Attualità & Territorio

Un milione in piazza per le unioni civili. E anche Benevento fa sentire la sua voce

La redazione

Non sono bastate le minacce del clima, i moniti del Papa, le infami scritte sul Pirellone a fermare ieri pomeriggio gli italiani affamati di diritti, scesi in piazza a manifestare affinché sia approvata la legge sulle unioni civili. Ma ricapitoliamo dal principio quanto sta accadendo.

I DIRITTI CIVILI IN EUROPA

Fu la Danimarca a fare da apripista nel lontano 1989, istituendo le unioni civili nel proprio ordinamento. I Paesi Bassi, invece, furono i primi ad approvare i matrimoni tra persone dello stesso sesso nel 2001, quindici anni fa. Ad oggi sono tredici gli stati europei ad aver riconosciuto il matrimonio (Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, Belgio, Spagna, Norvegia, Svezia, Portogallo, Islanda, Francia, Gran Bretagna, Lussemburgo e Irlanda), mentre le unioni civili sono riconosciute in nove paesi (Svizzera, Austria, Slovenia, Andorra, Repubblica Ceca, Germania, Grecia e Croazia). L’Italia è l’unica nazione dell’Europa occidentale a non prevedere alcun tipo di tutela, alla pari con Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Romania e Bulgaria.

IL DDL CIRINNÀ

max_5690e0ebc0408a7f4efa899d953910daIl ddl Cirinnà, nei prossimi giorni argomento di discussione del Parlamento, prevede il riconoscimento di quelle che dopo un aspro dibattito sono state definite “formazioni sociali specifiche” – una definizione che ha suscitato lamentele – ovvero quelle coppie omosessuali che, a tutt’oggi, convivono stabilmente nel nostro paese senza accesso ad alcun tipo di diritto. Sono incluse anche la regolamentazione delle convivenze e, norma che ha spaccato le forze politiche, la stepchild adoption (“adozione del figliastro”): presente nella legislazione italiana dal 1983 per le coppie sposate e dal 2007 estesa ai conviventi, essa permette al compagno del genitore biologico di adottarne il figlio – ovviamente soltanto se all’anagrafe risulta che il minore abbia un unico genitore e se il Tribunale dei Minori dà il via libera all’adozione.

L’ANNUNCIO DEL “FAMILY DAY” E LA SCRITTA SUL PIRELLONE

Nonostante siano stati numerosissimi gli emendamenti al ddl Cirinnà affinché esso risultasse appetibile alla maggioranza del Parlamento – specialmente a quella di ispirazione cattolica – non sono mancati gli attacchi e le polemiche. Gli organizzatori del  “Family Day”, una giornata che si prefiggerebbe l’obiettivo di “difendere la famiglia tradizionale”, hanno annunciato che il 30 gennaio sarebbero stati a Roma a protestare contro le unioni civili. Polemiche soprattutto in Lombardia, dove la regione ha annunciato che vi prenderà parte ufficialmente con tanto di gonfalone; nella notte del 22 gennaio il Pirellone è stato illuminato con la scritta “Family Day”, suscitando l’indignazione di migliaia di milanesi.

I FLASH-MOB “SVEGLIATI ITALIA”

073933804-098f2177-2081-4899-9821-0b053bf57759Ieri circa un milione di persone hanno affollato numerose piazze d’Italia per manifestare a favore del ddl Cirinnà. Roma, Firenze, Napoli, Palermo, Milano, Parma, Genova, Udine, Torino… i flash-mob “Svegliati Italia” si sono tenuti in cento piazze contemporaneamente, alcune addirittura fuori i confini italiani: hanno partecipato all’iniziativa anche otto ambasciate italiane situate sul territorio europeo e americano. I partecipanti aveva con loro delle sveglie, fatte suonare per simboleggiare il momento di “svegliarsi” e mettersi finalmente in pari con il resto d’Europa al fine di non restare il fanalino di coda dei diritti LGBT. Si sono contati circa un milione di partecipanti: presenti alcuni esponenti del mondo politico, sindacale, associazionistico, movimenti femministi, gruppi scout, famiglie… una folla trasversale e variegata unita dalla speranza di vedere l’Italia compiere un passo in avanti verso l’uguaglianza.

A BENEVENTO APPUNTAMENTO DI FRONTE ALLA PREFETTURA

A Benevento continua il percorso intrapreso dal WAND: dopo il Pride del 6 giugno e l’approvazione del registro delle unioni civili comunale il 10 dicembre scorso, gli attivisti si sono radunati di fronte alla prefettura assieme a un gran numero di persone per unirsi alle tante altre piazze italiane gremite di manifestanti. Presenti Amnesty International, l’Unione degli Studenti e rappresentanti della realtà sindacale associazionistica locale; nessuna traccia delle istituzioni. “Il Pride ha smosso le coscienze, ci ha dato modo di arrivare al registro delle unioni civili”, dichiarano gli attivisti, che hanno fatto risuonare sveglie e alzato al cielo cartelloni con il simbolo del cuore con l’uguale.

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