpisce i feti, facendoli nascere con un cranio più piccolo della norma e spesso con gravi danni cerebrali. Il numero di casi di microcefalia in Brasile, infatti, che prima del 2015 ammontava a circa 160 casi all’anno, è arrivato a ottobre del 2015 a più di 3500, come segnala la WHO, facendo pensare a una correlazione tra la malattia e l’epidemia di Zika. Seppure non ci siano ancora prove certe, proprio la WHO, che per l’emergenza ha convocato anche una commissione speciale, fa sapere di essere particolarmente propensa a pensare che ci sia un legame tra le due. E lo stesso per quanto riguarda la sindrome di Guillain-Barré, malattia che causa paralisi e che ha avuto una crescita straordinaria nel solo 2015.

C’è una cura? 

Non conoscendo ancora a fondo le malattie che questo virus può causare l’unica mossa che si può mettere in atto è una forte prevenzione. Il Brasile, ad esempio, ha intenzione di rifornire le donne incinte di repellente per zanzare, e, come spiega il quotidiano O Globo, ha addirittura mobilitato un “esercito” di 200 mila persone che andrà “casa per casa” per una disinfestazione massiva. Non esiste ancora alcun tipo di vaccino, e seppure un laboratorio indiano fa sapere di essere al lavoro per crearlo, sappiamo bene che ci vorranno anni e un’infinità di test prima che possa essere utilizzato negli ospedali.

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