Attualità & Territorio

A Benevento l’amore conta: approvato il Registro Comunale delle Unioni Civili

la Redazione

11375950_426077090905002_1794606317_n È mezzogiorno di un dieci dicembre qualunque, di come ce ne sono stati tanti nel corso degli anni. I passanti si affrettano ad aprire gli ombrelli per evitare gli scrosci piovosi del tempo ballerino, le coppie si rifugiano al chiuso di fronte a una tazza di tè fumante, qualche randagio solitario scompare in un vicolo di cui non si intravede la fine. Insomma, un giorno qualunque di un dicembre qualunque di un anno qualunque. Nel resto d’Italia, almeno. Perché a Benevento, in quel dieci dicembre che nulla di strano sembrava paventare, è accaduto qualcosa di indimenticabile, qualcosa che ha fatto la storia della città e che resterà negli annali per, chissà, forse lustri, forse decenni.

A Benevento, a mezzogiorno di quel dieci dicembre qualunque di un anno qualunque, sta per riunirsi in assise il consiglio comunale. Ordini del giorno? Circa quattro, ma ne spicca uno in particolare: il dibattito riguardo l’approvazione dell’istituzione di un registro comunale delle unioni civili a Benevento. Sì, proprio quella Benevento sannita, romana, longobarda, poi papalina. Proprio quella Benevento dalla quale i giovani fuggono da anni alla ricerca di un futuro, una vita, una possibilità che le terre del Sannio negano. Proprio quella Benevento che, questo stesso anno, ha ospitato con gran sorpresa di tutti il Benevento Campania Pride, una marcia colorata che ha attraversato la città in un tripudio di colore e vivacità per rivendicare i diritti di una minoranza che è rimasta muta tra la folla per tanto, troppo tempo.

10472632_862589643833910_9159290206746018516_nI membri del WAND – Collettivo LGBTQIA Benevento sanno che questa potrebbe essere una data da ricordare. Hanno lavorato a lungo per contattare, mediare, comunicare con le istituzioni cittadine, instancabili nella loro grinta di ventenni affamati di diritti. Quel mattino là, a Palazzo Mosti, ci sono anche loro, gli occhi pieni di speranza e il cuore che batte a mille. Oggi il sogno che quattro anni fa, quando il collettivo è nato, era soltanto un’utopia potrebbe finalmente diventare realtà. Ma è lecito sperare quando le probabilità di restare delusi sono così alte? È possibile credere nell’uguaglianza e nei sogni quando vivi in uno stato che ti delude, ti squalifica, ti isola, ti abbandona fino a costringerti a emigrare?

Le ore trascorrono normalmente, ma il tempo sembra non passare mai. La discussione sulle unioni civili inizia alle 15,35 dopo un intervento del sindaco Pepe, che invita i partecipanti a non abbandonarsi a contrapposizioni religiose ma di focalizzarsi sui caratteri civili. “Benevento deve lanciare un messaggio nazionale al Parlamento,” dice. Si cita il ‪Pride‬, si cita l’incontro organizzato dal WAND con la sen. ‪Monica Cirinnà‬,  “manifestazioni che formano le coscienze”. Pepe conclude dicendo che ascolterà con grande attenzione chi la pensa diversamente, e via, il dibattito parte, le parole volano, la speranza pure mentre i battiti somigliano sempre più al tam tam di un tamburo.

12346544_949020558524151_1186626807358781065_nSono tre le ore che i presenti attendono affinché il consiglio giunga finalmente al voto. Il risultato stupisce tutti, soprattutto i beneventani, che autoattribuiscono alla loro città l’epiteto di retrograda che, chi lo sa, forse merita solo fino a un certo punto. Dei consiglieri presenti, soltanto sei si sono detti contrari; tredici su diciotto sono favorevoli all’istituzione del registro, la mozione è passata, il registro si farà! Il WAND esulta, gli scettici si slogano la mandibola, la notizia rimbalza sui social network: a Benevento l’amore conta.

Potremmo dire: abbiamo vinto. Ma la vittoria non è nostra, anzi a ben pensarci non c’è neanche un noi da individuare e circoscrivere. Noi chi? Noi comunità LGBTQIA? Perché saremo solo noi a beneficiare del registro? NO. Stasera a Palazzo Mosti hanno vinto i diritti, hanno vinto le persone che li chiedevano e quelle che ne chiedono altri, ogni giorno, perché l’uguaglianza riguarda tutti. Quello che abbiamo ottenuto stasera è solo una parte di ciò che chiediamo da anni ad una politica nazionale sorda o intenzionalmente ostruzionista, pavida, quando non ignorante e retrograda. Bussiamo alle porte del potere per chiedere solo un riconoscimento, ma ci viene voltata la faccia. Perché se è vero che la politica è una cosa vera, concreta, allora questo è quello che ci è capitato in questi mesi. Abbiamo chiesto che il nostro amore esistesse in forma ufficiale e ci è stato negato. In Parlamento si ventilano approvazioni veloci, ddl che fanno lo slalom tra quel diritto e quell’altro (unioni sì, adozioni no). Ma non c’è più tempo.
Benevento lancia un segnale forte e chiaro ai nostri rappresentanti in Parlamento, unendosi al coro di Comuni che hanno detto no alla disuguaglianza e sì all’amore, che si sono rifiutati di chiudere le porte in faccia a dei cittadini a causa di un paradosso legislativo tutto italiano che si fa sempre più singolare, sempre meno giustificabile.
La società italiana è pronta alle unioni civili? Oggi Benevento risponde alla domanda senza giri di parole, senza benaltrismi o pose scettiche. E la risposta è bellissima. La risposta è SÌ.

BENEVENTO DICE SÌ – Comunicato stampa del WAND

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