Attualità & Territorio, Cultura & Intrattenimento

Lavorare ad Expo come volontari: l’esperienza di una studentessa tra polemiche e opportunità.

di Simona Politano

albero-della-vitaTra diatribe e qualche sorpresa possiamo dichiarare chiuso anche il capitolo Expo.  Una delle prime polemiche ha riguardato le opportunità di lavoro e le ricompense offerte. Come sono andate veramente le cose per i volontari che hanno lavorato per l’esposizione mondiale di Milano? Scopriamolo attraverso le parole di una studentessa che ha vissuto questa esperienza. Deve però rimanere anonima per via di un contratto che le vieta di rilasciare dichiarazioni, quindi la chiamerò per convenzione Alice.

Alice è una ragazza poco più che ventenne, solare e diretta. Quando le chiedo di rilasciarmi un’intervista su Expo non sta nella pelle. È un fiume in piena e negli occhi ha ancora l’entusiasmo che cerca di mascherare con qualche nota di distacco e sarcasmo.

Inizia così il gioco delle parti, io divento seriosa e lei inizia il suo racconto arricchendolo di preziosi particolari.

S: Come sei venuta a conoscenza della possibilità di lavorare ad Expo come volontaria?

A: L’ho saputo cinque mesi prima dell’apertura, verso Dicembre. Me ne ha parlato una mia coinquilina. Anche lei aveva fatto richiesta e senza perdere troppo tempo ho inviato la mia candidatura.

S: Dopo quanto tempo sei stata chiamata?

A: Mi hanno chiamato tre mesi dopo. Io me ne ero addirittura dimenticata. Ho superato il colloquio conoscitivo e in seguito ho dovuto fare un corso di formazione.

S: In cosa consisteva il corso di formazione?

A: Il corso si è svolto online e constava di due fasi durante le quali ho dovuto imparare tutto su Expo, sulla storia, la struttura e i padiglioni. Poi c’è stato l’esame finale che ho superato. Mi hanno convocato per le prime due settimane di luglio. C’è da dire che si trattava di un periodo particolare.

S: Cosa intendi per “periodo particolare”?

A: Luglio sarebbe dovuto essere un periodo esclusivo per i figli dei dipendenti di Intesa San Paolo. Ma molti di loro hanno rifiutato. Dopo un po’ d’indugi, ho firmato il contratto: quindici giorni lavorativi con la possibilità di prendere un paio di giorni di riposto. La ricompensa sarebbe stata esigua: il rimborso spese per i trasporti e un Tablet. Già da allora avevo intravisto in Expo la possibilità di arricchirmi culturalmente e socialmente, quindi non ho badato al compenso materiale.

S: In questo contratto c’era la “famosa” clausola sul non rilasciare dichiarazioni?

A: Sì. Avevano paura che potesse trapelare il peggio e cioè che veniva sfruttato il lavoro di noi volontari. E così è stato.

S: In che modo ritieni ti abbiano sfruttato?

A: Il contratto prevedeva 5 ore e mezza di lavoro al giorno, ma nei fatti bisognava essere presenti sul posto di lavoro un’ora prima per fare brainstorming. Dopo qualche giorno, un’agenzia pubblicitaria di Milano ci ha consegnato dei volantini per promuovere eventi culturali della città. Mi sono ritrovata a fare volantinaggio e a lavorare per Expo, allo stesso prezzo e negli stessi orari.

S: I vostri tutor lo sapevano?

A: I nostri tutor sono stati colti alla sprovvista come noi.

S: Tu e il tuo gruppo siete riusciti a svolgere entrambe le mansioni contemporaneamente?

A: È stato faticoso. Tuttavia eravamo autorizzati a “lasciare” (per non dire buttare) i volantini nei pressi degli appositi contenitori della carta nel caso non fossimo riusciti a consegnarli.

S: Da chi eravate autorizzati?

A: Dai nostri tutor.

S: Ritorniamo al tuo lavoro ad Expo, quali erano le tue mansioni?

A: Dovevo presidiare il decumano (l’enorme corridoio che attraversa l’aria della Fiera) e alcuni padiglioni. Dovevo essere pronta ad aiutare i turisti, indirizzarli e prestare assistenza.

S: Eravate controllati?

A: Sì, i nostri “controllori” si avvicinavano in borghese e ci chiedevano informazioni. Alcuni ragazzi del mio gruppo sono stati mandati via per essere stati impreparati o addirittura perché non erano presenti sul posto di lavoro.

S: Siete stati supportati dai tutor e in che modo?

A: Sì, devo dire che non mi sono sentita mai abbandonata. I tutor ci hanno supportato per tutto il periodo lavorativo e oltre, anche grazie ad una piattaforma social ideata appositamente per noi volontari.

S: Lavorare ad Expo ti dava dei vantaggi?

A: Certo, potevo vedere tutti i padiglioni e pranzare nei ristoranti convenzionati.

S: Ritieni che ci siano stati dei problemi organizzativi?

A: In Expo non c’era il deposito bagagli. Alcuni turisti arrivavano direttamente con la valigia e non c’erano depositi per lasciarla. Per i portatori di handicap bisognava versare 50 Euro per usufruire della carrozzina per visitare Expo. Per i bimbi bisognava versare una caparra di 25 Euro per il passeggino. Inoltre alcune mappe italiane erano sbagliate,ma sono state consegnate ugualmente.

S: Dopo quanto tempo sei stata ricompensata?

A:  Dopo due  mesi ho ricevuto il rimborso spese per i trasporti. L’ormai noto Tablet mi è stato consegnato subito.

S: Erano previsti alloggi per i non residenti a Milano?

A: Sì, erano previsti degli alloggi gratuiti, ma ad alcuni non sono toccati perché i posti a disposizione erano terminati.

S: Terminata la tua esperienza, sei stata ricontattata?

A: Sì, mi è stata offerta la possibilità di lavorare come Team Leader. Questo ruolo prevedeva una paga di 2000 Euro al mese, ma ho rifiutato.

S: Perché hai rifiutato?

A: Per via degli esami universitari. Non potevo tralasciare gli studi.

S: Sai dirmi un lato positivo e un lato negativo di questa esperienza?

A: Di sicuro è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere e conoscere molte persone. Mi ha dato la possibilità di esercitarmi con le lingue straniere e soprattutto sono nate molte amicizie con i ragazzi che facevano parte del mio gruppo. Tra i ricordi divertenti ci sono i turisti cinesi che vedendomi vestita con la divisa di Expo mi chiedevano di fare delle fotografie con loro. Un lato negativo? Purtroppo sono capitata in un periodo difficile, sia per l’elevata temperatura sia per la scarsa affluenza di turisti. A volte non c’era molto da fare se non “essere presenti e vigili”.

S: Lo rifaresti?

A: Sì, senza dubbio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...