Costume & Società

Perché festeggiamo il Capodanno il primo gennaio?

la Redazione

Capodanno: il giorno che fa sentire tutti un po’ più vecchi, più grassi e più poveri allo stesso tempo. Eh, sì, perché sono ancora molte le persone che festeggiano la notte di Capodanno tra cenoni, partite a carte e infinite paturnie sul tempo che passa. Ma invece di chiedervi come festeggiare il jCapodanno, vi siete mai chiesti perché si festeggi il Capodanno proprio il primo gennaio?

Per trovare la risposta dobbiamo tornare indietro nel tempo di molti secoli e, nello specifico, al 46 a. C., anno in cui Giulio Cesare promulgò il calendario giuliano. Il primo mese, gennaio, era dedicato alla divinità Giano (Ianus), un dio bifronte che segnava simbolicamente il passaggio dall’anno precedente a quello successivo. Il nome del mese era anche un riferimento al termine ianua, in latino “porta”, anch’essa un simbolo di passaggio al nuovo anno.

In tutta Europa permase, tuttavia, un’ampia discrepanza su quando tenere i festeggiamenti per l’anno nuovo. Il divario andò allargandosi sino a toccare il suo picco nel Medioevo: a partire dal XII in Inghilterra e Irlanda, così come a Pisa e Firenze, l’anno nuovo iniziava il 25 marzo, mentre in Spagna il Capodanno cadeva assieme al Natale. Fino al 1564 i francesi celebrarono il primo giorno dell’anno in occasione della Pasqua, nella Repubblica Veneziana si teneva il primo marzo e, infine, seguivano lo stile calendario-gregoriano-1852bizantino festeggiandolo il primo settembre le regioni Puglia, Calabria e Sardegna.

Nonostante nel 1582 fosse stato promulgato il calendario gregoriano dal pontefice Gregorio XIII, fu il suo successore, Innocenzo XII, a emendarlo definitivamente, stabilendo senza se e senza ma che l’anno nuovo cominciasse con il primo gennaio. Con la diffusione capillare del calendario gregoriano in tutta l’Europa occidentale, il Capodanno fu universalmente associato alla data che conosciamo e in occasione della quale festeggiamo ancora oggi.

Infine, qualche curiosità: nell’era moderna e contemporanea numerosi governi tentarono di modificare la data del Capodanno. Un esempio famoso è quello avvenuto in Francia dopo l’istituzione della Prima Repubblica. Con l’entrata in vigore del calendario rivoluzionario, l’inizio dell’anno fu posto in corrispondenza dell’equinozio di autunno, data variabile tra il 22 e il 24 settembre. In Italia fu il regime fascista a spostare il Capodanno al 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma; il calendario fascista fu ripreso dalla Repubblica di Salò e abbandonato definitivamente con la caduta della dittatura il 25 aprile 1945.

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